Archivio degli articoli con tag: #Gaza #Israel

ISRAELE, EBREI, ISRAELIANI, SEMITI

Vedo con dispiacere che anche su substack è arrivato il tifo fazioso, polarizzato e da stadio fra le fazioni pro o contro le gesta del governo israeliano.

Sempre più spesso si fa confusione fra ebrei, cittadini dello Stato di Israele, Governo Netaniahu,  abitanti della Palestina, Hamas, ebrei ultraortodossi, studiosi della Torah, “coloni” in Cisgiordania.

Sono tutte entità diverse con proprie peculiarità.

Pernso che nessuno,  tranne i nazisti e i fascisti  ce l’abbiano con gli ebrei in quanto tali. Sono in gruppo di abitanti di questo mondo che professano la loro religione, come i  buddisti, i musulmani  gli induisti, i  cristiani, etc. E meritano il rispetto dovuto a qualsiasi religione che non leda i diritti di chi professa un’altra religione. Punto.

Gli israeliani sono il popolo dello stato di israele, come i francesi sono il popolo dello stato di Francia. Soni neutri per quanto è successo. Israele è, come noi, una democrazia rappresentativa. Avremo però modo di vedere molto presto, il 27 ottobre, alle prossime elezioni, se hanno una coscienza critica o sono complici di questo governo. Punto.

Il governo  Netaniahu è il governo che attualmente governa israele: per sopravvivere ha accettato l’appoggio di tipacci come BenGvir, Katz che seguono la strampalata teoria secondo la quale  siccome la Torah, il Talmud, il Tanakh raccontano la storiella fantasy che Dio [quale Dio? Esiste un Dio?] abbia fatto dei territori ora occupati da Israele e Palestina un gentile cadeau agli ebrei e ai loro discendenti, quei territori siano per sempre loro, indipendentemente da altre persone che professavano credi diversi. (Domani, io,  come discendente degli antichi romani, mi presenterò a Gerusalemme reclamando quei territori perché la Palestina (Gesù, se mai è esistito era palestinese, Israele non c’era.) era provincia romana. Per attuare questa follia si sono macchiati di orrendi crimini di guerra, tanto che sul loro capo pende una condanna della Corte penale internazionale. Nei fatti, anche se non dichiarato, hanno commesso un orrendo genocidio, bombardando un intero Paese, provocando 70.000 morti e tenuto (tengono) un popolo accerchiato, privo di libertà e libero solo di morire (il più presto possibile). Punto.


I SEMITI sono un gruppo di popoli uniti da semplici vincoli linguistici  il nome storico deriva da Sem, figlio di Noè, secondo il romanzo fantasy chiamato Bibbia. Il nome, in epoca moderna fu coniato per definire popoli che parlano lingue con la medesima radice. Ne fanno parte Babilonesi, Assiri, Fenici, Ebrei, Aramei e Arabi.

Quindi se io dico che una persona è antisemita, posso riferirmi sia a ebrei, sia ad arabi.

I cosiddetti “coloni” in Cisgiordania non sono alto che israeliani che, stando stretti, spalleggiati dall’IDF, si appropriano di terre e case che appartengono a palestinesi. Non sono ragazzacci che compiono qualche bravata come disse Netaniahu al discorso all’Onu o “escursionisti” come disse un telecronista della RAI. Sono banditi.  Punto.

Gli abitanti della Palestina, per lo più semiti musulmani  abitano da sempre in quelle zone, definite politicamente da una risoluzione ONU del 1947. Governati prima DALL’OLP di Arafat, poi, dal 2006 da Hamas in elezioni la cui vittoria (di Hamas) fu favorita da USA e Israele, in funzione anti Arafat. Punto.

Ho finito, azzuffatevi pure, tanto un post in più o uno in meno a favore dell’una o dell’altra parte, non cambierà la storia.

Chiacchiere da bar, diceva Umberto Eco.

Ma, per favore, usate i termini giusti.

Mi scuso se qualcuno si sente offeso da termini un po’ irridenti che ho usato per alcuni testi religiosi. Io sono ateo per cui a quei testi non attribuisco alcuna autorità. Io agisco secondo la mia coscienza e ne sopporterò le conseguenze. Ma sono libero

Ho già scritto sul reale scopo della Flotilla. Non è certo diretto a portare una goccia di aiuti [che mai arriverà perché Israele non lo permette], ma è diretto contro gli imbelli e vigliacchi governi di appartenenza.

