Archivi per la categoria: cose brutte a Roma

Bella scoperta, lo dice anche il calendario. Ma è il modo di dirlo che è diverso. Ben pochi lo dicono con subitanea nostalgia di qualcosa di bello che è appena passato e che tornerà sì, ma fra una anno.

Tanti, troppi, lo dicono con una espressione di sollievo, come l’essersi sgravati di un peso. Come essere appena usciti da una serie di doveri. I doveri dei regali, sempre più belli, sempre più costosi, sempre più esclusivi e sorprendenti. Doveri dell’abbigliamento, con l’obbligo di seguire i dettami della moda, sempre più costosa, sempre più pazza ed aliena da quello che vorremmo indossare ogni giorno. Doveri del cibo, stretti  fra quello ormai anche quello snaturato dall’uso fattone in TV dagli pseudo chef ultra star che ti impongono microscopici piatti, ma pieni dei più disparati ingredienti che devi girare tre giorni per trovarli tutti, e quello tradizionale, di pochi ingredienti, ma in quantità pantagrueliche. Doveri del divertimento ad ogno costo ache quando si vorrebbe star solo stesi sul divano a leggere un buon libro. Tutti doveri indotti, non piaceri. Quasi quasi il 27 dicembre, giorno lavorativo, è accolto con piacere.

E, intanto, anche se l’anno non è ancora finito, si cominciano non solo a fare i bilanci, ma a cercare di scoprire cosa ci porterà il domani, che si chiami 2018 o futuro prossimo.

E qui tutti concordi. Trovare un ottimista è una impresa. Non mi riferisco ai grandi temi, come i disastri di Trump e del suo compare nordcoreano, alla dissoluzione dell’Unione europea, al cambiamento climatico.

Mi riferisco alle cose più piccole, ma molto vicine a noi. Fra qualche mese la Democrazia andrà in scena con il suo massimo show, le elezioni. Ma si avverte una atmosfera da cupio dissolvi della politica che si sta suicidando in beghe interne in cui non si parla di lavoro o di industrie ma se fare il presepe sia etico o meno e che, se i sondagi ci azzeccano, porterà tutto  fuorché un governo.

E, ancora, al profondo degrado in ui versa la nostra capitale, dai rifiuti in strada alla sciatteria e alla manutenzione non eseguita: Purtroppo, nonostante i suoi monumenti ed il suo passato, la nostra Capitale, per il presente non è consideata un buon testimonial. E’ di oggi la notizia che è andata deserta l’asta per la pubblicità sugli autobus e sui tram di Roma.

Gli ialiani questo lo sentono, eccome. Molti dei figli dei miei cugini vivono già all’estero o si preparano a farlo: fuggire per non morire. E non solo il giovani. Migliaia di pensionati vivono meglio all’esero che in Italia, finanche in Bulgaria o Romania.

Anche io ci sto facendo un pensierino….

palloncino cinese

Il nuovo albero di Natale

Ovviamente dal cassonetto di cui al post precedente, in via Alfredo Baccarini, civ. 9) non è stato tolto il sacchetto di rifiuti penzoloni

cassonetto 9 dicembre

E, ancora, sempre in via Alfredo Baccarini, angolo via Michele Amari, il 1° dicembre scorso, si è aperta una grossa buca, pericolosa e di intralcio alla circolazione. L’unico provvedimento del Comune è la recinzione con la solita rete rossa. Di operai e lavori, nulla. E siamo al 9 dicembre.

buca in via alfredo Baccarini

Da un paio di anni ai cassonetti blu (plastica), bianchi (carta), grigio scuro (indifferenziata) e campane verdi per il vetro , si sono aggiunti i cassonetti marroni ove i romani devono conferire, in appositi sacchetti, i rifiuti organici, ossia quelli più deperibili, quelli che fermentano subito. Si dovrebbe supporre che siano i primi in lista per lo svuotamento. Invece no. Guardate le tre fotografie che seguono: ritraggono lo stesso cassonetto marrone, posto davanti al civico 9 di via Alfredo Baccarini, rione Pontelungo (Municipio VII). Ebbene, sono state scattate il 26 ottobre 2017, il 23 novembre 2017 e il 4 dicembre 2017. Dal cassonetto pende sempre lo stess sacchetto, segno inequivocabile che non viene mai svuotato. Vi assicuro che stamattina, 7 dicembre il sacchetto pendulo era ancora lì. Nulla segnala che il cassonetto “è fuori uso”.

E ora l’AMA parla di fantascientifiche “raccolte differenziate” con sacchetti con microchip o codice a barre. Basterebbe raccogliere la spazzatura nei cassonetti esistenti.

26 ottobre

 

23 novembre 2017

 

 

4 dicembre 2017

Forse l’amministrazione comunale di Roma vuole ispirarsi a Christo, l’artista che “impacchetta” ogni cosa.

Più di un mese fa la fontana posta sulla piazza comunale antistante il Ministero dell’interno fu circondata dalla rete rossa che segnala “lavori in corso”. Non ho mai visto un operaio, eppure ci passo ogni giorno.

fontana innanzi il Viminale

 

E non è l’unico esempio: quasi due mesi fa sulla centralissima via Nazionale, all’altezza dell’incrocio con via XXIV maggio, son cadute poche piccole pietre (non più di una dozzina) dal sovrastante muro di recinzione di Villa Aldobrandini. Subito la solita rete rossa, ma da allora, le pietre sono ancora lì. Operai non ne ho visti. Eppure ci passo più volte alla settimana.

via Nazionale

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