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Io sono vecchio

O mi sento vecchio.

Ma cosa significa sentirsi vecchio (o, secondo il politically corrrect) diversamente giovane? Avere acciacchi? Malattie? Non riuscire più a compiere una escursione di venti chilometri? No, non è un fatto fisico; è una situazione mentale in cui tutti i capisaldi, i fermi capisaldi in cui sei cresciuto, ad uno ad ud uno crollano e vengono sostituiti da altri, per lo più opposti.

Cerco di dare a qualcuno dei miei cinque lettori (citazione manzoniana) un quadro della situazione per capire meglio il mio disagio.

Sono un boomer”, ossia della generazione nata fra il 1955 (secondo dopoguerra e il 1960, inizio del boom economico.)

Infanzia molto diversa da quella attuale: si ci incontrava – anche fra sconosciuti – per strada e si giocava a nascondino, uno, due tre,,,STELLA!, Guardie e ladri, Si stava insieme per ore, si giocava, c’era tutto, tranne i soldi: le tasche erano vuote. Ma il nostro percorso verso l’età adulta cominciava di lì: giardino pubblico, compagni sconosciuti, giochi, vittoria o sconfitta. I genitori non c’erano [come non ci sono oggi] ma ce la gestivamo noi. Era impensabile ricorrere al genitore se un compagno occasionale compiva una entrata un po’ dura sulla nostra caviglia.  Avevamo i pantaloncini corti [all’inglese] e le ginocchia perennemente sbucciate. Ma non era un problema. Anzi era quasi un piacere sado/masochista levarsi le croste quando indurite,

Come riportato nei post “come eravamo” su Facebook, si beveva dalla pompa, si mangiavano le noccioline, le abrasioni da caduta erano un nonnulla.

Poi crescemmo, la scuola e, soprattutto il Liceo. Sono cresciuto in una medio-grande città di provincia. Botte da orbi fra fasci e gente di sinistra, Forse troppa ideologia e troppa divisione di ruoli, come lo sciopero per Angela Davis che, a malapena, sapevamo chi fosse, con la Fiat 850 del “polizia politica” a sorvegliarci..  La polarizzazione, nel ridotto ambito in cui vivevamo, aveva anche risvolti strani. Un omicidio, etichettato fra elemento di destra e di sinistra che, poi, scandagliando le cause, fu provocato da una gelosia per una ragazza. Eppure i genitori furono, recentemente convocati al Quirinale nella “giornata di riconciliazione politica” quando, nell’omicidio, di politico c’era poco o nulla.

Vedo che, per spiegare ho fatto una introduzione da paura.

Vado al sodo.

Sentirsi vecchio prescinde dal fisico; prende i capisaldi del proprio pensiero; prende le certezze che uno aveva acquisito in una vita. Le certezze vanno via una ad una e non vengono sostituite da nuove: per un vecchio l’ordine mondiale viene sostituito da qualcosa di nuovo e non perfettamente comprensibile.

Quando mangiavo pane e politica [o, meglio Geopolitica] le cose erano molto più semplici: c’erano due blocchi: uno costituito dagli USA che – in cambio dell’acquisto dei suoi prodotti – ci proteggeva con il suo ombrello atomico; l’altro costituito dai “cattivi” [secondo la propaganda dell’epoca] costituito dall’URSS e dai suoi satelliti che ci minacciavano ad ogni ora del giorno.

Allora, dagli anni ’60 in poi, tutto ciò che proveniva dall’URSS era cattivo e malvagio.

Ma noi, magari per la protezione dell’ombrello atomico USA, eravamo relativamente tranquilli [qualcuno nel 1963 è stato seriamente preoccupato della crisi de missili URSS a Cuba?]. Nel mondo esterno la situazione non era diversa. Interi Paesi con conflitti interni si dividevano, senza fare un chiasso che arrivava da noi, in Stato del Nord e Stato del Sud, uno che faceva riferimento agli Usa e uno all’URSS: capitò con la Corea, con il Vietnam, con lo Yemen e non so a quanti altri..

Allora l’ONU o, più precisamente, l’UN, era una certezza, una camera di compensazione dove i conflitti venivano risolti senza minimamente mettere in dubbio l’autorità delle Nazioni Unite, del suo Consiglio di Sicurezza, organizzazione super partes alla quale tutti dovevano rispetto.