Sarà chiaro quando la Flotilla incontrerà Israele. Che farà. Escluso che li faccia approdare a Gaza, fermerà con le buone ognuna delle 40 navi, le porterà in un porto israeliano, arrestare gli equipaggi espellendoli subito dopo oppure come accadde nel 2010 con la nave turca Mavi Marmara con morti e feriti?

Nel primo caso i Governi di appartenenza potrebbero anche continuare a girare la testa dall’altra parte. Iniziativa privata, anche disapprovata da alcuni governi, conclusa senza incidenti o vittime. Tutto continua come prima.

Ma Israele ha la capacità di fermare, senza sparare un colpo, 40 agili imbarcazioni tutte insieme?

Il secondo caso, evocato da un ministro israeliano di trattarli come terroristi, ossia sparare ad alzo zero, è molto pericoloso, non solo per gli equipaggi, ma soprattutto per i rispettivi governi che sarebbero costretti a fare i conti con brutali omicidi di pacifici connazionali in acque internazionali, già ora sorvegliati strettamente da droni.

Tale situazione sarebbe foriera di inevitabili ritorsioni, non penso di natura bellica, ma di rottura di rapporti commerciali e di isolamento di Israele, sì.

Esattamente quello che vogliono i volontari della Global Sumud Flotilla.

Se Netanyahu non fosse quel pazzo criminale che invece è, per chiudere senza danni il caso Flotilla dovrebbe agire i questo modo. Attendere che le imbarcazioni entrino nella zona [arbitrariamente] vietata, abbordabile e trainare in un porto strettamente sorvegliato della West band. Far scaricare la merce da (fidati) gazawi. Ottenuto lo scopo, la Flotilla dovrà tornare indietro. I rispettivi governi potrebbero continuare a girare la testa dall’altra parte, “tanto non è successo niente!”. E tutto sarebbe messo a tacere.

Controindicazione [per Nethaniau, non certo per chi sostiene la Flotilla]: dal giorno dopo, visto l’esito, partirebbe 10, 100, 1000 Flotille.

Comunque speriamo bene per la incolumità di chi, ora, sfidando tutto e tutti, è in mare rischiando la pelle.

Non sono un giornalista,  scrivo qualcosa sui blog per condividere il mio pensiero. Ma vedo che, invece della terza guerra mondiale a pezzi, qui abbiamo il pensiero unico a pezzettini, ogni settimana diverso.
E penso che i giornalisti siano implicati in questo dramma odierno: notizie che non sono notizie gonfiate ad arte e riproposte giorno dopo giorno, sempre con un pettegolezzo in più, fino a superare la soglia della morosità.
Non penso che i giornalisti vogliano imporre la loro verità andando a pubblicare le chat personali degli indagati. Penso che stare seduti in poltrona telefonando in cerca di gossip sia molto più comodo che fare vera inchiesta.


