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Per chi pensa che uscire dall’Unione europea sia facile e poco costoso, riporto i tre punti fermi decisi dall’UE per la Brexit:
Primo, i diritti dei tre milioni di cittadini europei residenti nel Regno Unito, con la Ue che per loro chiede un diritto di residenza a vita.

Secondo, l’assegno di addio chiesto a Londra, dai 60 ai 100 miliardi di euro non ancora quantificati da Bruxelles ma chiamati a coprire tutti gli esborsi finanziari ai quali Londra si è impegnata con il bilancio e con i vari programmi europei ai quali si aggiungono i costi per la Brexit, compreso il trasferimento delle due agenzie Ue (Ema ed Eba) da Londra, e le future pensioni dei funzionari britannici nelle istituzioni europee.

Terzo, la gestione dei nuovi confini tra Gran Bretagna e Unione, a partire da quello irlandese, politicamente il più delicato (si punta ad evitare il ritorno di una frontiera fisica che potrebbe creare nuove tensioni tra Dublino e Belfast gestendo l’ingresso dei prodotti e delle persone in Europa tramite una dogana virtuale sparsa sul territorio irlandese grazie all’uso massiccio della tecnologia).

Mediti chi arringa le folle preconizzando un futuro rosa se si esce dall’Europa.

C’è da aggiungere un altro elemento a confutare che con la svalutazione competitiva conseguente all’uscita dall’UE e dall’euro le nostre esportazioni saranno avvantaggiate. Non sarà così per due ragioni molto semplici:

  1. Il minor prezzo sarà compensato dall’imposizione dei dazi per far entrare le nostre merci nello spazio comune europeo.
  2. Le nostre merci non saranno affatto acquistate perché, permanendo un grande spazio di libero scambio si troverà sempre, in questo spazio una merce equivalente a quella italiana più economica perché esente da dazi.

Nuove norme sulla cittadinanza. Grillo dice che il testo in discussione al Senato è un pastrocchio invotabile ma, evidentemente – per convenienza – ha cambiato idea rispetto a pochi anni fa! Infatti poco dopo le elezioni, il 14 giugno 2013, il deputato grillino Giorgio Sorial presentò alla Camera il Disegno di legge n. 1204 che contiene disposizioni sullo ius soli molto più avanzate rispetto a quelle del testo in discussione al Senato.Per esempio il disegno di legge presentato dal grillino dà la cittadinanza per nascita a chi è nato da un genitore straniero residente regolarmente in italia da almeno tre anni. Il disegno di legge in discussione al Senato dà la cittadinanza per nascita a chi è nato da genitore straniero in possesso di permesso di soggiorno a tempo indeterminato (almeno cinque anni di regolare soggiorno, reddito e superamento di prova di integrazione).

Il testo del disegno di legge grillino è disponibile qui: http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0006200&back_to=http://www.camera.it/leg17/126?tab=2-e-leg=17-e-idDocumento=1204-e-sede=-e-tipo=

Il testo in discussione al Senato è disponibile qui: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/940816/index.html

 

In questi giorni ho letto e sentito molte e molte castronerie sul disegno di legge n. 2092 in discussione al Senato su una parziale e modesta riforma delle norme che riguardano la cittadinanza. Castronerie che dimostrano che spesso chi parla non si è preso la briga di leggere il testo o, peggio, tira acqua la suo mulino elettorale.
Quali sono i cardini del disegno di legge?
1) E’ cittadino per nascita chi è figlio di un genitore straniero che abbia un permesso di soggiorno a tempo illimitato (5 anni di soggiorno regolare, reddito sufficiente e superamento della prova di integrazione.)
2) diventa cittadino italiano il minore che, entrato regolarmente in Italia ad una età inferiore ai 12 anni, vi abbia frequentato regolarmente la scuola per almeno 5 anni.
3) Diventa cittadino italiano chi, maggiorenne, può dimostrare i requisiti di cui al punto 2 e vive regolarmente in Italia da allora.
Il disegno di legge disponibile qui: http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/46079.htm.

 

 

Leggo dalla stampa che  l’Aula della Camera dei  Deputati ha approvato un emendamento alla proposta di  legge (A.C. 3785) che “considera legittima difesa, nei casi di cui all’articolo 614, primo e secondo comma, la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno” (emendamento 1.201).