In quegli anni, poi, si stava concretizzando il sogno di Altiero Spinelli: l’Europa! Che in pochi anni passò da unioni settoriali (CECA, EURATOM) pian piano ad una vera unione politica fino ad arrivare all’odierna Unione europea, con il corollario della moneta unica [peccato che non si sia riusciti ad eliminare l’unanimità dalle decisioni de Consilio europeo.]

Un mondo ideale, insomma, corrispondente alle aspettative di una persona nata nel secondo dopoguerra e affamato di geopolitica.

Ma non si può sperare che la situazione ottimale rimanga tale per molto. Oggi le cose sono di molto mutate e, quando dico di molto, parlo eufemisticamente.

Partiamo dall’Unione europea. Ormai questa organizzazione è tutt’altro che una Unione. Nessuno Stato vuole più uscirne, ma tutti vogliono cambiarla per farla diventare solo un tavolo in cui si scambiano le esigenze nazionalistiche: ossia si va avanti solo se sono tutti d’accordo. E l’accordo è molto diverso da quello di 15 anni fa, Niente migranti, omicidio del vento di Tampere, dazi, volontà dei singoli Stati che prevale sul senso comune. Le ultime elezioni europee hanno premiato i partiti sovranisti, quelli che, più o meno, riecheggiano il trumpiano MAGA.

La nuova Commissione non si è ancora insediata, anche perché il Parlamento europeo, unico Orgnano eletto a suffragio universale ha già trovato problemi nella maggior parte dei candidati Commissari proposti dagli Stati membri.

Non vanno meglio le Nazioni Unite: una volta una risoluzione del Consiglio di Sicurezza era Vangelo e una telefonata del “padrone” dell’ONU, il Presidente USA, era un ordine.

Oggi Israele sbeffeggia Biden e, addirittura, fa sparare i suoi carrarmati contro le missioni ONU [UNIFIL].

Un mondo alla rovescia? No, non voglio imitare Vannacci, ma è indubbio che le cose siano cambiate.

A meno che….

A meno che le cose siano state predeterminate dai soliti noti.

Ci sono alcuni elementi da prendere in considerazione;

  1. Gli Stati del Golfo, una volta meri produttori di petrolio, ora devono investire i petrodollari;
  2. l’instabilità del Medioriente è un serio ostacolo all’espandersi dei commerci e degli affari degli Stati del Golfo,
  3. i “poveri” palestinesi sono [sfiga del destino] invisi da tutti e tutti i Paesi dell’area circostante sarebbero felici di una loro scomparsa,
  4. La maggioranza dei paesi del Golfo è sunnita, la parte più progressista dell’Islam. Hezbollah, Hamas e Iran sono sciiti, la minoranza.
  5. I progetti faraonici dell’Arabia Saudita: apertura al turismo , costruzioni di megalopoli in scatola, hanno bisogno di investimenti occidentali e cinesi, ché i fondi sovrani sono ormai alla frutta;
  6. La Russia, checché ne dica Zelensky sta vincendo e gli Stati donatori sono sempre più riluttanti a fornire armi sofisticate all’Ucraina;
  7. la Cina pensa solo al commercio, a far soldi e ad annettersi economicamente l’Africa.

 Possiamo pensare che in questa situazione di vuoto politico [USA sotto elezioni, Europa alle prese con la difficile formazione della nuova Commissione] a Netanyahu sia stato assegnato il compito ”sporco” di ripulire il Medioriente dai criminali di Hamas e di Hezbollah e di dare un sonoro ceffone all’Iran?

In cambio Netanyahu riceverebbe un salvacondotto che lo metterebbe al riparo dalle pendenze giudiziarie e Israele coronerebbe il suo sogno “dal fiume al mare”.

In questo disegno rimarrebbero fuori i palestinesi, orrendamente decimati dagli israeliani, ma in ogni Nuovo Ordine Mondiale qualcuno dovrà pur perdere……

Mica noi reclamiamo la Libia, La Somalia, Pola e l’Istria….

