Archivio degli articoli con tag: sergio ferraiolo

Tutti conosciamo il motofurgone APE. E’ il primo gradino per i trasporto di cose. Talmente comune per la sua agilità anche fra i vicoli più tortuosi è divetato anche una unità di misura. “Portami un APE di legna!”.

Serve per tutto, per trasportare tutto. E’ particolarmente ancora attivo in India ove serve dappertutto come minibus di gruppo:

minibus di gruppo in India

minibus di gruppo in India

 

O come taxi, con tanto di tassametro:

Tuk tuk con tassametro

Tuk tuk con tassametro

Si chiama familiarmente tuk-tuk, forse dal rumore del motore (quello della vespa) al minimo.

Ma anche in Italia non scherziamo.

Ammirate questo tuk-tuk a Campo de’fiori a Roma. Dubito che possa esser messo in moto,ma la sua figura come contenitore di merce la fa:

Campo de' fiori

Campo de’ fiori

I muri e le facciate dei palazzi  sono spesso imbrattati da graffiti che, lungi dal renderli, più gradevoli, aumentano il degrado delle nostre città.

Raramente questi disegni assurgono al rango di opere d’arte.

Eppure talvolta accade. Guardate questi murales a Salerno

murale a Salerno 1

murale a Salerno 1

 

murale a Salerno 2

murale a Salerno 2

 

Murale a Salerno 3

Murale a Salerno 3

 

murale a Salerno 4

murale a Salerno 4

Viaggio spesso e sono sempre attratto dalla cucina dei luoghi visitati. Un piatto succulento che mi ha sempre attirato è il riso biriani (o biryani). Non è un piatto con una unica ricetta, bensì, direi, una famiglia di piatti, tante e tante sono le sue varianti. Dire che il riso biryani è riso con verdure e/o carne è molto, molto riduttivo. Nella elaborazione del piatto il cuoco esprime tutta la sua fantasia ed il suo gusto. E’ una ricetta facile e di sicuro impatto per una cena.

Cercherò di darvi le linee guida, anche “estetiche” sulla preparazione del piatto, poi ognuno sarà libero di integrarle a suo piacimento.

Il segreto, e lo dico subito, è tagliare tutti gli ingredienti in pezzi piccolissimi in modo da cuocerli quasi all’istante, conservando intatto il loro sapore e le proprietà nutritive.

Ingredienti: e qui cominciano (e finiscono) le difficoltà: non esiste una lista di ingredienti univoca. Posso dire che oltre il riso (tipo Basmati) e le spezie (cumino, coriandolo, semi di papavero, salsa di soia, un buon “curry” (Garam masala), il resto sono verdure, quelle che trovate, vanno tutte bene.

Quindi vi spiego prima la preparazione, poi riassumerò gli ingredienti usati.

Cominciamo dal riso. Scegliamo il tipo Basmati e in una piccola pentola mettiamo, a freddo, una tazzina  e mezzo da caffè di riso per ogni persona e il doppio di acqua (es. 6 tazzine da caffè di riso e 12 di acqua), aggiungiamo un po’ di sale e 2/3 bustine di zafferano. Portiamo la pentola sul fuoco medio, coperta; appena l’acqua accenna a bollire, portiamo la piccola pentola sul fornello più piccolo, al minimo, e lasciamo cuocere, coperta, per 15 minuti. Passati i 15 minuti spegnere la fiamma e lasciare riposare, sempre coperta, per altri 15 minuti. Il riso, che useremo come copertura ed in funzione spegni-piccante (per chi ama il piccante), è pronto.

Passiamo alle verdure. Per cuocerle, l’ideale è il wok, ma una ampia padella dai bordi alti va benissimo.

La noia è tagliare le verdure a pezzi il più piccoli possibile ma, spesso, nei supermercati, vengono già vendute a pezzettini, tipo le carote julienne.