Vi ricordate Bibbiano? Mesi sui TG e sui giornali senza una notizia nuova: il mainstream era il torbido comportamento di una amministrazione e tutti i TG e tutti i giornali a dar ampio conto dellle dichiarazioni di ogni pulce che aveva la tosse. Poi la cosa oggi si è sgonfiata ma nessun giormlnalista ha chiesto  scusa, anzi hanno tromboneggiato sui politici che non hanno chiesto scusa.
Alcuni personaggi sono, poi, inventati dalla stampa. Prendiamo il caso Vannacci. Siamo in estate e le notizie latitano. Qualche giornalista scopre che un oscuro generale, già messo dall’esercito in posizione non operativa, ha auto pubblicato su Amazon un suo libro di farneticazioni su omosessuali, stranieri, migranti, etc. Cosa di poco conto: basta vedere su Amazon quante scemenze sono autopubblicate per dar sfogo ad un io ipertrofico e alle chiacchiere da bar raccontate da Umberto Eco.
Eh, no, è estate e qualcuno ci fa un bel pezzo di colore sopra. Gli altri seguono a ruota: sorge il personaggio Vannacci che, oltretutto fa un sacco di soldi e inizia una carriera politica purché quelle chiacchiere da bar sono linfa vitale per un leader di partito in crisi.
E il caso Garlasco. Non è perso vero ai giornalisti  di superare tutti i limiti: sappiamo ormai tutto delle chat degli indagati, dell’impronta dimenticata che oggi è decisiva e domani no: i processi si fanno sui giornali [per chi li compra ancora] e in TV. Quando esce la sentenza, il caso è già  dimenticato.
E il carosello delle guerre? Ucraina, Gaza e Iran. Ogni sera qualcuna dimenticata per far posto a notizie nuove, dimenticando che in ognuno di questi tre posti hanno continuato a morire persone ogni giorno, indipendentemente se i riflettori dei media erano puntati su di loro.
Così si fomentano le fazioni, le chiacchiere da bar assurgono a verità e verità alternative.
E il caso AlMasri? Era chiaro fin dal primo giorno qual era lo scopo del governo: meglio restituire un criminale alla Libia [tanto l’inferno libico non cambia eliminando il solo Al Masri] che ricevere migliaia di migranti.
Peccato che questo governo di incompetenti si sia dimenticato di apporre il segreto di Stato, tanto il gioco era molto chiaro.
Eppure la stampa si è scatenata con ore e ore di servizi senza dare una vera notizia che è una .
Purtroppo siamo un popolo di analfabeti. Se avessimo più padronanza dell’inglese, invece di leggere i fogli nostrani o di ascoltare il circo mediatico dei talk show serali con sempre gli stessi attori che dicono sempre le stesse cose  salvo a dire il  contrario se il mainstram su sposta, potremmo leggere o ascoltare i media britannici, sempre asciutti ed obiettivi , leggere Haretz per farci una idea obiettiva della differenza fra governo Netaniahu, popolo israeliano ed ebrei, o Al Jazeera, molto più obiettiva di quanto si possa pensare.
Abbiamo uno dei peggiori governi del dopoguerra, che, nonostante tutto resta in sella.
Penso che parecchia colpa abbiano i nostri giornalisti da poltrona.

Hamas ha giurato di eliminare Israele dalla faccia della terra.
Il governo dell’Iran ha giurato di eliminare Israele dalla faccia della terra.
Il governo israeliano e Israele hanno il diritto di difendersi.
Ma c’è qualcosa che distingue i regimi fondati sul terrore dagli Stati democratici come è (o era?) Israele: la capacità di distinguere gli attori in campo. Se eliminare i capi di Hamas o gli Ayatollah potrebbe essere considerata una legittima azione di autodifesa, mi chiedo cosa c’entri in questa guerra il popolo palestinese o quello iraniano [non penso che il bombardamento dell’Iran non abbia fatto  vittime civili; di quelli su Gaza purtroppo sappiamo]?
Se per un regime fondato sul terrore come Hamas o gli Ayatollah è normale considerare le vittime civili come “effetti collaterali” , non lo è per chi si definisce (ormai a torto) una democrazia.
Per questo considero il Governo israeliano [ho scritto “Governo israeliano”; non ho scritto “gli israeliani” o “gli ebrei”] un insieme di criminali al pari di Hamas e degli Ayatollah.
Se tutti e tre questi attori scomparissero, staremmo tutti molto meglio.

sergioferraiolo

Uno sguardo sul mondo

Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

photohonua

constantly trying to capture reality

European Area of Freedom Security & Justice

"Europa", "Fundamental rights","Europe","Emilio De Capitani","Freedom,Security and Justice"

Nomfup

Only connect

B as Blonde

Fashion enthusiast,Music addicted,tireless Traveler,Arts lover

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il Blog si sbriciola facilmente

Occhi da orientale

sono occhi d'ambra lucida tra palpebre di viole, sguardo limpido di aprile come quando esce il sole

ARTFreelance

Photo the day

simonaforte.wordpress.com/

Simona Forte photographer

Edoardo Gobattoni photographer

artistic photography

ALESSANDRA BARSOTTI - FOTOGRAFIE

L'essentiel est invisible pour les yeux

TIRIORDINO

Uno sguardo sul mondo

WordPress.com Blog

News, Tips & Website Tutorials