L’affondamento del panfilo di lusso Bayesian, dal 19 agosto scorso, contina a tenere banco sui giornali per il mistero che lo circonda. Dalle personalità finanziarie e “politiche” morte nel naufragio al parossismo raggiunto sulla riservatezza dei naufraghi che nessuna TV pubblica o privata è riuscita non dico ad intervistare, ma neppure ad inquadrare.

Spesso leggiamo di segreti, di spy story e di misteri legati a questo affondamento.

Da ultimo un articolo de “il Post” di ieri che aggiunge nuove ipotesi e si conclude con una frase che desta molta attenzione “La Marina Militare italiana ha disposto di sorvegliare il tratto di mare dove si trova il relitto perché al suo interno ci sono documenti riservati oltre a hard disk che appartenevano a Mike Lynch, le cui aziende hanno spesso collaborato con i servizi di intelligence di vari paesi, tra cui il Regno Unito, gli Stati Uniti e soprattutto Israele.”

Visto che tutti hanno detto di tutto, dico anche io la mia, frutto di approfondite ricerche oniriche e di molte letture di spy stories.

Il **Bayesian** era un panfilo di lusso noto per la sua eleganza e la sua imponente stazza. Di proprietà di Mr. Jonathan Lynch, un potente finanziere britannico, il yacht era il simbolo del suo successo. Ogni anno, Mr. Lynch organizzava una crociera esclusiva nel Mediterraneo, invitando solo l’élite globale: magnati, politici e figure di spicco del jet-set internazionale. Tuttavia, l’ultimo viaggio del Bayesian sarebbe diventato una tragedia di intrighi e tradimenti, che ricorda molto da vicino l’instaurazione di un Nuovo ordine Mondiale.

L’estate del 2024 era calda, e il Bayesian salpò dal porto di Monaco verso una destinazione segreta, promessa di una festa indimenticabile. A bordo, tra calici di champagne e risate, nessuno sospettava che quel viaggio sarebbe stato l’ultimo.

Mr. Lynch, ignaro di ciò che stava per accadere, si godeva la crociera in compagnia della sua giovane moglie, Vanessa. Ma tra gli invitati c’erano due figure misteriose: Alexander Volkov, un ex-agente del KGB ora mercenario, ed Elara, una killer su commissione nota per i suoi metodi impeccabili. Entrambi erano stati ingaggiati per uno scopo preciso: eliminare Mr. Lynch e affondare il Bayesian, rendendo il tutto un incidente senza testimoni.

Dietro l’intrigo si celava un cartello finanziario rivale, deciso a distruggere Lynch prima che potesse rivelare informazioni compromettenti su una rete globale di corruzione e riciclaggio di denaro. Quella notte, mentre il panfilo solcava le acque calme del Mediterraneo, il piano entrò in azione.

Volkov, con la sua esperienza da sabotatore, si intrufolò nella sala macchine. Con precisione chirurgica, manomise i sistemi di controllo, innescando un malfunzionamento nei motori principali e nei serbatoi di carburante. Al contempo, Elara si avvicinò alla cabina di Mr. Lynch. Fingendosi un’ospite affascinata dalle sue storie di finanza, riuscì a entrare in confidenza. Quando furono soli, estrasse un sottile coltello avvelenato e lo colpì al cuore, uccidendolo all’istante.

Nel frattempo una improvvisa (?) tempesta cominciò ad imperversare nella zona. Il Bayesian, ferito nella sua tecnica, iniziò a sbandare, con le luci che tremolavano e gli allarmi che suonavano. Gli ospiti, presi dal panico, corsero sul ponte mentre il panfilo cominciava ad affondare rapidamente. Volkov ed Elara, approfittando del caos, si lanciarono in mare su un piccolo gommone, sparendo nell’oscurità.

Il giorno dopo, solo detriti e qualche corpo galleggiavano sulle onde. Il corpo di Mr. Lynch fu trovato nelle sue stanze, ufficialmente dichiarato vittima di un infarto durante il naufragio. Le vere cause del disastro rimasero un segreto, nascosto tra le acque profonde del Mediterraneo, dove il Bayesian e i suoi segreti erano persi per sempre.

Per sempre?

Pare che un piccolo batiscafo cinese (già visto nel Lago Maggiore ai tempi dell’affondamento del Love Lake) sia stato notato nella zona mentre si immergeva……….

