Archivio degli articoli con tag: le promesse della Meloni

Il 25 settembre si vota. Elezioni difficili con una coalizione che già pregusta una larga vittoria e le altre forze in campo che ne cercano disperatamente i punti deboli.

Come votare, chi votare? Forse un modo l’ho trovato, certo e facile, e ve lo offro. Un modo per votare informati.

Piero Angela, dettando il suo epitaffio, fece scrivere di avere fiducia di aver fatto la sua parte e incitava noi a fare la nostra in questo “difficile Paese”.

Una frase che riecheggia quella di John F. Kennedy “non chiedere cosa il tuo Paese abbia fatto per te, chiediti cosa hai fatto tu per il tuo Paese.”.

Insomma è un inno contro l’apatia e contro l’auto commiserazione, un incitamento a rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Anche Papa Wojtila – imitando il romanesco – disse una volta “Damose da fa’!”.

Non c’è dubbio che il nostro Paese stia attraversando un momento difficile. Si stava appena riprendendo dalla pandemia (che non è ancora finita) e subito la guerra in Ucraina, la siccità, l’inflazione a due cifre, il pazzesco rincaro delle bollette e…..la follia delle elezioni anticipate di qualche mese, proprio quando il governo Draghi stava chiudendo le stringenti condizioni (altro che MES), per ottenere da Bruxelles i soldi del Recovery Fund e PNRR.

Ci attendono mesi cruciali, a partire dalla legge di bilancio che non si sa quale Governo stenderà e non si sa quale governo terrà la barra de timone del nostro Paese nel prossimo gelido inverno, che sarà segnato da restrizioni non solo energetiche.

Diventa a questo punto essenziale – alle politiche del 25 settembre – votare con il cervello e non con la pancia.

Vi assicuro che anche io non ho le idee chiare: vedo una massa di partiti completamente avulsi dai problemi quotidiani delle famiglie e impegnati solo a promettere, a promettere il mondo di bengodi offerto a Pinocchio: abbassamento dell’età pensionabile, aumento delle pensioni e degli stipendi, drastica diminuzione delle tasse. Di coperture, ovviamente non se ne fa cenno. Il Paese di Bengodi che Collodi fa raccontare a Pinocchio dal Gatto e la Volpe.

Una sola cosa è certa, anche se la voglia di dare un segnale disertando le urne è forte. Quel segnale del non voto è del tutto inutile. Non lo dico io, lo dice la legge elettorale: i seggi si assegnano non sul numero dei potenziali elettori, bensì sul numero dei votanti. Che un partito prenda il 35% dei voti che corrispondono ad un 10% degli elettori non solo sarà presto dimenticato, ma, nell’economia del Governo e del Parlamento, conta meno di zero. Anzi il voto non dato, rafforza chi vince perché aumenta la sua percentuale relativa.

Chi votare? Come essere coscienti che il proprio voto nell’urna corrisponda ai propri desideri? Bisogna informarsi. Ma non certo leggendo i programmi stilati dai partiti, è come chiedere all’oste se il vino è buono. Tutti i programmi presentati sono meravigliosi degni del racconto fatto a Pinocchio dal Gatto e dalla Volpe. E io non voglio fare la fine di Pinocchio.

Come fare allora? Come votare informati?

Un modo l’ho trovato. Da anni curo un blog (https://sergioferraiolo.com) dove annoto i fatti più importanti, specialmente nel mondo politico e di Governo. Deformazione professionale, visti i 35 anni passati a stretto contatto con esponenti politici di primo piano e di frequentazione della cd. “stanza dei bottoni”.

Mi sono andato a riprendere tutti i post pubblicati sul mio blog durante la campagna elettorale del 2018 perché I temi sono sempre quelli: reddito di cittadinanza, immigrazione, flat tax, tasse, pensioni. Anche allora tutti i partiti promettevano a desta e a manca, tanto, passata la festa (il voto), gabbato lo santo (cioè noi).

A rileggere quei post di 4 anni fa sono saltato sulla sedia: le promesse sono uguali a quelle odierne, ma ora possiamo toccare con mano quali siano state mantenute e quali no. La lettura di quei post è un formidabile antidoto contro la “memoria corta” e una cartina di tornasole verso le promesse di questa campagna elettorale.

Ho raccolto tutti questi post in un libretto dal titolo “Tutto per Tutti” disponibile su Amazon all’indirizzo: https://www.amazon.it/dp/B0B9CHBCQ6/

 Il libretto è disponibile sia in formato Ebook, sia in formato cartaceo al minimo prezzo consentitomi da Amazon (0,99 Euro per l’Ebook e 3,38 Euro per il cartaceo).

