Tutti conosciamo il motofurgone APE. E’ il primo gradino per i trasporto di cose. Talmente comune per la sua agilità anche fra i vicoli più tortuosi è divetato anche una unità di misura. “Portami un APE di legna!”.

Serve per tutto, per trasportare tutto. E’ particolarmente ancora attivo in India ove serve dappertutto come minibus di gruppo:

minibus di gruppo in India

minibus di gruppo in India

 

O come taxi, con tanto di tassametro:

Tuk tuk con tassametro

Tuk tuk con tassametro

Si chiama familiarmente tuk-tuk, forse dal rumore del motore (quello della vespa) al minimo.

Ma anche in Italia non scherziamo.

Ammirate questo tuk-tuk a Campo de’fiori a Roma. Dubito che possa esser messo in moto,ma la sua figura come contenitore di merce la fa:

Campo de' fiori

Campo de’ fiori

L’acqua, si sa, cade da su verso giù. E cade attratta dalla gravitazione terrestre. Le cascate naturali ne sono um esempio.

Ma quando l’arte si mette di mezzo….

Son riusciti a far un’opera d’arte anche con l’acqua, aprendo e chiudendo il rubinetto di ogni singolo getto di questa doccia:

un bell’effetto, nevvero?

I muri e le facciate dei palazzi  sono spesso imbrattati da graffiti che, lungi dal renderli, più gradevoli, aumentano il degrado delle nostre città.

Raramente questi disegni assurgono al rango di opere d’arte.

Eppure talvolta accade. Guardate questi murales a Salerno

murale a Salerno 1

murale a Salerno 1

 

murale a Salerno 2

murale a Salerno 2

 

Murale a Salerno 3

Murale a Salerno 3

 

murale a Salerno 4

murale a Salerno 4

Viaggio spesso e sono sempre attratto dalla cucina dei luoghi visitati. Un piatto succulento che mi ha sempre attirato è il riso biriani (o biryani). Non è un piatto con una unica ricetta, bensì, direi, una famiglia di piatti, tante e tante sono le sue varianti. Dire che il riso biryani è riso con verdure e/o carne è molto, molto riduttivo. Nella elaborazione del piatto il cuoco esprime tutta la sua fantasia ed il suo gusto. E’ una ricetta facile e di sicuro impatto per una cena.

Cercherò di darvi le linee guida, anche “estetiche” sulla preparazione del piatto, poi ognuno sarà libero di integrarle a suo piacimento.

Il segreto, e lo dico subito, è tagliare tutti gli ingredienti in pezzi piccolissimi in modo da cuocerli quasi all’istante, conservando intatto il loro sapore e le proprietà nutritive.

Ingredienti: e qui cominciano (e finiscono) le difficoltà: non esiste una lista di ingredienti univoca. Posso dire che oltre il riso (tipo Basmati) e le spezie (cumino, coriandolo, semi di papavero, salsa di soia, un buon “curry” (Garam masala), il resto sono verdure, quelle che trovate, vanno tutte bene.

Quindi vi spiego prima la preparazione, poi riassumerò gli ingredienti usati.

Cominciamo dal riso. Scegliamo il tipo Basmati e in una piccola pentola mettiamo, a freddo, una tazzina  e mezzo da caffè di riso per ogni persona e il doppio di acqua (es. 6 tazzine da caffè di riso e 12 di acqua), aggiungiamo un po’ di sale e 2/3 bustine di zafferano. Portiamo la pentola sul fuoco medio, coperta; appena l’acqua accenna a bollire, portiamo la piccola pentola sul fornello più piccolo, al minimo, e lasciamo cuocere, coperta, per 15 minuti. Passati i 15 minuti spegnere la fiamma e lasciare riposare, sempre coperta, per altri 15 minuti. Il riso, che useremo come copertura ed in funzione spegni-piccante (per chi ama il piccante), è pronto.

Passiamo alle verdure. Per cuocerle, l’ideale è il wok, ma una ampia padella dai bordi alti va benissimo.

La noia è tagliare le verdure a pezzi il più piccoli possibile ma, spesso, nei supermercati, vengono già vendute a pezzettini, tipo le carote julienne.

Quali verdure? Abbiamo detto che vanno tutte bene. Più ne mettete più ne trovate. Vi dò un elenco in ordine decrescente (secondo la mia esperienza) di importanza. Cavolfiore, cavolo cappuccio, carote, zucchini, peperoni, cipolle, funghi.

Soffriggete in un po’ di olio, zenzero fresco (pelato), coriandolo e abbondante cumino e semi di papavero (facoltativo). Se volete un biryani con carne, a questo punto mettete in padella e fate rosolare un po’ di petto di pollo, sempre tagliato a piccoli pezzetti.

A questo punto aumentate la fiamma al massimo, aggiungete tutta la verdura, mezza tazzina da caffè di acqua e coprite la padella (o il wok) con un coperchio. Il calore riscalderà la verdura che perderà acqua che si trasformerà in vapore e cuocerà le verdure in brevissimo tempo.

Dopo cinque/sette minuti aggiungete il garam masala. Qui potete sbizzarrirvi. Potete comprare Il Garam masala in polvere bello e pronto nei negozzi di gastronomia o nei mercati degli immigrati del subcontinente indiano o, se vi va, prepararlo da voi secondo i gusti. Non esiste un garam masala uguale all’altro. Al cumino, al cumino, al coriandolo, alla curcuma – elementi fondamentali – possono essere aggiunti pepe, peperoncino, cannella etc.

Penso che, oltre all’esperienza, una buona distinzione possa essere fra garam masala piccante o non piccante. Scegliete secondo i vostri gusti.

verdure nel wok

verdure nel wok

Può sorgere la domanda sul perché aggiungere ancora cumino e coriandolo se già sono ingredienti del soffritto. La funzione è diversa. L’aggiunta nel soffritto serve a dar corpo allo stesso, l’aggiunta a fine cottura serve per conservare l’odore delle spezie. Purtroppo in India usano le spezie fresche che danno alla pietanza un odore forte e attraente. Ma qui, in occidente, possiamo scordarcelo.

Insieme al Garam masala mettiamo un po’ di salsa di soia. Un minuto ancora e le verdure son pronte.

Passiamo ora all’estetica del piatto.

Prendiamo una scodella di forma semisferica e di dimensioni adatte a contenere tutto il riso e tutte le verdure.

Preliminarmente avremo versato un po’ d’olio nel riso. Sì, il riso che era rimasto a riposare nella pentola piccola e che, con lo zafferano, avrà assunto un bel colore giallo e ci sembrerà compatto come in un timballo.

Con la forchetta smuoviamo il riso, anche per far sì che l’olio (poco) passi fra i grani. Poi, con le mani (non c’è altro verso), prendiamo una manciata di riso e lo disponiamo sul fondo e sulle pareti della scodella semisferica in modo da ricoprire sia il fondo sia le pareti, lasciando vuoto il centro.

Nel centro rimasto vuoto versate tutte le verdure fin quasi a raggiungere l’altezza del bordo. Ricopritele poi con il riso.

Poggiate un piatto sul composto che avete messo nella scodella e pigiate per compattare il tutto.

Finito.

Poco prima di andare in tavola, ponete la scodella nel microonde per intiepidire il tutto. Ponete un vassoio sulla scodella e capovolgete dando un colpo verso il basso. Togliete la scodella e vi apparirà una semisfera gialla, tipo zuccotto o torta mimosa, misteriosa e profumata d’oriente.

Con un cucchiaio grande fate le porzioni e, affondandolo nella semisfera gialla, magicamente vi apparirà il ripieno che andrà a mischiarsi con il riso.

Buon appetito.

Qualche consiglio. Se vi piace il piccante, abbondate con il riso che, essendo neutro, lo spegne un po’, rendendolo più abbordabile ai nostri palati.

Se potete, preparate più ripieno di quello che vi occorre. La parte eccedente, in un sacchetto trasparente cuki e surgelato si mantiene per parecchi mesi. Così alle sicure richieste di ripreparare questa gustosa pietanza, non avrete che da rifare il riso.

Ricapitoliamo gli ingredienti (per sei persone)

Per il riso: Nove tazzine da caffè di riso basmati e 17/18 di acqua. Due/tre bustine di zafferano. Un pizzico di sale.

Per il soffritto: tre cucchiaini di cumino, due cucchiaini di coriandolo, un cucchiaino di semi di papavero, tre bei pezzi di zenzero fresco. Olio.

Per il ripieno: un cavolfiore, mezzo cavolo cappuccio, tre carote, due zucchine, un peperone, una cipolla, una busta di funghi secchi reidratati e puliti. Tutto deve esser tagliato in pezzi molto piccoli.

Garam masala e salsa di soia secondo i gusti.

Tempo di preparazione, tolto il tempo per affettare le verdure: 40 minuti.