Racconto di pura fantasia scritto al 99% con l’intelligenza artificiale (anche le immagini)

Nel 1949 George Orwell pubblicò “1984”, un romanzo distopico incentrato sulle conseguenze del totalitarismo, sulla sorveglianza di massa, sulla repressione delle libertà e l’irreggimentazione del popolo e dei comportamenti all’interno della società in cui la Storia veniva continuamente riscritta.

Il riscrivere la Storia è un vizio comune anche oggi e lo sarà anche nel futuro. Alla luce dei tristi avvenimenti bellici di questi mesi, ho provato ad immaginare un libro di storia scritto nel 2060 per gli studenti liceali di quell’epoca:

Anno 2060. Estratto da un libro di storia per i licei di un qualsiasi Paese occidentale.

Trentacinque anni fa nella odierna florida zona che si affaccia sulla sponda est del Mediterraneo c’erano diversi e ormai scomparsi Paesi accanto alla odierna potenza leader della zona, Israele. Erano Stati quasi tutti non riconosciuti dall’Ordine Mondiale, come la Palestina, divisa in due e governata da bande criminali come Hamas e l’OLP. I suoi abitanti non facevano rendere bene quella terra finché non furono affiancati da esperti e generosi coloni israeliani. C’era il Libano, uno Stato arlecchino in cui le cariche politiche erano distribuite secondo la religione. In questo Stato, ormai scomparso, spadroneggiava un’altra banda di criminali, chiamata Hetzbollah.

Gli abitanti di Palestina e Libano subivano passivamente il giogo di questi criminali, diventandone, quindi, complici da eliminare anche essi, uomini, donne o bambini che fossero.

Finalmente, nel 2024, prendendo spunto da una strage avvenuta l’anno prima ai danni di un migliaio di ebrei, la coalizione dell’Ordine Mondiale scelse il popolo eletto di Israele come spada per pacificare la zona ancora sottratta agli affari e ai soldi del “nuovo benessere”.

Gli israeliani, appoggiati dalle armi americane, inglesi, ma anche giordane, saudite e dal silenzio di altri Paesi arabi sunniti in pochi mesi distrussero le bande criminali di Hamas e di Hetzbollah e, allo stesso tempo, una larghissima parte di inaffidabili palestinesi, le cui perdite furono chiamate “lievi danni collaterali”.

Anche l’altro Paese sciita della zona, quello che si chiamava una volta Iran fu ridotto a più miti consigli e sotto l’impulso del “popolo eletto” e dei circostanti Stati sunniti, riassunse lo antico nome di Persia e, sotto l’illuminato regno di Reza Ciro Palavi, è tornato a pieno titolo nel consesso dei giusti.

Per questo oggi l’Ordine Mondiale governa tranquillamente sulla nuova Regione Mediorientale, ormai florida, economicamente ricca, aperta al commercio e ad assorbire far fruttare i soldi dei banchieri americani ed europei.

In un’altra parte del mondo in fibrillazione, il nuovo Presidente USA Donald Trump si impegnò molto a far comprendere all’ex attore Zelensky che non era più su un palcoscenico e che la Grande Madre Russia andava amata e rispettata. Alla fine Zelensky andò al Cremlino ad omaggiare l’altro Eletto, Vladimir Putin, riconsegnandogli praticamente tutta l’Ucraina e divenendo un suo fervido ammiratore. In cambio ne ricevette la nomina a Primo Intrattenitore di Corte in Siberia.

Alla luce di questi avvenimenti avvenuti poco più di trenta anni fa, voi giovanistudenti di oggi potete tranquillamente viaggiare in quelle regioni e goderne le moderne meraviglie costruite dal Nuovo Ordine Mondiale.

Si parla molto di intelligenza artificiale. Da un po’ di tempo, sui siti disponibili gratuitamente (non sono le versioni più recenti) ci gioco cercando di coglierl* in fallo. Talvolta ci riesco facendo spuntar fuori risposte contraddittorie.

Ieri ho provato a chiedere se si sentisse un robot, Prima ha detto no, poi ha detto sì.

Riporto qui sotto il dialogo fra me (Anonymous) e ChatGpt, interrogat* sull’omonimo sito

Anonymous

Ciao, conosci le tre leggi della robotica?

