Archivi per la categoria: viaggi

I maggiori quotidiani titolano cantando il de profundis di Grillo. Stiamo molto attenti. Ho paura che così non è. I 5stelle sono un movimento nato senza altro programma di raccogliere il malcontento nazionale. 

Grillo non è stupido, non si confronta con le piccole realtà locali dove i candidati sono conosciuti nelle loro capacità e nelle loro debolezze. Quando, con l’attuale sistema elettorale, nelle elezioni politiche nazionali, i candidati sono lontani dagli elettori e a loro pressoché sconosciuti, ecco che ha buon gioco la non politica dei 5stelle senza programmi definiti e pronti solo a raccattare il malcontento popolare. E, purtroppo, ci riescono benissimo. Non pensino, quindi, i capi dei poli di destra e di sinistra di aver eliminato ol terzo polo grillino. Il populista Grillo nelle prossime politiche avrà ancora modo di abbindolare gli elettori scontenti con candidati che altro non sanno fare che sparger veleno sugli avversari.

L’importanza del voto. Io sono un “diversamente giovane”. Ricordo perfettamente che quando ho iniziato ad esercitare il mio diritto/dovere di voto una persona difficilmente cambiava partito e, conseguentemete, espressione di voto. Oggi è il contrario: si vota sull’onda emotiva del momento. Amici britannici mi dicono che se si rivotasse per il referendum pro o contro UE il  “remain” vincerebbe alla grande. A Roma, se si rivotasse, la Raggi non vincerebbe sicuramente. In Francia Macron stravice spuntando praticamente dal nulla, senza partito e senza storia. In UK i tories, dati per “acchiappatutto” fino al mese scorso, hanno ottenuto una vittoria di Pirro, perdendo la maggioranza, con la sterlina a picco. Questi sono i guai del voto di pancia. Ormai la gente vive solo nel presente, vive nell’umore dell’oggi. Come su Facebook: quello che scrivo oggi posso contestarlo domani. Purtroppo, o per fortuna, il voto esprime una preferenza per il futuro ed è vincolante per anni. VOTARE E’ IMPORTANTE, MA ANCORA PIU’ IMPORTANTE E’ VOTARE SCIENTEMENTE, CON IL CERVELLO, PERCHE’ IL TUO VOTO AVRA’ EFFETTO PER GLI ANNI A VENIRE. QUANDO SEI NELLA CABINA ELETTORALE, PENSA CON IL CERVELLO, NON CON LA PANCIA.

Se vi piace, condividete.

Caro nonno, raccontami quel sogno che va dalla Spagna alle porte dell’Asia

PAOLO RUMIZ IN DIFESA DELLA UE

Nonno, raccontami l’Europa.

Niente di più facile, bimbo mio. L’Europa è la terra dove tramonta il sole. È un grande, frastagliato, affascinante promontorio dove l’Asia finisce. Una terra fertile, ricca di popoli, fiumi, città, montagne e pianure, che si protende con faraglioni di tuono verso l’Oceano e il Mare di Mezzo. Ma come: nessuno te l’ha mai raccontata?

Nessuno. Fallo tu, ti prego.

Per cominciare tiriamo fuori dalla tasca queste monetine. Guarda bene. Portano tutte il nome dell’Europa, ma sono stampate in paesi diversi. Grecia, Germania, Francia, Italia, Austria, Spagna… paesi che fino a ieri si sparavano cannonate fra loro. Non è un miracolo? Oggi sono tutti uniti, hanno tolto i confini.

Mi racconti i tuoi viaggi?

Ho camminato sugli altopiani di Spagna sotto il volo degli avvoltoi. In Russia ho dormito in lunghi treni color verde scuro in corsa tra laghi ghiacciati. In Grecia ho navigato a vela nel mare blu scuro di Ulisse. Sulle coste rocciose del Mar d’Irlanda ho nuotato, pensa, con le foche!

Che bello, nonno. Dimmi perché tanti parlano male dell’Europa?

Ascolta, piccolino, non dimenticarlo mai. L’Europa è la madre che ti nutre. La tua patria. E se senti qualcuno che le urla contro, qualcuno che dice che fa schifo, che è diventata una matrigna, arrabbiati. Non restare mai in silenzio quando senti bestemmie del genere.

Cosa devo dire, nonno?

Rispondi loro che se l’Europa gli pesa, vadano pure altrove. Troveranno solo aride steppe battute dai venti, guerre, sfruttamento.