Quali verdure? Abbiamo detto che vanno tutte bene. Più ne mettete più ne trovate. Vi dò un elenco in ordine decrescente (secondo la mia esperienza) di importanza. Cavolfiore, cavolo cappuccio, carote, zucchini, peperoni, cipolle, funghi.

Soffriggete in un po’ di olio, zenzero fresco (pelato), coriandolo e abbondante cumino e semi di papavero (facoltativo). Se volete un biryani con carne, a questo punto mettete in padella e fate rosolare un po’ di petto di pollo, sempre tagliato a piccoli pezzetti.

A questo punto aumentate la fiamma al massimo, aggiungete tutta la verdura, mezza tazzina da caffè di acqua e coprite la padella (o il wok) con un coperchio. Il calore riscalderà la verdura che perderà acqua che si trasformerà in vapore e cuocerà le verdure in brevissimo tempo.

Dopo cinque/sette minuti aggiungete il garam masala. Qui potete sbizzarrirvi. Potete comprare Il Garam masala in polvere bello e pronto nei negozzi di gastronomia o nei mercati degli immigrati del subcontinente indiano o, se vi va, prepararlo da voi secondo i gusti. Non esiste un garam masala uguale all’altro. Al cumino, al cumino, al coriandolo, alla curcuma – elementi fondamentali – possono essere aggiunti pepe, peperoncino, cannella etc.

Penso che, oltre all’esperienza, una buona distinzione possa essere fra garam masala piccante o non piccante. Scegliete secondo i vostri gusti.

verdure nel wok

verdure nel wok

Può sorgere la domanda sul perché aggiungere ancora cumino e coriandolo se già sono ingredienti del soffritto. La funzione è diversa. L’aggiunta nel soffritto serve a dar corpo allo stesso, l’aggiunta a fine cottura serve per conservare l’odore delle spezie. Purtroppo in India usano le spezie fresche che danno alla pietanza un odore forte e attraente. Ma qui, in occidente, possiamo scordarcelo.

Insieme al Garam masala mettiamo un po’ di salsa di soia. Un minuto ancora e le verdure son pronte.

Passiamo ora all’estetica del piatto.

Prendiamo una scodella di forma semisferica e di dimensioni adatte a contenere tutto il riso e tutte le verdure.

Preliminarmente avremo versato un po’ d’olio nel riso. Sì, il riso che era rimasto a riposare nella pentola piccola e che, con lo zafferano, avrà assunto un bel colore giallo e ci sembrerà compatto come in un timballo.

Con la forchetta smuoviamo il riso, anche per far sì che l’olio (poco) passi fra i grani. Poi, con le mani (non c’è altro verso), prendiamo una manciata di riso e lo disponiamo sul fondo e sulle pareti della scodella semisferica in modo da ricoprire sia il fondo sia le pareti, lasciando vuoto il centro.

Nel centro rimasto vuoto versate tutte le verdure fin quasi a raggiungere l’altezza del bordo. Ricopritele poi con il riso.

Poggiate un piatto sul composto che avete messo nella scodella e pigiate per compattare il tutto.

Finito.

Poco prima di andare in tavola, ponete la scodella nel microonde per intiepidire il tutto. Ponete un vassoio sulla scodella e capovolgete dando un colpo verso il basso. Togliete la scodella e vi apparirà una semisfera gialla, tipo zuccotto o torta mimosa, misteriosa e profumata d’oriente.

Con un cucchiaio grande fate le porzioni e, affondandolo nella semisfera gialla, magicamente vi apparirà il ripieno che andrà a mischiarsi con il riso.

Buon appetito.

Qualche consiglio. Se vi piace il piccante, abbondate con il riso che, essendo neutro, lo spegne un po’, rendendolo più abbordabile ai nostri palati.

Se potete, preparate più ripieno di quello che vi occorre. La parte eccedente, in un sacchetto trasparente cuki e surgelato si mantiene per parecchi mesi. Così alle sicure richieste di ripreparare questa gustosa pietanza, non avrete che da rifare il riso.