Non discuto in questo post sul merito di restringere o allargare il concetto di legittima difesa. Ma considero un po’ balzano il criterio adottato “aggressione commessa in tempo di notte“.

Cosa è la notte? Quando comincia? Il vocabolario Treccani afferma che è notte lo “intervallo di tempo che corre fra il tramontare e il successivo sorgere del sole, la cui durata varia con la latitudine del luogo di osservazione e, in uno stesso luogo, con la declinazione del sole (cioè con la stagione)“. Un concetto, quindi, non stabile ma che varia a seconda delle stagioni e del luogo.

Ma quando comincia realmente la notte? Ci vegono in aiuto le effemeridi, quelle tabelle, simili a quelle dei logaritmi, ove per ogni luogo è specificato il (teorico) sorgere e tramontare del sole. Valore teorico perché, per le effemeridi, il sole tramonta ad una determinata ora, sia se il cielo è limpido,  sia se grossi nuvoloni neri hanno già oscurato la sua luce già ore addietro.

Vi immaginate voi se l’aggredito, prima di decidere di sparare all’aggressore debba consultare queste complesse e voluminose tabelle? “Scusi, signor ladro che sei entrato in casa mia ora, alle 19.23 del 7 giugno, puoi aspettare un attimo che consulto il mio volume di effemeridi per vedere se posso spararti  o meno?”. “Un attimo, devo vedere sull’indice se l’orario è espresso per questa località in ora solare o ora legale!”. “”Aspetti un attimo! Le tabelle indicano il calar del sole per Milano e Venezia. Qui siamo nel Bresciano, faccio una media?” . “Il mio volume di effemeridi indica per oggi che il sole tramonti alle 16.24. Ma è nuvoloso ed è già buio. Sparo lo stesso?”. “Signor Commissario, le assicuro di aver sparato alle 17.28, esattamente un minuto dopo il tramonto del sole, cosìccome indicato dalle effemeridi, ma non posso escludere che il mio orologio sia esatto!”. “Il mio orologio segnava le 14.34. Quello del ladro le 15.38. Quale orario vale?”

Dialoghi surreali? Mica tanto. Reali se la legge verrà approvata così.

 

 

Il titolo ai non romani dirà molto poco. Eppure, in questa fotografia, c’è tanta Roma, tanta vecchia Roma.

Nasone è il nome dato dai romani alle caratteristiche fontanelle col becco da cui sgorga l’acqua ed il buco dal quale zampilla (per berla) tappando il foro di uscita inferiore con il dito. I nasoni non svolgono solo la fuzione di dissetare i romani. Svolgono altre, pur importanti, incombenze. Roma è costruita sui sette colli, si sale e si scende, l’acquedotto è alimentato da fiumi, la cui pressione dipende dalla portata e dalle stagioni: le fontanelle servono anche per equilibrare la pressione. L’acqua che vi sgorga è in quantità infinitesimale ripetto a quella consumata in tutta Roma per bere, lavarsi, per atività industriali, ma contribuisce a mantenere in movimento l’acqua dei tubi evitando pericolosi e sgradevoli residui di terra o cloro.

Botticella, invece, è il nome dato alle caratteristiche carrozzelle a cavallo che una volta trasportavano merci, come le botti dell’amato nettare degli dei, molto gradito ai romani. Oggi sono nel mirino degli animalisti per le supposte condizioni di sfruttamento e inumano trattamento dell’animale.

Il fatto, poi, che la fotografia sia stata scattata a Piazza Navona contribuisce all’atmosfera, vero?

Nasone e botticella

 

Tutti conosciamo il motofurgone APE. E’ il primo gradino per i trasporto di cose. Talmente comune per la sua agilità anche fra i vicoli più tortuosi è divetato anche una unità di misura. “Portami un APE di legna!”.

Serve per tutto, per trasportare tutto. E’ particolarmente ancora attivo in India ove serve dappertutto come minibus di gruppo:

minibus di gruppo in India

minibus di gruppo in India

 

O come taxi, con tanto di tassametro:

Tuk tuk con tassametro

Tuk tuk con tassametro

Si chiama familiarmente tuk-tuk, forse dal rumore del motore (quello della vespa) al minimo.

Ma anche in Italia non scherziamo.

Ammirate questo tuk-tuk a Campo de’fiori a Roma. Dubito che possa esser messo in moto,ma la sua figura come contenitore di merce la fa:

Campo de' fiori

Campo de’ fiori

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