Archivio degli articoli con tag: elezioni politiche 2022

Le urne non sono ancora chiuse, mancano ancora quasi sei ore. Poi sapremo che fine faremo.

Non mi va di scrivere e oggi lascio la penna a Concetto Vecchio di “Repubblica” che in un articolo racconta le follie di questa campagna elettorale.

A leggere vien da ridere, ma c’è da piangere per l’infimo punto a cui è arrivata la politica italiana e noi che gli andiamo appresso.

“Era cominciata con Silvio Berlusconi che prometteva “un milione di alberi” ed è finita con la diretta di Matteo Salvini su TikTok invasa di falli proprio mentre dialogava imperturbabile con il governatore Attilio Fontana.

Se ne è andata così una campagna elettorale cabaret. Sessantasei giorni che probabilmente dimenticheremo presto: del resto era estate, eravamo spensierati al mare, o in montagna, e poi al ritorno preoccupati per l’enormità del caro bollette, mentre Luigi Di Maio sanciva l’accordo con il Psdi (esiste ancora!) e volava sulle note di Dirty Dancing in pizzeria; Giorgia Meloni annunciava di voler combattere “le devianze” dei giovani; il Pd lanciava il sondaggio “con pancetta o con guanciale?”; Carlo Calenda, prima baciava e poi abbandonava il povero Enrico Letta accorrendo – dopo essere scappato nottetempo dalla chat di +Europa – da Matteo Renzi, dimentico di aver giurato di “Renzi non me ne frega nulla, non faccio politica in questo modo, Renzi dice a e fa b, faccia quello che gli pare, vada in Arabia Saudita, alle elezioni politiche io andrò da da solo”.

Però forse non finirà esattamente come in tanti avevano previsto a Camere appena sciolte, quando Meloni si presentò omaggiatissima e rassicurante alla festa di compleanno di Gianfranco Rotondi a Roma Nord: il suo ingresso in società. Quella sera tutto il generone era accorso per salutare “Giorgia”: in Italia la fila più lunga è sempre quella per salire sul carro del vincitore.

Nessuno aveva però fatto i conti con Giuseppe Conte in versione descamisado. Da capo della Lega del Sud ha battuto il Meridione palmo a palmo come il santo patrono del reddito di cittadinanza; “la fermo prima che tiri fuori le pentole”, gli ha detto Enrico Mentana. Forse Conte renderà la vittoria di Giorgia Meloni meno dolce, oppure no. E allora magari ci ritroveremo il leghista Simone Pillon ministro: “Da una parte chi vuole cancellare la famiglie, togliere di mezzo mamma e papà, e offrire droga, suicidi di Stato e deportazione economica; dall’altra chi ancora crede nel valore della vita, della famiglia, delle radici e dell’identità popolare”.

Fatto sta che Giorgia Meloni, che aveva cominciato tutta sorrisi e silenzi, nell’ultimo miglio ha alzato i decibel dei suoi comizi: “Europa, è finita la pacchiaaaa”. L’altra sera, in piazza del Popolo, ha ripetuto non so quante volte la parola nazione. Il suo linguaggio si è fatto più duro. Conte e le divisioni interne al centrodestra, tutto si è fatto meno certo. E poi Renzi gliel’ha giurata: “Ogni due anni ho fatto cadere un governo”.

Il Pd ha candidato Casini e Di Maio e nessuno ha ben capito perché. Letta è stato tradito dal bus elettrico. Mastella ha offerto il suo numero di telefono su Twitter. Salvini ha proposto di reintrodurre il servizio militare. Berlusconi si è vantato di averlo abolito. Il Cavaliere ha chiesto le dimissioni di Mattarella, e poi ha detto che Putin voleva un governo di persone perbene in Ucraina, in entrambi i casi si è poi dissociato da sé stesso. Meloni ha fatto un video in tre lingue, subito imitato da Letta. Il capo di gabinetto del sindaco di Roma, Albino Ruberti, ha minacciato il fratello di un candidato: “Vi sparo, vi ammazzo”. Il leghista Mastrangelo ha proposto di tagliare i fondi alla sanità per finanziare lo sport. Star assoluta è stato Claudio Lotito, aspirante senatore di Forza Italia. Si è piazzato in Molise e ha detto che Amatrice è in Abruzzo, ha fatto arrabbiare i tifosi della Lazio facendo il ruffiano con quelli del Campobasso, ha ballato con le signore, giocato a carte, macinato 400 chilometri al giorno. Nessuno però ha ancora compreso perché si candida. Per vanità dicono, per essere il Dino Viola di questo tempo.

Ci sono stati anche episodi odiosi. Tipo il leghista Di Giulio, capogruppo della Lega a Firenze, che ha filmato una donna rom a Firenze e con slancio squadristico ha annunciato: “Votaci per non vederla mai più”. Fratelli d’Italia ha mosso guerra a Peppa Pig, perché gli autori avevano inserito le famiglie arcobaleno, e proposto il cimitero dei feti. Federico Mollicone, uno degli scopritori di Giorgia Meloni, ha detto che “in Italia le coppie omosessuali non sono legali, non sono ammesse”.

Berlusconi, va ammesso, è stato grandioso nell’uccidere la mosca planata sulla sua fronte mentre era collegato con Sky: “Vedete sono ancora in gamba”.

Marta Fascina, la sua compagna, è stata paracadutata a Marsala, in un collegio ritenuto più blindato di una cassaforte. Vittorio Sgarbi merita il premio per la proposta più strampalata: “A scuola mai prima delle dieci”. Renzi è finito nel mirino per il jet privato da Ercolano a Lugano. “Sosteniamo l’abolizione dell’uso dei jet privati” hanno subito rilanciato Bonelli e Fratoianni. Poi ci sono figure che gareggiano da anni per puro amore della comparsata. Come l’ex pm Antonio Ingroia, candidato dal comunista Marco Rizzo: propone di revocare immediatamente le sanzioni a Mosca. La grande ubriacatura per tutti, vecchi e nuovi, è stata TikTok.