Dicono che siamo invasi dai profughi, che ci rubano tutto.

Allora rispondi così: oltre che ciechi siete vigliacchi. Accusate i poveracci perché non avete fegato di prendervela coi ladri veri, che stanno a casa nostra. Quelli che rubano, inquinano, e obbligano i nostri figli laureati a fare i lavapiatti all’estero. E poi dì loro che anche il nonno di tuo nonno era profugo, e ha dovuto abbandonare l’Europa, quando in Europa c’era la fame. E già che ci sei, spiegagli che si può diventare profughi in un attimo. Basta una guerra.

Spiegami come succede.

Succede che tu vivi tranquillo, hai il tuo lavoro, la tua casa, il tuo orto con patate e cipolle, i tuoi figli, i tuoi amici, pensi che nulla possa cambiare, e invece… improvvisamente il cielo diventa nero come la pece e arrivano uomini armati che ti portano via tutto. E allora devi scappare, sempre se non ti ammazzano prima.

La guerra può venire anche qui?

Vedi, l’Europa è una terra meravigliosa, ma è stata anche la grande madre di tante guerre. E quelle guerre hanno ucciso milioni di uomini e generato milioni di profughi. Ora siamo in pace, ma bisogna tenere gli occhi aperti. Dobbiamo impedire a quel demonio di tornare fra noi.

Come ci si difende?

Bisogna tenere sveglia la memoria. Ricordare quante volte gli europei si sono ammazzati fra loro. Riflettere che siamo in pace da settant’anni, l’età di tuo nonno. Un tempo lunghissimo. Un miracolo. Ma ci sono degli idioti che se ne sono dimenticati, e dicono che bisogna costruire muri, armare di nuovo gli eserciti.

Mi ci porti, un giorno, in viaggio con te?

Ti ci porto subito. Se chiudi gli occhi, provo a farti viaggiare nei luoghi più misteriosi, verso Est. E siccome ti piace la neve, ti faccio partire d’inverno. Da Berlino, città che fu distrutta e poi ricostruita e poi ancora divisa da un muro terribile.

I muri esistevano una volta?

Quando gli uomini hanno paura di altri uomini, tirano su muri. Ma quei muri non servono a niente. Il più grande di tutti è la Muraglia Cinese. Settemila chilometri. L’hanno costruita tanti secoli fa per difendere la Cina dai barbari. Ma quei barbari sono passati lo stesso e sono diventati imperatori della Cina.

Come viaggeremo?

Non in aereo. L’aereo non avvicina niente e non fa conoscere niente. Il nonno ti fa viaggiare in treno. Un bel treno tedesco, pulito e puntuale, che parte da una stazione col tetto di ferro.

Come ami la tua Europa, nonno.

Sai, sono così stanco delle urla di quelli che le sparano contro. È gente che parla con la pancia… che semina odio additando nemici. Sai, è facilissimo ottenere applausi urlando contro qualcuno! Ma non si può nemmeno tacere come i vigliacchi. Oggi tacciono in troppi, e il loro silenzio mi offende più delle urla.

E allora, come combattere?

Rispondendo col cuore, col fuoco della passione. Trovare le parole giuste per cantare la magia segreta dell’Europa. Guarda, guarda fuori dal finestrino. Siamo in Moravia. Li vedi i campanili a forma di cipolla?

Nonno, non ci perderemo?

Non ti preoccupare piccino. Il nonno conosce le frontiere. Ora scende la notte, il treno fa “tu-tun tu-tun” in un turbinio bianco. Il centro d’Europa forse è qui, a due passi da un posto tremendo di nome Auschwitz. Anche lì arrivavano treni, una volta, ma erano pieni di condannati a morte. I treni hanno fatto l’Europa, ma l’hanno anche distrutta. Hanno portato a morire milioni di soldati e civili. Anche bambini. Anche questo, giurami che non lo dimenticherai mai.

Te lo giuro, nonno.

Dai, continuiamo il viaggio. È notte. Siamo nel Sud della Polonia, in una stazione c’è un tabellone luminoso che già indica il Mar Baltico, a mille chilometri di distanza.

E poi?

La sera entriamo nella pianura ungherese, stanno uscendo le stelle, fuori c’è un’orchestrina di zingari. È notte fonda: e quando se non di notte si entra in Transilvania, la terra dei vampiri? Poi inizia una nuova, immensa pianura che ci porta verso il più grande fiume d’Europa. Il Danubio.

