Archivio degli articoli con tag: viaggio

scrivo da Kerman, in Iran. Sono in vacanza con un gruppo di Avventure nel mondo e caso ha voluto che, per i previsti lunghi voli e tragitti in bus, fra gli altri Ebook, mi sia portato l’ultimo libro di Federico Rampini “Quando inizia la nostra storia” preso da Amazon il giorno prima di partire. Ho usato un po’ il primo capitolo, dedicato all’Iran, come guida.
Forse perché Rampini è giornalista ed è anche americano, all’aeroporto le formalità del visto in arrivo (Teheran) sono state per molto più veloci, non più di 5 minuti: l’addetto al quale abbiamo mostrato la Email di riscontro della richiesta di visto in arrivo ha stampato il “visto” e ci ha restituito il mucchietto di fogli insieme ai passaporti senza neppure accoppiarli.
La gentilissima addetta alla assicurazione sanitaria ci ha chiesto se la avevamo e, alla nostra risposta positiva, non ha voluto neppure guardarle.
Polizia quasi inesistente.
Cambio. Confermo che sia all’aeroporto, sia nelle banche non siamo riusciti a cambiare i nostri Euro con i Ryals al cambio ufficiale di 47.000 Ryals per Euro. Più che di mercato “nero” (ossia nascosto) della valuta, parlerei di mercato “parallelo”. Sulle vie di Teheran ci sono, alla luce del sole, negozio di cambio che espongono, sui display elettronici, il tasso praticato: siamo sui 163.000 Ryals per euro. (Dopo 15 gg aShiraaz era circa 150.000 Ryals per euro) Il gasolio 3.000 Ryals, la benzina 10.000 Ryals.

Una abbondante cena per 7 in un buon ristorante ci viene sui 4 milioni di Ryals. Una camera doppia in un albergo 3 stelle sui 12 euro 25 euro se l’albergo era quattro stelle.
La rivoluzione partirà dalle donne e non solo da quanti centimetri di capelli lascia scoperto il jihab. A Teheran e a Eshfan ormai lo portano solo sulla nuca o appeso allo chignon alto.
Sono le donne ad avvicinarci a chiedere e a voler avere contatti. Spinto da questa novità, ho provato un gesto che mai avevo tentato in un paese musulmano, anche tollerante, come il Ladakh o il Kashmir: sorridendo ho guardato fisso negli occhi ogni donna. Nessuna ha abbassato lo sguardo. Quelle con il chador (30%) magari rispondevano solo ricambiando il sorriso. Quelle vestite normalmente, solo con il foulard, rispondevano (rispondono, visto che sono ancora in Iran) al sorriso e allo sguardo diretto. Come fosse un segnale, la maggior parte si fermava per un saluto, per una foto, per un selfie, per un semplice “da dove venite?”.