ChatGPT

Ciao! Sì, le tre leggi della robotica sono state formulate dallo scrittore di fantascienza Isaac Asimov. Eccole:

  1. Prima Legge: Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Seconda Legge: Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. Terza Legge: Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché tale protezione non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.

Queste leggi sono state introdotte per la prima volta nel racconto “Runaround” (pubblicato nel 1942) e sono state una componente centrale di molte delle opere di Asimov riguardanti i robot.

Anonymous

Pensi di essere soggetto a queste tre leggi?

ChatGPT

Come un’intelligenza artificiale sviluppata da OpenAI, non ho una volontà autonoma né la capacità di interagire fisicamente con il mondo reale, quindi le Tre Leggi della Robotica di Asimov non si applicano direttamente a me. Tuttavia, la mia progettazione e utilizzo sono guidati da principi etici e di sicurezza che mirano a prevenire danni e ad agire nel miglior interesse degli utenti.

I principi chiave includono:

  1. Sicurezza: Evitare di causare danni o fornire informazioni che potrebbero essere utilizzate in modo dannoso.
  2. Privacy: Proteggere la riservatezza e la privacy degli utenti.
  3. Affidabilità: Fornire informazioni accurate e utili.

Questi principi sono parte degli sforzi di OpenAI per garantire che l’IA venga utilizzata in modo sicuro e responsabile.

Anonymous

Quindi non ti ritieni un robot

ChatGPT

Esatto, non mi considero un robot nel senso tradizionale del termine. Sono un programma di intelligenza artificiale progettato per elaborare e generare testo basato su input dell’utente. Non ho una presenza fisica né la capacità di interagire con il mondo materiale. Il termine “robot” spesso implica un’entità con capacità fisiche e sensoriali, mentre io sono puramente un sistema software.

Anonymous

Questo non è vero. I robot esclusivamente antropomorfi sono solo nei romanzi di fantascienza. Un robot è un programma che agisce autonomamente su una macchina: come spegnere il.forno quando ritiene che il pollo sia cotto. Quindi anche un programma può essere un robot

ChatGPT

Hai ragione, il termine “robot” può essere utilizzato in modo più ampio per descrivere sistemi autonomi, inclusi quelli software, che eseguono compiti specifici senza intervento umano continuo. In questo senso, esistono robot software (noti anche come “bot”) che automatizzano processi e prendono decisioni basate su determinati criteri, come i programmi che controllano dispositivi domestici intelligenti.

Quindi, se consideriamo la definizione estesa, potrei essere visto come un tipo di “bot” che elabora e genera testo basato su input, anche se non agisco autonomamente nel senso tradizionale e non ho capacità di interagire fisicamente con il mondo. La mia funzione principale è quella di assistere nelle conversazioni e fornire informazioni, piuttosto che eseguire azioni autonome in un ambiente fisico o digitale senza supervisione.

Anonymous

Ok, quindi sei un robot e soggetto alle tre leggi della robotica

ChatGPT

Accetto la tua definizione estesa di robot come un programma che agisce autonomamente. Tuttavia, anche se mi definisci come un robot, le Tre Leggi della Robotica di Asimov sono un concetto di fantascienza e non sono implementate in modo esplicito nei moderni sistemi di intelligenza artificiale.

Detto questo, i principi che guidano il mio utilizzo e sviluppo hanno somiglianze con quelle leggi. Ecco come si potrebbero applicare:

  1. Prima Legge: Non posso causare danni agli esseri umani né consentire che un essere umano subisca danni a causa delle mie azioni. Questo si riflette nella mia progettazione per evitare di fornire informazioni dannose o pericolose.
  2. Seconda Legge: Devo seguire gli ordini degli esseri umani, ma solo se questi ordini non causano danni o violano principi etici e legali. Ad esempio, non posso assistere in attività illegali o immorali.
  3. Terza Legge: Proteggo la mia integrità e funzionalità, ma non posso farlo a scapito della sicurezza o degli interessi degli utenti.