Siamo arrivati nonno?

Non ancora. C’è la Bulgaria con le ultime montagne. Il treno fatica tra muraglie di neve, boschi da lupi e stazioni sperdute.

Poi il treno perde quota verso la Turchia, trema, si avvita su se stesso in piccole valli chiuse. E si arriva al confine turco, e la polizia turca – impara cucciolo mio – non sorride mai. Specialmente ora. C’è un brutto muro anche lì, costruito per fermare quelli senza documenti.

Cosa sono i documenti, nonno?

Pezzi di carta che dicono chi sei. Senza quei pezzi di carta non puoi viaggiare. E la polizia ti può mettere in prigione.

Io ce li ho i documenti?

Sì, sei un bambino fortunato. Ma tanti bambini non lo sono. Bambini profughi, che hanno perso tutto. Ma è ormai mezzogiorno. Il treno sferraglia nella neve sotto le moschee di Istanbul.

Siamo arrivati, nonno?

Sì, tesoro. Ora tramonta e ha smesso di nevicare. L’aria è purissima e l’Asia luccica dall’altra parte. Siamo alla fine dell’Europa. Guarda bene, c’è un piccolo faro, laggiù, che lancia segnali intermittenti. Da mille anni è lì, a sorvegliare una processione incessante di navi, gabbiani, uomini e delfini. Oltre, comincia un altro mondo.

I muri e le facciate dei palazzi  sono spesso imbrattati da graffiti che, lungi dal renderli, più gradevoli, aumentano il degrado delle nostre città.

Raramente questi disegni assurgono al rango di opere d’arte.

Eppure talvolta accade. Guardate questi murales a Salerno

murale a Salerno 1

murale a Salerno 1

 

murale a Salerno 2

murale a Salerno 2

 

Murale a Salerno 3

Murale a Salerno 3

 

murale a Salerno 4

murale a Salerno 4

Londra è una città conservatrice, gelosa delle proprie glorie. Ma ha la capacità di rinnovarsi continuamente, non solo grattacieli di archistar, ma anche creando scenari che fanno a cazzotti con le classiche vedute del suo centro storico.

Prendiamo il Tamigi, il Parlamento, il Big Ben. Simboli dell’antico impero. Cosa fanno i londinesi? Ci costruiscono, di frone una gigantesca ruota panoramica che, per circa 27 euro, ti porta a 135 metri d’altezza a rimirar dall’alto proprio i simboli del glorioso impero. E i turisti fanno la fila per andarci. Tanto che i furbi britannici emettono, per circa 40 euro , il biglietto che ti fa saltare la fila. Resta da vedere cosa succede se tutti prendono questo tipo di biglietto.

London eye

London eye

Beh, Salerno non ha voluto esser da meno. E, in concomitanza con la manifestazione natalizia “luci d’artista“, proprio sul mare, ha montato una grande ruota panoramica. Certo non sono i 135 metri di Lonfra, ma solo 55 metri d’altezza, ma non 9 euro puoi ammirare la città da una prospettiva diversa: dall’alto. Ci son salito un po’ di malavoglia, ma l’effetto non è stato malvagio.

Giudicate voi:

Ruota panoramica a Salerno

Ruota panoramica a Salerno

Forse non tra monti, in pianura. Ma sempre “ciao sole, ci vediamo domani!”

Traveholics

Vagabonder's wanderings

KING SPEAK

Thinking aloud

B as Blonde

Fashion enthusiast,Music addicted,tireless Traveler,Arts lover

Steve McCurry's Blog

Steve's body of work spans conflicts, vanishing cultures, ancient traditions and contemporary culture alike - yet always retains the human element. www.stevemccurry.com

FarOVale

Hearts on Earth

vernicerossa

Just another WordPress.com site

sergioferraiolo

Uno sguardo sul mondo

photohonua

constantly trying to capture reality

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

Occhi da orientale

sono occhi d'ambra lucida tra palpebre di viole, sguardo limpido di aprile come quando esce il sole

Stefy71's Blog

Just another WordPress.com weblog

ARTFreelance

Photo the day

simonaforte.wordpress.com/

Simona Forte photographer

Edoardo Gobattoni photographer

artistic photography

ALESSANDRA BARSOTTI - FOTOGRAFIE

L'essentiel est invisible pour les yeux

TIRIORDINO

Uno sguardo sul mondo

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: