La viceministro dell’economia, Laura Castelli, è stata crocifissa per una frase (a dire il vero con parole “poco politiche”) che criticava i ristoratori che chiedevano sussidi per la crisi della ristorazione: “non ci sono clienti, dateci soldi”.
Ora, io sono un signor nessuno, ma giro per le strade della città in cui vivo, Roma. E osservo. E frequento ristoranti.
Osservo che, in questo periodo, c’è una divisione netta nell’affollamento dei ristoranti, pur nelle giuste misure anti-COVID. Fra ristoranti di quartiere e ristoranti del centro storico.
Ci sono anche i super ristoranti super stellati, ma sono un discorso a parte.
Questa differenza c’è sempre stata, almeno a Roma, e dipende dal “bacino di utenza” del ristorante. Un ristorante di San Giovanni o un ristorante di Monteverde conta e può contare solo sui residenti del quartiere, è raro trovarci un turista. Quindi, se perde un cliente, non ha “riserve”. Sono i ristoranti dove di solito vado perché, oggettivamente, si mangia meglio, c’è più attenzione al cliente.
Questi ristoranti sono pieni anche in questo periodo.
Tutt’altro discorso per i ristoranti del centro storico. Il loro bacino di utenza è prevalentemente costituito dai turisti. Il turista è uno strano soggetto: in genere non conosce la cucina italiana, non conosce la media dei prezzi, se mangia male non ritorna ma non tornerebbe comunque perché parte e torna a casa, sostituito da un nuovo turista.
Non voglio certo generalizzare, ma spesso, troppo spesso, i ristoratori del centro storico approfittano di questa situazione. Passando d’estate fra i tavoli all’aperto, non è difficile vedere piatti di pasta scondita con un mestolo di ragù sopra, pomposamente chiamato “amatriciana”, oppure delle sfoglie di pasta piene di broccoli, funghi o patate spacciate per “lasagne” o, ancora, fette di carne di basso taglio con un po’ di pomodoro sopra spacciate per “pizzaiola”, pizze surgelate scaldate in microonde e altre immondizie fatte passare per cucina tipica o “casareccia”; liquido imbevibile spacciato per “vino de li castelli” e, alla fine, un pezzetto di carta scarabocchiato con sopra una cifra invece della ricevuta fiscale.
Chi mi conosce sa che mi son sempre vergognato di questi ristoranti che spennano il povero turista che, tanto, riparte e viene sostituito da un nuovo turista da spennare.
I romani conoscono bene questi ristoranti e mai ci metterebbero piede.
Ecco, ora, con gli esiti del COVID-19, i turisti a Roma son veramente pochini. Per noi romani è una riscoperta della città, per quei ristoratori è un dramma.
I romani la sera vanno nei loro sicuri ristoranti di quartiere, non sostituiscono certo i turisti in quelli del centro.
Cari ristoratori non proprio onesti, vi hanno tolto la vostra rendita di posizione, vi hanno tolto il turista da spennare e, chi vi conosce, vi evita.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Ma trasformate questa crisi in opportunità: cucinate meglio, fate pagare meno e, vedrete, il passaparola funziona. Torneranno, prima o poi, i turisti e si riaffacceranno i romani.


Il Governo si ci è messo di punta: ha anche approvato un “decreto semplificazione” per diminuire la burocrazia che ci affligge.

Fra l’altro, ha costruito una unica piattaforma informatica, con tanto di App dove effettuare i pagamenti, chiamata “PagoPA”. Tutto bene? Forse, ma ci sono gli effetti perversi. Le Pubbliche amministrazioni, anche i Comuni, forse perché a loro conviene stanno convergendo su tale piattaforma.

Oggi mi arriva dal Comune di Roma una bella letterina che mi avverte che la prossima rata della Tassa sui Rifiuti solidi Urbani (TaRi) sarà riscossa mediante PagoPA e mi invita a disdire la modalità di pagamento automatico (RID o SEPA) che ho in banca sulla quale ho domiciliato in via permanente le bollette.

A parte il fatto che la letterina rinvia alla prossima bolletta l’esplicitazione delle modalità di pagamento (poteva farlo subito, no?), mi vado a vedere l’App “io” da cui effettuare i pagamenti a “PagoPA”.

App “io”

E’ una normale App che accetta, per ora i pagamenti solo da Carta di Credito, probabilmente leggendo il Qr Code dalla bolletta. C’è l’avvertenza he ogni pagamento comporta l’applicazione di una commissione (bontà loro) non superiore ad 1,5 euro.

Il passaggio descritto comporta – per l’utente cittadino – una notevole complicazione. Vediamo le fasi “prima e dopo”:

PRIMA: ho le bollette domiciliate, posso anche scordarmele, posso andare in viaggio senza guardare la cassetta della posta. La banca, GRATIS, mi paga la bolletta l’ultimo giorno disponibile.

DOPO: Devo stare con l’occhio alla cassetta postale, sempre che il postino arrivi (spesso “salta”), se vado fuori per un periodo lungo mi devo preoccupare perché bolletta e scadenza potrebbero arrivare durante la mia assenza; quando arriva la bolletta devo scansionare il QRCode, dare disposizioni di pagamento con la carta di credito, il che – come ogni utente sa – dopo le ultime direttive UE non è proprio semplice con l’impronta biometrica o con lo SPID o con altre diavolerie. Oltretutto devo pagare una commissione (non superiore a) di 1,50 euro.

Vi pare una semplificazione?

L’Amministrazione comunale di Roma non cessa di stupire, in peggio ovviamente.