Leggendo quello che è successo nella campagna elettorale del 2018 possiamo farci una idea molto concreta dell’affidabilità dei partiti. Ci sono le promesse fatte allora e sappiamo, ora, quante e quali siano state mantenute. È il mio modo di darmi da fare: fornire una informazione, la più completa possibile a chi deve votare, qualsiasi partito si scelga.

Visto che Amazon me lo consente, da domani (26 agosto 2022) e per 5 giorni consecutivi, il download dell’Ebook all’indirizzo https://www.amazon.it/dp/B0B9CHBCQ6/  è gratuito.

Se quanto ho scritto vi è piaciuto, diffondetelo.

Mi raccomando, #VotareInformati!!!.

Comincio oggi una serie di post dove voglio raccontare le più esilaranti  balle elettorali, ossia le mirabolanti promesse che i leader e candidati alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 cominciano a diffondere agli elettori pensando che questi siano come Pinocchio davanti al Gatto e la Volpe che gli promettono il Paese di Bengodi. Cercherò di pubblicare un nuovo post, ogni volta che leggerò una di queste colossali fandonie. Continuate a seguirmi.

Tanto, Va tutto bene.

Per doveri di età cominciamo da Berlusconi. Ieri 22 agosto 2022, il vecchio leader di Forza Italia ha promesso che in caso di vittoria – per abbassare il carico fiscale e per permettere a tutti l’acquisto di una casa –  abbatterà al 2% l’aliquota dell’imposta di registro per l’acquisto della prima casa. Illusione? NO!!! Il fatto è che l’aliquota al 2% per l’acquisto della prima casa esiste, ed è legge, ormai da decenni. Non solo, ma l’aliquota del 2% non è calcolata sul prezzo reale della compravendita, ma sul valore catastale, notevolmente più basso. Promessa facile, anzi, già realizzata!!!.

Continuiamo con Salvini. Ieri sera, 22 agosto, nella trasmissione di Paolo Celata su La7, ha tentato di spiegare l’arcano della Flat Tax che non è Flat, ma progressiva. Salvini, controllate il video che ho linkato, afferma che già oggi alle partite IVA con introiti inferiori  a 65.000 auro annui si applica una tassa fissa del 15%. La prima fase dell’introduzione della nuova Flat Tax consisterà nell’alzare questo limite a100.000 euro. Così le partite IVA che hanno introiti fino a 100.000 euro annui pagheranno, al massimo 15.000 euro invece dell’aliquota marginale del 43% secondo la tabella progressiva valida per tutti noi comuni mortali e che riporto qui sotto:

Visto che anche ad occhio, con tale proposta si provoca una diminuzione di entrate fiscali per lo Stato, i giornalisti presenti hanno chiesto a Salvini con quali risorse intendesse coprire il “buco”.

La risposta è stata esilarante. Potete sentirla nel video che ho linkato, ma, nella sostanza è questa e degna del festival della barzelletta: “Non c’è alcun bisogno di coperture ,si paga da sola, perché gli interessati, che pagheranno meno tasse saranno invogliati a lavorare e produrre di più e quindi il gettito fiscale si alzerà da solo!!”.

Lascio a voi i commenti.

E finiamo con la Meloni: sempre ieri, si è detta favorevole agli “aiuti di Stato” vietati, in via di principio dall’Unione europea. Ha poi promesso di imporre un tetto agli stipendi ai manager delle aziende di Stato, specialmente quelle in perdita, perché li paghiamo noi con le nostre tasse.

Ineccepibile la proposta del tetto agli stipendi dei manager di Stato pagati con le nostre tasse. Peccato, che, come la tassa del 2% di Berlusconi, questo tetto c’è già. Il Governo Renzi, anni fa, ne stabilì il massimo ammontare in 240.000 euro lordi annui. Quest’anno, il ministro dell’Economia, Daniele Franco ha dato un’altra sforbiciata, imponendo non solo che nei 240.000 euro annui debbano rientrare tutti gli extra e altre prebende non comprese nello stipendi, ma stabilendo anche diverse fasce di fatturato cui commisurare gli stipendi.

Io posso capire che i Leader politici non siano addentro alle questioni tecniche (e perché no?), ma queste uscite denotano soprattutto una scarsissima competenza a scegliersi i collaboratori e consulenti, competenza principe di chi vuol governare.

Mah, ne vedremo delle belle. Continuate al leggermi sul blog e io continuerò ad informarvi. E, se vi piace diffondete. Non vogliamo essere come Pinocchio con il Gatto e la Volpe.

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