Lo "zuccotto" del biryani

Lo “zuccotto” del biryani

Londra è una città conservatrice, gelosa delle proprie glorie. Ma ha la capacità di rinnovarsi continuamente, non solo grattacieli di archistar, ma anche creando scenari che fanno a cazzotti con le classiche vedute del suo centro storico.

Prendiamo il Tamigi, il Parlamento, il Big Ben. Simboli dell’antico impero. Cosa fanno i londinesi? Ci costruiscono, di frone una gigantesca ruota panoramica che, per circa 27 euro, ti porta a 135 metri d’altezza a rimirar dall’alto proprio i simboli del glorioso impero. E i turisti fanno la fila per andarci. Tanto che i furbi britannici emettono, per circa 40 euro , il biglietto che ti fa saltare la fila. Resta da vedere cosa succede se tutti prendono questo tipo di biglietto.

London eye

London eye

Beh, Salerno non ha voluto esser da meno. E, in concomitanza con la manifestazione natalizia “luci d’artista“, proprio sul mare, ha montato una grande ruota panoramica. Certo non sono i 135 metri di Lonfra, ma solo 55 metri d’altezza, ma non 9 euro puoi ammirare la città da una prospettiva diversa: dall’alto. Ci son salito un po’ di malavoglia, ma l’effetto non è stato malvagio.

Giudicate voi:

Ruota panoramica a Salerno

Ruota panoramica a Salerno

Reputo questa riforma costituzionale scritta male, pasticciata e confusionaria. Se uno studente di giurisprudenza l’avesse portata come tesi di diritto costituzionale, sarebbe stato cacciato a pedate. Sono anche convinto che la riforma costituzionale non sia fra le massime priorità attese dal nostro Paese.

Però… però… le idee sottese a questo aborto di riforma mi piacciono. Mi piace che una sola Camera dia la fiducia al Governo, mi piace la più netta separazione delle competenze fra Stato e Regioni, mi piace la corsia preferenziale delle leggi di interesse del Governo: la Camera ha 70 giorni per decidere sì o no e di modificarla nel rispetto delle competenze istituzionali, ma se non lo fa, passa la norma del Governo. Diminuiranno senz’altro i decreti legge. Tutto sommato mi piace anche il traballante equilibrio di competenze/controllo fra Senato e Camera. Mi piace la riforma del referendum non più attaccato all’anacronistico 50% +1 dell’elettorato. Così i fautori del no non potranno più trincerarsi dietro l’astensionismo, ma dovranno andare a votare. Mi piace il miglioramento dato alla procedura  delle leggi di iniziativa popolare. La legge elettorale qui non è in discussione. Si vota su altro. D’altronde anche nella Costituzione del 1948 non c’era traccia del sistema elettorale con il quale si sarebbe andato a votare.

Prima si fa la legge fondamentale. poi, da questa si fa il sistema elettorale.

Se domenica prossima dovesse vincere il , tutto questo non andrà perduto. I nodi verranno certamente al pettine, ma le correzioni sono e sono state sempre possibili. Qualche legge costituzionale “correttiva” e le magagne potranno essere appianate. Per correggere ci vuol meno tempo che a progettare.

Se domenica dovesse vincere il no, al grido [di pancia] “E’ IL POPOLO CHE LO VUOLE” per almeno vent’ anni la Costituzione non si toccherà più e rimarremo nella palude delle conseguenze del no.

Non credo a sconquassi finanziari od economici. Sì ci sarà fiammata di spread e tonfi di borsa. Ma quello che mi fa un po’ paura è lo scenario che si va delineando per il dopo “vittoria del no”. Larghe intese (sinonimo di inciucio) per riformare l’italicum in modo proporzionale, in modo da favorire l’elezione di rappresentanti di tutte e tre le aree (sinistra, destra, pentastellati). Sul presupposto che i pentastellati, come fin ora, vogliano continuare a fare i duri e puri senza alleanze, fidando come un uomo politico del passato con panciotto di cachemere, nei vantaggi di stare all’opposizione, l’area di centro destra e quella di centro sinistra saranno costretti ad una grande coalizione dove mangeranno tutti. Tutti mangeranno e siccome sono tutti al governo non ci sarà responsabilità di alcuno.

P.S.: questo è quello che mi dice il cervello, ma anche la pancia non scherza. La settimana scorsa un settimanale ha pubblicato un collage di fotografie di volti di politici e personalità pubbliche schierati per il no ed un collage di fotografie di volti di politici e personalità politiche schierate per il sì. Non ci crederete, forze un effetto voluto dal fotografo, nessuno del gruppo di quelli schierati per il no mi è simpatico. Eh, sì, la pancia conta.

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