Archivio degli articoli con tag: Salvini

Oggi la Destra compatta ha chiesto al Governo misure ancora più restrittive di quelle messe in atto con il PCM di ieri che ha equiparato l’intero territorio nazionale alle misure perese per la Lombardia e alcune provincie del nord.

Le misure chieste, sul modello Wuhan, sono draconiane: chiusura per 15 giorni di tutti i negozi tranne alimentari e farmacie, bloccare ogni tipo di trasporto pubblico e privato, obbligare i cittadini a non uscire di casa.

Non sono un virologo, non sono un medico, sono solo un ex burocrate in pensione, vissuto per trenta anni fra i politici, il che mi ha fatto sviluppare un certo sesto senso per comprendere le affermazioni sol “politiche” da quelle false ed “elettorali”.

Avendo tempo libero mi sono informato, non certo alla università Google, ma sui siti della Protezione Civile, del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanità che, vi assicuro sul mio onore, sono “cose serie”.

A questo punto, con le premesse suesposte, voglio dire la mia.

È chiaro che le proposte della destra sono strumentali visto che vogliono replicare il “modello Wuhan” che, pare, abbia dato buoni risultati. Ma, ad onor del vero, coincidono con quello che dicono virologi e siti istituzionali.

Non abbiamo alcuna cura o vaccino che possa sconfiggere il Coronavirus. In ospedale l’unica cosa che fanno è aiutare il corpo umano a sopportare l’assalto del virus fornendo ossigeno e cocktail di farmaci che, forse , possono aiutare. Lo fanno con encomiabile dedizione assoluta, a loro va il nostro plauso, ma è la classica situazione di voler spegnere un incendio con una catena umana di secchi d’acqua. A volte si ci riesce. Il paziente uno, per esempio, non è più intubato, ma 631 morti ad oggi sono un bel fardello, anche se sono praticamente tutti con patologie pregresse. Ma non sono numeri, non sono vecchi, sono persone.

Gli ospedali sono allo stremo, ad oggi i ricoverati in terapia intensiva sono 827, saturando quasi la disponibilità offerta dal Servizio Sanitario nazionale.

Certo, la soluzione offerta dalla destra è facile e, sicuramente foriera di ottimi risultati.

Se si blocca in casa tutta la popolazione nazionale, senza farla uscire per nessun motivo, neppure per andare al lavoro, o per fare la spesa, come a Wuhan, il Coronavirus non troverà più le praterie nelle quali riprodursi.

Dopo 15/20 gg., visto che gli esperti stimano in 15gg il periodo massimo di incubazione, si saprà chi è contagiato e chi no e si spezzerà la catena del contagio. I contagiati in isolamento ospedaliero, i negativi pronti per ripartire.

Ricetta facile e di sicuro effetto.

Ma ricordiamoci che l’Italia non è ancora uscita dalla crisi del 2008. Può il nostro Paese fermare la produzione industriale per 15/20 giorni?

Siamo sicuri che, mettendo 62 milioni di persone in isolamento, queste 62 milioni di persone abbiano di che mangiare per 15/20 giorni? Siamo sicuri che il sistema, intendo le forniture di acqua, luce, gas, senza manutenzione – perché i manutentori sono a casa – possa reggere?

I supermercati – la gente deve pure mangiare – devono essere riforniti, ponendo una grossa eccezione alla continuità della produzione e alla continuità dei trasporti.

Ricordiamoci che, dopo la crisi del 2008, le industrie hanno ridotto drasticamente le scorte (che sono un peso) e producono solo quello che, al momento chiede il mercato.

 Ecco, se chi comanda (ma chi comanda?) mi garantisce una risposta positiva a tutte queste domande, potrei anche accedere alle richieste della Destra. Ma la Destra non ha le leve del comando: me lo può garantire? Il Governo me lo può garantire?

Una speranza.