Su Instagram Matteo Orfini ha messo in fila i chilometri macinati: 2.032. Filippo Sensi ha fatto un video in cui ha elencato le sue interruzioni in aula. Ma la palma d’oro spetta a un candidato del Pd in America, l’economista pugliese Gianluca Galletto, amico di Obama e Di Blasio, che ha fatto appelli elettorali in barese, napoletano, siciliano e spagnolo. Pezzi di teatro. Se domani andrà male Galletto avrà un futuro assicurato anche come attore.

Vi siete accorti che lo slogan di questa campagna elettorale è GRATIS?
Sì, tutto è gratis. La diminuzione delle tasse è gratis perché si autofinanzia da sola. Se vi volete rifare la casa è gratis perché noi non vi diamo il 100%, bensì il 110%. Vi facciamo andare in pensione prima ed è gratis perché i costi saranno sostenuti dalla maggiore (?) occupazione. Le pensioni minime saranno aumentate a 1000 euro ed è gratis perché i maggiori costi saranno compensati dalle maggiori spese che i pensionati faranno con questo maggiore introito.

E, poi, c’è la madre di tutte le coperture: il maggiore introito derivante dalla strenua lotta all’evasione fiscale!
Tutto gratis. I soldi basta sotterrarli che cresceranno sugli alberi, come in Pinocchio.
Il reddito di cittadinanza non costa nulla perché i percettori di tale reddito lo spendono e così il PIL aumenta.
Ci crediamo tutti, vero?
Direi di sì. Ormai è dalla discesa in campo dell’uomo di Arcore che, come babbei, abbocchiamo all’amo.

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Comincio oggi una serie di post dove voglio raccontare le più esilaranti  balle elettorali, ossia le mirabolanti promesse che i leader e candidati alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 cominciano a diffondere agli elettori pensando che questi siano come Pinocchio davanti al Gatto e la Volpe che gli promettono il Paese di Bengodi. Cercherò di pubblicare un nuovo post, ogni volta che leggerò una di queste colossali fandonie. Continuate a seguirmi.

Tanto, Va tutto bene.

Per doveri di età cominciamo da Berlusconi. Ieri 22 agosto 2022, il vecchio leader di Forza Italia ha promesso che in caso di vittoria – per abbassare il carico fiscale e per permettere a tutti l’acquisto di una casa –  abbatterà al 2% l’aliquota dell’imposta di registro per l’acquisto della prima casa. Illusione? NO!!! Il fatto è che l’aliquota al 2% per l’acquisto della prima casa esiste, ed è legge, ormai da decenni. Non solo, ma l’aliquota del 2% non è calcolata sul prezzo reale della compravendita, ma sul valore catastale, notevolmente più basso. Promessa facile, anzi, già realizzata!!!.

Continuiamo con Salvini. Ieri sera, 22 agosto, nella trasmissione di Paolo Celata su La7, ha tentato di spiegare l’arcano della Flat Tax che non è Flat, ma progressiva. Salvini, controllate il video che ho linkato, afferma che già oggi alle partite IVA con introiti inferiori  a 65.000 auro annui si applica una tassa fissa del 15%. La prima fase dell’introduzione della nuova Flat Tax consisterà nell’alzare questo limite a100.000 euro. Così le partite IVA che hanno introiti fino a 100.000 euro annui pagheranno, al massimo 15.000 euro invece dell’aliquota marginale del 43% secondo la tabella progressiva valida per tutti noi comuni mortali e che riporto qui sotto:

Visto che anche ad occhio, con tale proposta si provoca una diminuzione di entrate fiscali per lo Stato, i giornalisti presenti hanno chiesto a Salvini con quali risorse intendesse coprire il “buco”.

La risposta è stata esilarante. Potete sentirla nel video che ho linkato, ma, nella sostanza è questa e degna del festival della barzelletta: “Non c’è alcun bisogno di coperture ,si paga da sola, perché gli interessati, che pagheranno meno tasse saranno invogliati a lavorare e produrre di più e quindi il gettito fiscale si alzerà da solo!!”.

Lascio a voi i commenti.

E finiamo con la Meloni: sempre ieri, si è detta favorevole agli “aiuti di Stato” vietati, in via di principio dall’Unione europea. Ha poi promesso di imporre un tetto agli stipendi ai manager delle aziende di Stato, specialmente quelle in perdita, perché li paghiamo noi con le nostre tasse.

Ineccepibile la proposta del tetto agli stipendi dei manager di Stato pagati con le nostre tasse. Peccato, che, come la tassa del 2% di Berlusconi, questo tetto c’è già. Il Governo Renzi, anni fa, ne stabilì il massimo ammontare in 240.000 euro lordi annui. Quest’anno, il ministro dell’Economia, Daniele Franco ha dato un’altra sforbiciata, imponendo non solo che nei 240.000 euro annui debbano rientrare tutti gli extra e altre prebende non comprese nello stipendi, ma stabilendo anche diverse fasce di fatturato cui commisurare gli stipendi.

Io posso capire che i Leader politici non siano addentro alle questioni tecniche (e perché no?), ma queste uscite denotano soprattutto una scarsissima competenza a scegliersi i collaboratori e consulenti, competenza principe di chi vuol governare.

Mah, ne vedremo delle belle. Continuate al leggermi sul blog e io continuerò ad informarvi. E, se vi piace diffondete. Non vogliamo essere come Pinocchio con il Gatto e la Volpe.

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