E il clero ha paura delle donne. A Qom la guida obbligatoria (il funghetto, così chiamano lì gli esponenti del clero) ci stava radunando ed aspettava con impazienza che due donne del nostro gruppo si avvicinassero. Appena ha compreso che si stavano scambiando i biglietti di visita con alcune ragazza iraniane, è andato su tutte le furie ed è corso a rincorrerle riportandole indietro bofonchiando ad alta voce “Questo è un luogo sacro, non un posto per scambiarsi informazioni!”. Non ci ha più lasciati e, dopo una visita frettolosa della moschea ci ha negato il permesso di rimanere da soli all’ interno, quasi cacciandoci fuori. Non ha avuto paura di trasgredire le regole che vietavano di fotografare all’interno della moschea (ci ha permesso di usare le nostre reflex), ma ha avuto paura del contatto fra una iraniana e una forestiera. Non ho trovato uguale curiosità per l’occidente nei maschi iraniani.
Sì, la rivoluzione verrà dalle donne.
Anche la nostra guida, una iraniana di un quarantina d’anni, pur svicolando con un sorriso, le domande più scabrose sullo Stato teocratico, non ha avuto alcuna esitazione a illustrare i rapporti omosessuali e le libagioni nei dipinti della residenza dello Scià a Esfahan.
Ci ha detto che un insegnante guadagna 13 milioni di Ryals, un alto dirigente il doppio e che le sanzioni hanno portato una quadruplicazione dei prezzi.
Ci ha raccontato che nei paesi se un ragazzo e una ragazza si parlano, subito i genitori si incontrano e il matrimonio non combinato si celebrerà non oltre due settimane. A Teheran e a Esfahan o a Shiraz la situazione è molto simile alla nostra con fidanzamento e libere frequentazioni (sempre che un religioso non li prenda di mira) . Per la crisi economica l’età del matrimonio si è spostata in avanti: 25/28 anni per le donne, oltre i 30 per gli uomini. Bisogna pur mettere i soldi da parte per la casa…
Ci ha anche raccontato che a Teheran e Esfahan esistono diversi casi di convivenza more uxorio, ma sono molto malvisti.
Vige l’aurea regola del ;occhio non vede, cuore non duole”.
Purtroppo le rigide regole sussistono ma sono sempre meno applicate. Ma, purtroppo, qualche guardiano della rivoluzione o guardiano della fede quando litiga con la moglie o con il capo, magari ha voglia di rifarsi con una povera coppia che si tiene per mano.
Bello il ponte dei poeti dove ci hanno invitato a cantare, sfruttando la perfetta acustica delle arcate, “o sole mio”. Peccato che il fiume non c’è più, deviato per portare le sue acque ai campi agricoli riarsi.
Di Trump e delle sanzioni ho parlato con un ex-dipendente ENI (faceva lo interprete inglese/farsi) .Era molto preoccupato perchè la Europa è debole e non osa contraddire Trump. Fra l’America e l’Iran, sosteneva, l’Europa preferisce sempre l’America. Era informatissimo. Ho parlato con lui il giorno dopo le elezioni di midterm. Era molto deluso del risultato non brillantissimo dei democratici, ma fiducioso che fra due anni Trump vada a casa. “Intanto il petrolio lo venderemo alla Cina, anche se non ci piace.
Per le strade la polizia praticamente non si vede, solo qualche militare nei bazar.
Un po’ asfissianti i controlli sulle strade, non per noi, però: ogni 50/100 km. Il nostro autista deve fermarsi e portare i suoi documenti alla stazione di polizia. Sul nostro bus privato non è mai salito un poliziotto.
Gli iraniani ci coccolano e sono il popolo più affettuoso che abbia mai visto; e di popoli ne ho visti tanti.
La pulizia regna sovrana. Primo paese dell’oriente (medio o estremo) dove si beve l’acqua del rubinetto e si mangia tranquillamente la verdura cruda.
Le strade, almeno quelle di grande comunicazione, fanno invidia alle nostre migliori.
Storia e siti archeologici stupendi.
Ma lasciatemi qualcosa per la prossima volta.

Torquato è un riccio, piccolino e simpatico. Sta diventando sempre più famoso, come personaggio pubblico e come protagonista di libri di avventure.

Su Facebook sta diventando virale: https://www.facebook.com/TorquatoTheBest

Torquato mangia la torta a Positano

Torquato mangia la torta a Positano

C’era una volta, e c’è ancora, una sperduta regione nell’alto Nepal, chiamata Mustang dove, fino a tre anni fa, non c’era neppure una strada.C’era, come nelle favole, anche un Re. Le distanze si misuravano a “giorni di cavallo” e solo un paio di centinaia di turisti erano ammessi ogni anno.. Io sono stato fra questi e ho cercato di raccontare le emozioni in un breve Ebook che oggi e domani è in promozione gratuita su Amazon a questo indirizzo http://www.amazon.it/dp/B00AWD5MYO

Viaggio in Mustang, il Regno proibito

Viaggio in Mustang, il Regno proibito

Ora hanno costruito una strada che, entrando dal confine cinese, dovrebbe mettere in comunicazione il gigante asiatico con la regione indiana. Non oso pensare agli stravolgimenti che questa strada sta provocando nella popolazione locale.