Qui sotto il grafico dei contagiati, terapia intensiva, guariti, deceduti forniti ogni giorno dal Dipartimento della Protezione Civile. Mi sembra, ma giudicate voi, che la curva verso l’alto sia meno impennata, o no?

casi Coronavirus al 10 marzo 2020

Ancora? Povero Mattia Santori che si sgola alla radio e alla TV sullo scopo delle Sardine.
Non avete un leader? Chi votate? Sotto quale bandiera? Quali sono le vostre proposte per ILVA e Alitalia?
Che non l’abbia capito il vecchio Sallustio, posso capire. Ma veramente non è ancora chiaro?
Le sardine nascono in opposizione alla occupazione delle piazze da parte di Salvini e dei suoi messaggi sovranisti e antidemocratici (ricordate gli striscioni strappati non solo in piazza ma anche dai balconi? Le persone fermate dalla polizia per avere espresso il dissenso? Il fuori onda di Salvini che diceva al Commissario di polizia di fare sgombrare i contestatori?).
Lo scopo delle Sardine è quello di occupare gli spazi lasciati vuoti da chi non vuole La destra ma ha paura a dirlo. Not in my name. La Destra non può intestarsi 60 milioni di italiani. È un contraltare. Dicono che le sardine sono solo contro. NO, sono per la democrazia, per la solidarietà, per la unità, perché nessuno sia lasciato indietro, perché nessun povero sia ancora più impoverito e nessun ricco diventi più ricco con la flat tax. Questo è lo scopo delle sardine. Fare argine. Fare vedere che non è etico dire che la Jotti è stata grande perché brava in cucina e brava a letto. Fare argine alle continue mitragliate di fake news che confondono la gente. NON VOGLIAMO QUESTA BECERA DESTRA AL POTERE, amica di Orban e della Le PEN. Via, Sciò. Le sardine mandano via questa destra solo con la forza della loro presenza, con la forza della loro gioia. Ci riusciranno? Il dopo?
Il dopo non è compito delle sardine ma dei politici democratici che ricordino IN OGNI MOMENTO IL GIURAMENTO FATTO SULLA COSTITUZIONE! !!

La immagine si riferisce al monumento alle sardine a Santona, in Spagna, costa atlantica.

Una volta si diceva “giornalisti, vil razza dannata!”. Non è certo vero. Ma i giornalisti italiani hanno un brutto difetto. Amano le notizie facili. Prendiamo un esempio a caso: le esternazioni di Salvini. I giornalisti dovrebbero dare corpo e voce alle Notizie, ossia fatti o atti che possono cambiare la vita quotidiana. Lo so, si dice che una buona notizia non è una notizia, ma perché buttarsi anima e corpo sulle non notizie? Salvini, dicevo. Salvini ha una ottima macchina della comunicazione gestita da Luca Morisi e si infila non a caso nei trend topics (le parole più di moda, le parole più cliccate del giorno). C’è la campagna pubblicitaria della Nutella che lancia i suoi biscotti, la stampa segue questa non notizia con la bufala che i biscotti non si trovano nei supermercati. E Salvini, zac, si infila nella non notizia, affermando di non mangiare alimenti confezionati con nocciole provenienti dalla Turchia (doppio colpo, anche le parola Turchia, con le bizze di Erdogan, è fra i trend topics in negativo). E i giornalisti che fanno con questa doppia non notizia? La amplificano, è facile, mica devono fare una inchiesta? Chiedono al ragazzo di redazione di contare i post, i Twitter i cui Salvini sostiene che adora la Nutella e confezionano il servizio, magari di due minuti. Ma quanto costa mandare in TV uno spot pubblicitario di due minuti. Salvini lo ha gratis. Vi rendete conto? Un nostro antenato diceva “parlate male di me purché si parli di me!”. O questi giornalisti sono tutti salviniani, o sono prezzolati.
Lo stesso dicasi per la enfasi data alla notizia di Salvini per il messaggio della Madonna di Medjugorje (trend topics, c’erano due convegni sul tema). Notizia amplificata mille volte, prima conosciuta, e derisa, solo dagli spettatori di porta a porta, ora di dominio mondiale. E non mi si dica che i giornalisti lo fanno con qualunque politico. Ricordate il triste messaggio diffuso urbi et orbi con la foto del solitario Bersani con la birretta?
Mi ricordo, invece, un conduttore di TG coraggioso, di cui, purtroppo, non ricordo il nome. Verso la fine del TG stava leggendo le “agenzie”, le leggeva in diretta. Ad un certo punto lesse “Non si hanno più notizie da due giorni della figlia di Al Bano” e subito dopo mormorò “Ma che, è una notizia questa?” Sia lode a lui.

