Archivio degli articoli con tag: Photoshop

Chissà quante volte abbiamo ammirato le “dive” dello spettacolo sulle riviste patinate. Quanto sono belle! Che fascino! Che sex appeal!

Purtroppo i nostri giudizi non sono obbiettivi. Sono fortemente condizionati dai canoni che i media ci hanno imposto come quelli che indicano bellezza e fascino.

Canoni di bellezza e fascino validi per noi occidentali, per noi che siamo ormai adusi a considerare belle chi soddisfa quei canoni.

E l’industria del software non si è tirata indieto. Esistono diversi programmi che chiedono all’operatore di indicare su una foto solo alcuni punti fondamentali: l’angolo sinistro dell’occhio sinistro, l’angolo destro dell’occhio destro, la punta del naso, l’attaccatura dei capelli, il contorno della bocca, il centro delle pupille. Poi fa tutto da solo; secondo un algoritmo che tiene conto della distanza “ideale” fra questi punti, compone il volto abbellito secondo i nostri canoni.

Ho provato ad applicare il software ad un ritratto di donna appartenete a cultura diversa, dell’etnia Himba. Il risultato per noi è migliorativo, e di parecchio. Per loro, che non seguono i nostri canoni, il risultato è peggiorativo.

Giudicate voi stessi:

ORIGINALE

ORIGINALE

RITOCCATA

RITOCCATA

La fotgrafia è la stessa, il risultato è diverso, migliore per alcuni, peggiore secondo altri……

Ancora un articolo su Photoshop e sui suoi meriti. Molti sono i detrattori e gli strenui difensori della realtà. Le fotografie riproducono la realtà e la realtà non va toccata. Per modificare la realtà secondo la propria interpretazione, esiste la pittura, il pennello e il quadro.

Ma la realtà cosa è: quella che osserva o sente il fotografo o quella che si vede nelle fotografie? La domanda è sensata, perché si tratta di due rappresentazioni diverse. L’occhio  è solo un tramite per la visione umana che avviene con il cervello ed è influenzata dall’umore, dall’entusiasmo e dall’interesse per il luogo che si sta visitando. L’occhio umano, in combinazione con il cervello, poi , non è per nulla paragonabile ad un obbiettivo fotografico. E’ capace di focheggiare nello stesso momento come un 24mm e un 300mm. E’ capace di escludere dalla visone quel filo elettrico che taglia a metà lo splendido paesaggio o il piede che entra nell’inquadratura. E’ capace di vedere come “bianco” nella stessa inquadratura sia il vestito della sposa al sole, sia la neve all’ombra. Non è soggetto a parametri come grana, rumore, bilancimento del bianco, temperatura colore. Il cervello vede quel che vuole vedere e di quello che ha vluto vedere conserva il ricordo.

La macchina fotografica, per quanto perfezionata possa essere, non potrà mai competere con il connubio occhio/cervello. E’ stupida, si limita a registrare sui pixel del suo sensore la luce che gli arriva dall’obbiettivo secondo i parametri generali impostati dal fotografo. E questi parametri sono generali, quindi validi per tutta l’immagine. Se dici alla fotocamera che la luce è quella di pieno sole, la fotocamera registrerà tutti i particolari dell’immagine con il parametro “Pieno sole a 5.500 gradi Kelvin”. L’abito della sposa al sole risulterà bianco, ma la candida camicia dello sposo rimasto all’ombra diventerà azzurra. Se il fotografo imposta una profondità di campo da 10 metri all’infinito in cui tutto è a fuoco, il filo elettrico che attraversa la scena diventerà un frego nero nella fotografia. Se il sole è di lato, lo spledido paesaggo estivo apparirà, per i riflessi interni all’obbiettivo, come immerso nella foschia. Eppure era una giornata limpida, spergiurerà il fotografo..

E’ questa la realtà che il fotografo voleva rappresentare, conservare e condividere? Ammetto di usare molto Photoshop, per accendere i colori, correggere i difetti, per rendere le mie fotografie più simili a quello che ho fotografato.

Le mie ultime fotografie sulla Cambogia, disponibili su www.behance.net/sergioferraiolo/, ne sono un esempio.

Non so se il grande Steve McCurry  nelle sue foto dedicate alla Cambogia abbia usato Photoshop, ma son certo più belle delle mie.

Come al solito vi lascio con un esempio della stessa foto senza e con Photoshop. Mi farebbe piacere leggere i vostri commenti

Lungoil fiume originale

Lungoil fiume originale

 

E, questa qui sotto, è stata un po’ ritoccata

 

Lungo il fiume ritoccata

Lungo il fiume ritoccata

Immagine

Più volte ho inserito in questo blog articoli e foto sull’opportunità o meno di modificare le foto. Da una parte i puristi che apprezzano le immagini originali non modificate come tributo alla realtà. Dall’altra i fautori del miglioramento dell’immagine come tributo all’estetica e come avvicinamento dell’immagine all’emzione provata al momento dello scatto.

Ma non è solo questo. Nelle foto “di strada” nella quali il cogliere l’attimo è fondamentale, non sempre si riesce a regolare la fotocamera come si dovrebbe. E, allora, la tecnologia viene in aiuto.

Osservate la fotto qui sotto: è sovraesposta, sbiadita, senza contrasto. Il soggetto non si stacca dal contesto. Una foto banale, insomma. Eppure era un bel momento da riprendere, con la donna in sari checon la corta scopa di saggina puliva dalla polvere il luogo ove si apprestava a vendere la merce.

originale

originale

Per rendere quello che ho provato al momento dello scatto si rende necessario intervenre con qualche ritocco sui colori, sul contrasto, sullo sfondo.

Qui sotto il risultato. Che ne pensate?

modificata

modificata

E’ una spiaggia qualsiasi, una passerella di plastica qualsiasi in una giornata estiva qualsiasi.

Ma, con la fantasia, è la strada che porta all’infinito…..

La strada per l'infinito

La strada per l’infinito

Avete mia visto quelle “fotografie a confronto” di VIP del cinema “al naturale” o con Photoshop? Bella differenza, vero?

Vi propongo un sondaggio. Le due foto che seguono, una piazzetta di Agropoli, paesino in provincia di Salerno, sono la medesima foto, una al naturale, l’altra con qualche ritocchino di Photoshop.

Quale vi piace di più?

AL NATURALE?

Agropol_notte__004

al naturale

o PHOTOSHOP?

Photoshop

Photoshop

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Steve's body of work spans conflicts, vanishing cultures, ancient traditions and contemporary culture alike - yet always retains the human element. www.stevemccurry.com

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