Ricapitoliamo gli ingredienti (per sei persone)

Per il riso: Nove tazzine da caffè di riso basmati e 17/18 di acqua. Due/tre bustine di zafferano. Un pizzico di sale.

Per il soffritto: tre cucchiaini di cumino, due cucchiaini di coriandolo, un cucchiaino di semi di papavero, tre bei pezzi di zenzero fresco. Olio.

Per il ripieno: un cavolfiore, mezzo cavolo cappuccio, tre carote, due zucchine, un peperone, una cipolla, una busta di funghi secchi reidratati e puliti. Tutto deve esser tagliato in pezzi molto piccoli.

Garam masala e salsa di soia secondo i gusti.

Tempo di preparazione, tolto il tempo per affettare le verdure: 40 minuti.

Lo "zuccotto" del biryani

Lo “zuccotto” del biryani

L’autunno 2015 è appena iniziato e già tendono a svanire le immagini di questa torrida estate piena di profughi che affogano, che camminano che passano fra le barriere di filo spinato lungo kilometri e kilometri di strada per avvicinarsi ad una vita migliore.
Comodamente, davanti alla TV, abbiamo assistito ad un immenso esodo; colonne di migliaia di persone che né il filo spinato, né i manganelli, né la polvere, né la fame son riusciti a fermare. Chi fugge dalla morte e dalla persecuzione non ha paura di qualche manganellata o di qualche centinaio di chilometri a piedi.
E abbiamo assistito anche ad un altro spettacolo, molto pietoso. Gli Stati della Fortezza Europa che non sapevano cosa fare. L’uno scaricava la responsabilità sull’altro. Qui non si passa. Qui si passa, ma non per restare, solo per andare in un altro Stato che vi farà entrare solo per farvi uscire in un altro Stato ancora.
Poveri profughi, ma NIMBY (not in my backyard, non nel mio giardino).
E l’Europa, la creatura di De Gasperi, Spinelli e Adenauer? L’Unione orgogliosa di aver abolito le frontiere e di avere una sola moneta?
L’Europa ha balbettato, confusa. A maggio/giugno non è riuscita ad approvare uno spostamento di 40.000 persone in due anni. A settembre, forse perché la Germania ha dato la sveglia, l’Europa ha approvato un pacchetto di misure annunciato così: “L’Europa mostra la sua solidarietà, in due anni alleggeriamo gli Stati più esposti di 190.000 richiedenti asilo [per la cronaca la sole Italia ne riceve più di 170.000 l’anno] e mandiamo in pensione il Regolamento di Dublino ed il suo principio cardine del “chi ce l’ha [i profughi] se li tiene”.”.
In questo micro libretto, dopo aver raccontato in quello precedente come l’Europa iniziò ad occuparsi di asilo e migrazione, voglio dimostrare che gli obiettivi perseguiti e da raggiungere sono molto, ma molto più leggeri e limitati. Passerò in esame i provvedimenti approvati cercando di vedere oltre la propaganda i limiti e le criticità per gli Stati membri di primo approdo dei migranti.
Tutti i documenti EU sono linkati, in modo da fare di questo micro libretto un ipertesto dove, con un semplice clic, si può andare alla fonte e leggere le disposizioni del documento di cui sto trattando.

L’Ebook è disponibile su Amazon a questo indirizzo: http://www.amazon.it/dp/B016J8JBP6/  al prezzo simbolico di 99 centesimi

Cosa sta facendo ora l'Europa per i migranti

Cosa sta facendo ora l’Europa per i migranti

Chissà quante volte abbiamo ammirato le “dive” dello spettacolo sulle riviste patinate. Quanto sono belle! Che fascino! Che sex appeal!

Purtroppo i nostri giudizi non sono obbiettivi. Sono fortemente condizionati dai canoni che i media ci hanno imposto come quelli che indicano bellezza e fascino.

Canoni di bellezza e fascino validi per noi occidentali, per noi che siamo ormai adusi a considerare belle chi soddisfa quei canoni.