Da poco più di una settimana si sta diffondendo nel nostro Paese il fenomeno delle “Sardine”. Riunioni pacifiche, senza bandiere, vessilli o stemmi di partiti che, sempre più numerose, hanno un unico scopo: contestare la politica becera, sovranista, volgare, sovranista di cui il massimo esponente è Salvini.

Contestare le sue uscite su Faceebook sempre conformandosi, come un camaleonte, alle mode del momento, le sue veementiinvettive contro gli immigrati ladri e stupratori, i suoi silenzi quando il colpevole è italiano e la vittima straniera.

Insomma non un programma, ma una forte reazione alla politica e alla propaganda salviniana.

I vari gruppi si confrontano su Facebook, ma vedo che c’è un po’ di querelle sulla direzione delle sardine contro Salvini. Se cioè sia giusto o meno canalizzare la protesta CONTRO una persona, affinché non vinca le elezioni, e non PER qualcosa come un programma da far vincere con le urne.


Il ragionamento non è peregrino, ma ci sono delle priorità. Salvini non è solo Salvini. Salvini non è solo i suoi fluviali interventi su Facebook, né la nutella, né i gattini che mangiano le sardine. Rappresenta anche tutta la sua cricca, ben più pericolosa delle imagginette su twitter o Facebook. E non è Forza nuova o casa Pound, che fanno più casini che dannni. Il vero pericolo di Salvini è che egli persegue la politica di Putin per la disgregazione dell’Unione europea, che – come a Trump – dà parecchio fastidio alle superpotenze. Salvini è per la uscita dall’Euro per un supposto vantaggio della svalutazione competitiva che ha fatto ricco il suo popolo lombardo veneto e che, comunque, mai potrà tornare con un mercato così grande che, comunque, rimarrà con gli altri Stati che non vorranno certo uscire dalla UE.

Salvini è per i condoni (ora si chiamano “pace fiscale”) che fanno particolarmente arrabiare chi ha sempre pagato le tasse. Salvini è per lasciar perdere i deboli e incenivare i forti come dimostra la sua flat tax che premia i ricchi e non dà nulla ai poveri [aliquota unica al 20% significa che i ricchi risparmieranno milioni di euro e i poveri non gadagnerannno alcunché].

Salvini è quello della propaganda continua, anche a costo di non fare il ministro dell’interno e di non andare mai in quel ministero. Salvini è quello dei provvedimenti inutili sull’immigrazione che, togliendo il permesso umanitario ha creato , all’improvviso 250.000 clandestini. Salvini è quello che aveva promesso di rimpatriare tutti i clandestini e non lo ha fatto.
Salvini è un pericolo e va, politicamente, messo in condizione di non essere rieletto.
Salvini è un pericolo per la nostra Bibbia laica: LA COSTITUZIONE
Queste sono le priorità. Ire resto verrà dopo, una volta bonificata la politica.

sardine

Nella mia vita professionale mi sono spesso occupato di immigrazione e asilo, dalla Turco-Napolitano in poi, viaggiando fra le stanze di Bruxelles a negoziare le Direttive e i Regolamenti e le patrie stanze ministeriali per dare attuazione a quelle norme discusse a Bruxelles. Insomma, sono stato un “civil servant” e uno “sherpa”.

L’asilo e l’immigrazione sono materie complesse, piene di mille sfaccettature e coinvolgono gli aspetti più disparati, da quelli professionali, dell’istruzione, dell’accoglienza, del lavoro, dei diritti e doveri di chi arriva da noi a quelli transnazionali degli affari della cooperazione allo sviluppo, dei grandi giacimenti di preziosi siti in luoghi dove la gente vive con un dollaro al giorno, fino – fatti propri dalla politica – a mutare la percezione che abbiamo dell’altro.Ed è una materia volubile, non solo in Italia, ma soprattutto in Europa, alla quale è rivolto questo libro: siamo passati dal “vento di Tampere” che apriva lo spazio di uguaglianza e giustizia a tutti alla “fortezza Europa” chiusa e attorcigliata in sé stessa, incapace di trovare una direzione, una qualsiasi direzione.Ho vissuto in prima persona gli ultimi venti anni di vita europea e della sua azione, spesso incerta e titubante verso questo fenomeno.