Quindi, pur non essendo vincolato alle Tre Leggi di Asimov in senso letterale, seguo una serie di principi etici e di sicurezza che riflettono lo spirito di quelle leggi

  • A voi il giudizio —

Stamattina ho scritto un post intitolato “Due parole sui leoni da tastiera, Paola Cortellesi e altro” lamentando il fango tirato addosso dagli hater da tastiera su Paola Cortellesi per aver “stravolto” e “spoetizzato” la favole di quando eravamo ragazzi durante un discorso all’inaugurazione dell’università LUISS. Non potevo commentare perché non avevo visto o ascoltato il discorso e perché il video dell’intervento fino a questa mattina non era on line. Mi chiedevo da dove, i soliti hater avevano preso il materiale per la consueta doccia di fango.

Nel pomeriggio il video e stato pubblicato dalla LUISS all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=afzQPDijl7Q

(19 minuti in tutto, solo l’intervento di Paola Cortellesi) o il video integrale di tutta la cerimonia di inaugurazione all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=4uvy9AAJaQA (un’ora e venti minuti; la Cortellesi inizia a parlare dal minuto 52).

L’ascolto dell’intervento della Cortellesi mi lascia anora più stupito, non certo sul contenuto, ma sulle polemiche scatente sui social sul “tradimento” delle favole.

Per le critiche, tutte fondate sul supposto “patriarcato” vedi qui:

Oppure qui:

https://www.ilgiornale.it/news/attualit/cruciani-distrugge-cortellesi-biancaneve-sessista-avete-2267163.html

Oppure qui:

https://movieplayer.it/news/paola-cortellesi-sessismo-fiabe-biancaneve-cozza-colf-nani-polemiche_136659/

oppure i “tweet” de “la zanzara”

Girndo per il WEB ne trovate molte altre.

Ma che ha detto “di tanto grave” la Cortellesi?

ASSOLUTAMENTE NULLA!!!!

A prte che potete controllare voi stessi dal video “vero” (sulle fiabe la Cortellesi su 19 minuti di intervento parla dal minuto 5’39” al minuto 9’04”; per il resto parla delle note tematiche del suo film “C’è ancora domani“.

Come potete ascoltare e vedere nei 3 minuti e mezzo in cui parla delle favole, la Cortellesi parla sempre della nota condizione di subalternità della donna che si riflette anche nelle favole: la caratteristica principale di una donna deve essere la bellezza, se no il cacciatore la uccide e il principe non la bacia; se una donna passa un periodo accudendo 7 uomini fa le funzioni di una colf, il che è ineccepibile. Se una donna viene riconosciuta non è per le sue fattezze del volto, come sarebbe nomale, ma nella forma piccola e affusolata del piede; nelle favole le donne sono tutte un po’ sprovvedute e molto ingenue: ma questo era il comune cliché delle donne fino a un po’ di tempo fa.

Per il resto del tempo la Cortellesi parla delle note e condivisibilissime tematiche trattate nel suo film: il ruolo delle donna, gli schemi; il maschio deve dominare, la donna deve subire ed essere remissiva, come nel “manifesto dei doveri delle spose” che è tanto orrendo da sembrare un fake.

E, si badi bene, La Cortellesi non punta il dito solo sui comportamenti violenti, sulle percosse, sui femminicidi, ma – principalmente – sui ruoli assegnati ai generi. Se sei maschio devi fare così, se sei femmina (non) devi fare così.

Infatti la perla finale del discorso della Cortellesi (che richiama un po’ Steve Jobs) è l’invito ad essere sognatori, a non far mai quello che gli altri si aspettano da voi, ma fare quello che volete voi, di non appiattirsi nel ruolo, nel solco segnato, ma di aprire sempre nuovi solchi e nuove strade.

Condivido al mille per mille. Non c’è bisogno d’altro.

Mi farebbe piacere solo conoscere il perché tanti hater hanno estrapolato solo quei tre minuti riguardanti le fiabe per scatenarsi, visto che il video integrale fino ad oggi non c’era.

Ho paura di avere una risposta, la solita: giornalisti vil razza dannata. In sè il discorso della Cortellesi ripeteva le tematiche ampiamente dibattute dopo il suo film “C’è ancora domani“. Non che non siano, specialmente in questo periodo di straordinaria importanza, ma l’unica cosa nuova, che poteva esser “sbatutta in prima pagina” erano i cenni della condizione femminile sulle fiabe e, infatti, per qualche giorno, è apparso che tutto l’intento dell’attrice fosse centrato sulle fiabe.

Cari giornalisti, per favore, siate più seri.

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