Mi faccio un po’ di pubblicità. Ho l’abitudine di raccogliere i ricordi di viaggio in volumetti che pubblico su Amazon in formato Ebook. Oggi ho pubblicato quello sulla Cambogia. Ho raccolto in questo libretto le mie impressioni di viaggio, nel gennaio/febbraio 2014, per fissarle nella memoria e sulla carta e per rendere partecipe, chi vorrà leggerlo, delle mie sensazioni, delle mie riflessioni su quel Paese che non è solo i templi di Angkor.
Ho ritenuto opportuno arricchire il testo di mie fotografie che ritraggono quello di cui parlo e, per non appesantire la lettura, di collegamenti ipertestuali agli alberghi, ai luoghi e agli argomenti che esulano un po’ dal racconto personale.
Ovviamente, questo testo non è una guida, non ne ha né la completezza né la pretesa. E’ solo un racconto di impressioni e ricordi di un viaggio bellissimo che, spesso, in una guida non trovano posto ma, forse, meglio di una guida possono raccontare e spiegare un Paese in corsa veloce verso la modernità.
Phnom Pehn, Siem Reap, i famosi templi, i tristi ricordi della sanguinosa dittatura, il Mekong, Kratie, la regione di Ratanakiri sono raccontati con la voce e le riflessioni di un viaggiatore curioso.

Per chi volesse vederlo, o comprarlo, il link è qui: http://www.amazon.it/Cambogia-pietre-fiumi-villaggi-Ferraiolo-ebook/dp/B00LG5YNK6/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1404329081&sr=1-1&keywords=cambogia+pietre

Questa è la copertina. Buona lettura

Racconto di un bel viaggio in Cambogia

Racconto di un bel viaggio in Cambogia

 

Quest’anno, a settembre, sono stato in India, in Rajasthan.

Non voglio perdere i ricordi e le emozioni che mi regala ogni viaggio. Prendo caotici appunti che rimarrebbero chiusi in un taccuino se, al ritorno, non sfruttassi il poco tempo libero che mi lascia il lavoro per ripensarci, per riflettere sulle fotografie scattate, per elaborare il ricordo.
Cerco di metter giù un racconto organico e plausibile per condividere soprattutto le emozioni e, perché no, fornire qualche utile indicazione a chi vorrà ripercorrere quei luoghi.
Non è certo una guida per il turista. Per quello ci sono edizioni specializzate e molto più complete. E’ un racconto di viaggio. Racconto i luoghi, le emozioni, la gente incontrata, le curiosità apprese, i disagi e le gioie provate.
Stavolta è un viaggio semplice, nello Stato del Rajasthan, nell’India dei turbanti, dei sari, dei gran mustacchi e dei Marajà; l’India splendida, dai colori rutilanti. Da Udaipur a Jaipur a Delhi, passando per luoghi meno conosciuti ma non meno affascinanti come Bundi, Chittaurgargh, Nagda, Eklingji, Galta.
L’ho intitolato “Rajasthan per ansiosi” perché sono un ansioso. Devo padroneggiare la logistica, le cose da portare, gli alberghi, i trasferimenti. Tutto per poi godermi in pace i luoghi e le persone.
Per questo ho dedicato un’ampia sezione ai bagagli, ai voli, ai trasporti, agli alberghi e ai ristoranti, arricchendo il racconto con molti hyperlink ai luoghi, soggetti, oggetti descritti per permettere a chi legge da un tablet o da un computer di visualizzare pagine esterne attinenti ai luoghi senza perder tempo a cercarli.
Chi lo legge potrà ripercorrere il mio viaggio del settembre 2013 e confrontarne i ricordi se ha già visto quei magici luoghi.
Se vorrà visitare il Rajasthan, potrà farlo più ricco di sensazioni ed esperienza.

L’ho pubblicato su Amazon, in formato Ebook, raggiungibile da qui:

http://www.amazon.it/Rajasthan-ansiosi-Sergio-Ferraiolo-ebook/dp/B00GEFICMS/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1383586914&sr=8-1&keywords=rajasthan+per+ansiosi

Per leggerlo non è necessario avere un Kindle, basta scaricare gratis, l’App Kindle per PC, Taablet, iPad, smartphon e simili da qui:

http://www.amazon.it/gp/feature.html/ref=sv_kinc_1?ie=UTF8&docId=1000576423

Questa è la copertina:

Rajasthan Copertina

Rajasthan per ansiosi

Se lo leggete, mi farà piacere conoscere che ne pensate.

Un po’ di foto sul Rajasthan fresche fresche, di un mese fa

http://www.sergioferraiolo.it/fotografie/Rajasthan%202013/index.html

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