Quello che mi preoccupa è la memoria corta: parliamo senza problemi dei nostri emigrati di due secoli fa, ma abbiamo molta difficoltà a ricordare cosa è successo in Europa negli ultimi venti anni. Spesso accusiamo l’Europa delle incapacità nazionali o ci rassegniamo ad un “lo vuole l’Europa” senza sapere perché.I fatti e la realtà sono stati spesso coperti dalle urla dei media, così assordanti da non farci percepire quanto realmente avviene.

Ho scritto già tre libretti, tre Ebook per Amazon, sull’azione dell’Europa.Con soddisfazione, ho visto che i tre libretti sono stati utili e ho pensato di aggiornarli (nei limiti in cui si può aggiornare la storia senza incorrere nell’Orwelliano 1984) riunendoli in uno solo.

Del libro ho predisposto due versioni, la prima, come al solito, un Ebook ipertestuale, corredato da centinaia di link che portano il lettore alla spiegazione o all’approfondimento dell’argomento trattato, e una versione classica cartacea, nella quale – ovviamente – i link vanno persi ma spesso sostituiti da note a piè di pagina che riportano i link stessi. Scopo di questo libro è fissare nella memoria gli avvenimenti, le politiche succedutesi in Europa su asilo e migrazione; costituire uno strumento veloce per ricordare gli avvenimenti passati che, già oggi, vengono confusi e artatamente adattati al presente. Troverete molta “storia”, molto spazio dedicato all’esame degli strumenti normativi europei magari non più vigenti e poco spazio all’esame di quelli vigenti. Ma lo scopo di questo libro non quello di essere il manuale del diritto europeo vigente: ci sono libri specifici per questo. Lo scopo è solo quello di raccontare cosa è successo, come è successo, come è cominciato tutto questo. Raccontare le frizioni fra le vedute “aperturiste” della Commissione” e quelle “conservatrici” degli Stati membri, raccontare i “perché” di certe decisioni e non le decisioni stesse.La lettura della discussione sulle diverse Direttive è illuminante, non solo per le norme ivi contenute, magari oggi non più in vigore e sostituite da altre più recenti, ma per comprendere il continuo braccio di ferro che c’è sempre stato fra la Commissione e gli Stati membri. E, come, questi ultimi, sono sempre riusciti a trasformare queste norme aperte verso gli immigrati in norme sempre più restrittive.

In compenso, ho dato parecchio spazio agli strumenti normativi in itinere, quelli che sono sui tavoli di Bruxelles, pronti per essere approvati, modificati o meno, appena gli organi comunitari si saranno ricostituiti dopo le elezioni di maggio 2019.

Alcune riflessioni sul “peso netto” e “peso lordo” dei migranti e sul ruolo delle ONG, completano il libro.

La versione cartacea (245 pagine) è reperibile qui: https://www.amazon.it/dp/1080713832/.

La versione Ebook è reperibile qui: https://www.amazon.it/dp/B07V6B84W3

La copertina

Il Governo preannuncia una dura lettera a Bruxelles. L’Italia farà la voce grossa, dicono in coro Salvini, Di Maio e il loro maggiordomo Conte.

l’Europa è il nemico da combattere perché non ci permette di aumentare il deficit.

Ma stasera il TG LA7 ha presentato un sondaggio in cui, nella popolazione, scende il gradimento del Governo e sale quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Quando ciò succede è sintomo che i cittadini prevedono tempi bui e si stringono intorno alla massima istituzione.

Successe così anche nel 2011 con Napolitano e Berlusconi.

È arrivata la bufera? Chiudete i boccaporti e allacciate le cinture!

https://youtu.be/zYK0VdOzbZE

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