Il Comune di Roma ha messo su un complesso sistema di segnlazione magagne, chiamato pomposamente “Roma Segnala” accessibile all’indirizzo: https://www.comune.roma.it/web/it/di-la-tua-segnala.page

Non è una pagina qualsiasi: bisogna registrarsi ed autenticarsi con SPID in modo che l’Amministrazione sia certa di chi protesta.

Il form è complesso: bisogna specificare il luogo, la data dove si è verificato il problema e proporre una completa descrizione.

Beh, penso io, è un sintomo di serietà.

Manco per sogno.

Dopo qualche giorno ti arriva una stringata Email che ti informa che “la sua segnalazione è stata chiusa in data odierna dall’Ufficio……..”.

Ma chiusa come? In che modo? Quali provvedimenti sono stati adottati? il problema denunciato è stato risolto?

Forse la segnalazione è stata chiusa in un cassetto è lì dimenticata?

Roma sempre più in basso!!!! Manica di buffoni!!!

Nemmeno un servizio serio di segnalazione riescono a fare!

L’Italia sembra sempre di più il finale di Otto e mezzo di Fellini.  Non lo avrei mai creduto. Siamo stati i primi in occidente colpiti dal Coronavirus, questo virus sconosciuto. Primi in Occidente a fare qualcosa di veramente nuovo: il lock down, imitato da tutti i Paesi europei, anche da quelli che, dapprima, avevano irriso, e poi si sono adeguati.

Ottima performance nella fase uno.

Orgoglioso del mio Governo.

Poi…. Poi, quando la morsa dell’economia disastrata è stata più dolorosa del dolore per i morti portati via dai camion militari, è successo qualcosa di nuovo e di deprecabile. Ci siamo sbracati.

Succube della nuova e dura Confindustria, il Governo ha perso la bussola che lo aveva guidato fin allora.

Liberi tutti … ma con cautela. Vi ricordate Antonio Ferrer nei “Promessi sposi”? “Adelante, Pedro, cum judicio”, ossia avanti, ma non troppo.

Assembramenti, movide, calca, tutto tornato come prima, più di prima, regole nei ristoranti ignorate.  Raccomandazioni a voce. Fatti zero.  Manifestazioni politiche a Roma e a Milano, feste di piazza, funerali, esplosioni di gioia per avvenimenti sportivi, biasimati, ma non proibiti o contrastati. E i risultati si vedono. I contagi risalgono. Mondragone, Bartolini, Porto Empedocle, San Raffaele, ma la parola d’ordine è minimizzare, diluire, rassicurare: sono asintomatici, sono “cluster” delimitati. Ma i numeri non mentono: a giugno il numero di positivi risale. In Germania hanno avuto il coraggio di richiudere. In Italia no.

Ormai la Confindustria detta legge: tutto aperto perché l’economia deve riprendere vigore. E se queste riaperture portano una nuova risalita dei casi?

Ma non è solo la situazione sanitaria. Si sono evidenziate le divisioni fra i cd. scienziati. Manifesti firmati da una parte che afferma che la pandemia è finita; altri medici illustri che dicono di stare attenti, che il virus non è mutato, gettando nella confusione gli italiani che pensavano che la scienza fosse indenne da prese di posizione politiche. Lite continua fra gli scienziati su qualcosa di sconosciuto, su qualcosa che fino a cinque mesi fa non era neppure citato sulle riviste scientifiche. E il numero di casi risale non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Ma la stampa ufficiale dice che è finita: via con i consumi, via con le movide, via con lo stare azzeccati, perché tanto “il virus ha perso forza, al massimo vi prendete una influenza”. Gilet gialli e arancioni, saldati con i sovranisti, manifestano urlando che il COVID1 è una invenzione di Bill Gates che viaggia sui 5G e il Governo tace.

Il Governo? Imbalsamato nella impossibile convivenza fra PD e Cinquestelle, lavorato ai fianchi dal fuoco amico di Renzi e Calenda. Un Governo che si regge solo sul concetto del “male minore”: se andiamo via arrivano i sovranisti di Salvini e Meloni. Quanto può durare?

L’Unione europea, la vituperata Unione europea, ha messo in campo una serie di interventi mai visti: MES senza condizioni, SURE e Recovery Fund, ma il Governo fa lo schizzinoso. Stiamo con le pezze al culo e chiediamo soldi a fondo perduto, neppure la condizione di restituirli al tasso dello 0,1% vogliamo. Il MES?  Un prestito con le uniche condizionalità della restituzione e dell’uso per la sanità, un prestito al tasso dello 0,1%. No, non lo vogliamo: vogliamo il recovery Fund a gratis. E – badate – del Recovery Fund c’è solo il nome, per ora. Non si sa neppure di quanti soldi si tratta e a quali condizioni verranno erogati.

Ci hanno detto che i soldi del Recovery Fund possiamo utilizzarli per qualsiasi investimento vogliamo, basta che non lo usiamo per sussidi o interventi elettorali a pioggia. E il Governo che fa? Lo useremo per abbassare l’IVA, dice Conte. Una mancia ai commercianti, vietato dall’essenza stessa del Recovery Fund.

Le opposizioni? Follia anche per loro. Le loro proposte: flat tax e soldi a pioggia, quando il Vice presidente della Commissione europea ci ha detto chiaramente di usare quei soldi, come moltiplicatore, per investimenti “cocenti”: ILVA, Alta velocità, ristrutturazione completa della giustizia.

E’ proprio vero: gli Dei accecano chi vogliono perdere.

E vi stupite se il flusso dei miliardi che ogni giorno lascia il nostro Paese aumenta?

L’orologio del destino avanza, il tempo passa e l’Italia è ferma.

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