E l’industria del software non si è tirata indieto. Esistono diversi programmi che chiedono all’operatore di indicare su una foto solo alcuni punti fondamentali: l’angolo sinistro dell’occhio sinistro, l’angolo destro dell’occhio destro, la punta del naso, l’attaccatura dei capelli, il contorno della bocca, il centro delle pupille. Poi fa tutto da solo; secondo un algoritmo che tiene conto della distanza “ideale” fra questi punti, compone il volto abbellito secondo i nostri canoni.

Ho provato ad applicare il software ad un ritratto di donna appartenete a cultura diversa, dell’etnia Himba. Il risultato per noi è migliorativo, e di parecchio. Per loro, che non seguono i nostri canoni, il risultato è peggiorativo.

Giudicate voi stessi:

ORIGINALE

ORIGINALE

RITOCCATA

RITOCCATA

La fotgrafia è la stessa, il risultato è diverso, migliore per alcuni, peggiore secondo altri……

La Costiera amalfitana è uno dei posti più belli e più celebri del mondo. Vi propongo un nuovo modo di visitarla: dall’alto. I monti che circondano la Costiera sono pieni di sentieri, alcuni più facili altri più difficili, alti sul mare. Il panorama è incomparabile. Atrani, Vettica, Positano visti come da un aereo, respirando l’aria pura e i profumi della macchia mediterranea.

Uno dei più famosi, belli e facili è il Sentiero degli Dei: con un autobus di linea, da Amalfi, si raggiunge Bomerano, una frazione di Agerola. Da lì parte il Sentiero degli Dei, tutto in piano e/o in discesa. Tre ore di cammino, attraverso la frazione di Nocelle e Montepertuso, conducono a Positano. Per la sua facilità può esser percorso anche da bambini.

Per questo ho realizzato, in italiano ed in inglese, due brevi Ebook che, con foto e fumetti ilustrano ai piccoli questa meraviglia e possono costituire uno stimolo ai loro genitori per portarli lì. Torquato, un buffo riccio in pelouche, sarà la nostra guida.

Il link per l’edizione italiana è: http://www.amazon.com/dp/B00OU589SQ

Il link per l’edizione inglese è:    http://www.amazon.com/dp/B00P1S0Z38

Queste le copertine:

Torquato in Costiera amalfitana

Torquato in Costiera amalfitana

Torquato in the Amalfi Coast

Torquato in the Amalfi Coast

Per i miei lettori anglofoni:

This is a short picture book for children. The photographs and comics tell a beautiful trip on the Amalfi Coast. The coastline is one of the most beautiful places in the world. The Path of the Gods goes along the above the sea, and it offers a spectacular view.
The short English phrases allow you to easily get closer to that language. If you touch briefly (tap tap), the comics, the book shows a pop up with the words clearer.
The book is an invitation to families and children to visit the Amalfi Coast. A lovely day. Happy reading and good walk.

Traveholics

Vagabonder's wanderings

KING SPEAK

Thinking aloud

B as Blonde

Fashion enthusiast,Music addicted,tireless Traveler,Arts lover

Steve McCurry's Blog

Steve's body of work spans conflicts, vanishing cultures, ancient traditions and contemporary culture alike - yet always retains the human element. www.stevemccurry.com

FarOVale

Hearts on Earth

vernicerossa

Just another WordPress.com site

sergioferraiolo

Uno sguardo sul mondo

photohonua

constantly trying to capture reality

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

Occhi da orientale

sono occhi d'ambra lucida tra palpebre di viole, sguardo limpido di aprile come quando esce il sole

Stefy71's Blog

Just another WordPress.com weblog

ARTFreelance

Photo the day

simonaforte.wordpress.com/

Simona Forte photographer

Edoardo Gobattoni photographer

artistic photography

ALESSANDRA BARSOTTI - FOTOGRAFIE

L'essentiel est invisible pour les yeux

TIRIORDINO

Uno sguardo sul mondo

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: