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Penso che anche chi non abita a Roma conosca l’ATAC, l’Azienda dei trasporti del Comune di Roma. Famosi sono i bus che si incendiano, i bus sovraccarichi, i bus che passano in coppia allo stesso momento e poi per un’ora te li scordi. Famoso è l’immenso buco finanziario di una azienda in cui troppi utenti viaggiano a sbafo.

Ma stavolta voglio raccontarvi una faccenda diversa, dall’esito positivo, ma – forse – inutile.

Visto che durante il primo lockdown, quello da marzo ad aprile, per due mesi praticamente nessun romano aveva usufruito dei mezzi pubblici, la Sindaca ha avuto la lodevole iniziativa di concedere una estensione di due mesi a tutti gli abbonamenti annuali Metrebus. Sembra facile, no?

Ma qui comincia l’avventura, non tragica come il clic day per il bonus biciclette e monopattini, ma meritevole comunque di essere raccontata.

Per ottenere l’estensione, seguendo le prescrizioni riportate sul sito ATAC, bisognava:

  1. Autenticarsi sul sito,
  2. Indicare il numero della tessera Metrebus (cosa non immediata, visto che esistono più tipi di tessera con diverse collocazioni del numero),
  3. Scansionare un documento di identità,
  4. effettuare l’upload della scansione del suddetto documento di identità,
  5. indicare un proprio recapito.

Dopo qualche mese mi è arrivata una Email che mi indicava le modalità per ottenere l’estensione di due mesi dell’abbonamento:

  1. recarsi presso un qualsiasi parcometro,
  2. premi il tasto “i” che attiva la visualizzazione del menu sul display
  3. sul menu verranno visualizzate 5 voci: seleziona il numero 4 della tastiera relativo alla funzione “ricarica card atac”
  4. il display ti indicherà di poggiare la card nell’alloggiamento previsto in basso a destra dove è presente la scritta “tessera atac”
  5. una volta riconosciuta la card, ti verrà indicato di attendere alcuni secondi (è importante non rimuovere la card prima del previsto)
  6. attendi il tempo necessario per il completamento dell’operazione ossia fino a quando il parcometro rilascerà la stampa della ricevuta di avvenuta attivazione del prolungamento, che dovrai conservare.

Nella Email viene precisato che la modalità “parcometri” è stata scelta onde prevenire gli affollamenti nelle normali rivendite di biglietti e abbonamenti ATAC (di solito tabaccherie) e viene indicato un video su YouTube che spiega meglio tutti i passaggi.

Devo dire che tutte le operazioni si sono svolte senza intoppi fino all’esito positivo: una striscia di carta (che devo conservare. Perché? Non sono state aggiornate le istruzioni nel microchip?) che attesta il prolungamento della durata dell’abbonamento annuale per due mesi.

Ma valeva la pena di metter su tutto questo meccanismo? La platea di beneficiari che per due mesi di lockdown non ha potuto usufruire dei mezzi ATAC corrisponde praticamente a tutti i possessori dell’abbonamento. Praticamente, sia per le contingenze, sia per la procedura ideata, l’ATAC non aveva alcuna discrezionalità nel concedere o non concedere la estensione.  Era, probabilmente più semplice estendere di due mesi tutti gli abbonamenti Metrebus e – forse – anche più economico evitando la spesa per l’attuazione e l’informatizzazione della procedura che ho descritto e che è attuabile solo da chi ha qualche esperienza di computer, scansione, upload, etc.

Insomma una cosa fatta bene ma, forse, inutile.

L’Amministrazione comunale di Roma non cessa di stupire, in peggio ovviamente.

Il Comune di Roma ha messo su un complesso sistema di segnlazione magagne, chiamato pomposamente “Roma Segnala” accessibile all’indirizzo: https://www.comune.roma.it/web/it/di-la-tua-segnala.page

Non è una pagina qualsiasi: bisogna registrarsi ed autenticarsi con SPID in modo che l’Amministrazione sia certa di chi protesta.

Il form è complesso: bisogna specificare il luogo, la data dove si è verificato il problema e proporre una completa descrizione.

Beh, penso io, è un sintomo di serietà.

Manco per sogno.

Dopo qualche giorno ti arriva una stringata Email che ti informa che “la sua segnalazione è stata chiusa in data odierna dall’Ufficio……..”.

Ma chiusa come? In che modo? Quali provvedimenti sono stati adottati? il problema denunciato è stato risolto?

Forse la segnalazione è stata chiusa in un cassetto è lì dimenticata?

Roma sempre più in basso!!!! Manica di buffoni!!!

Nemmeno un servizio serio di segnalazione riescono a fare!

Ma è possibile che la Capitale di un importante Paese europeo, per un po’ di pioggia e vento riporti un bollettino da Caporetto come l’articolo di Repubblica qui di seguito? http://roma.repubblica.it/cronaca/2018/04/09/news/maltempo_a_roma_albero_su_auto_crolli_sul_litorale-193389729

Quello che fa impressione è il numero di alberi caduti, alberi con centinaia di anni che ben altre avversità hanno sopportato. Significa quindi che è cessata la manutenzione. Che al Comune più nulla importa di questo diffuso polmone di verde.

E la caduta degli alberi è anche intenzionale. Vedete cosa succede allo inizio di via Appia Nuova, sempre a Roma. Stanno abbattendo tutti i pini secolari. Sì, sotto ci passa la Metro A, ma ci passa dal Febbraio del 1980. Son 38 anni e mai un pino aveva dato segni di cedimento. Ora, tutto ad un tratto, si devono abbattere. Sono malati, dicono gli operai, ma i tronchi tagliati non mostrano alcun segno di malattia.

Che dire, poi, delle buche? Un po’ di pioggia e via Nazionale trasformata in torrente fangoso con acqua schizzata sui poveri passanti dalle ruote delle auto.

Non sono romano, ma Roma mi.piaceva. Ora non più. Forse è tempo di andar via.

Da un paio di anni ai cassonetti blu (plastica), bianchi (carta), grigio scuro (indifferenziata) e campane verdi per il vetro , si sono aggiunti i cassonetti marroni ove i romani devono conferire, in appositi sacchetti, i rifiuti organici, ossia quelli più deperibili, quelli che fermentano subito. Si dovrebbe supporre che siano i primi in lista per lo svuotamento. Invece no. Guardate le tre fotografie che seguono: ritraggono lo stesso cassonetto marrone, posto davanti al civico 9 di via Alfredo Baccarini, rione Pontelungo (Municipio VII). Ebbene, sono state scattate il 26 ottobre 2017, il 23 novembre 2017 e il 4 dicembre 2017. Dal cassonetto pende sempre lo stess sacchetto, segno inequivocabile che non viene mai svuotato. Vi assicuro che stamattina, 7 dicembre il sacchetto pendulo era ancora lì. Nulla segnala che il cassonetto “è fuori uso”.

E ora l’AMA parla di fantascientifiche “raccolte differenziate” con sacchetti con microchip o codice a barre. Basterebbe raccogliere la spazzatura nei cassonetti esistenti.

26 ottobre

 

23 novembre 2017

 

 

4 dicembre 2017

Forse l’amministrazione comunale di Roma vuole ispirarsi a Christo, l’artista che “impacchetta” ogni cosa.

Più di un mese fa la fontana posta sulla piazza comunale antistante il Ministero dell’interno fu circondata dalla rete rossa che segnala “lavori in corso”. Non ho mai visto un operaio, eppure ci passo ogni giorno.

fontana innanzi il Viminale

 

E non è l’unico esempio: quasi due mesi fa sulla centralissima via Nazionale, all’altezza dell’incrocio con via XXIV maggio, son cadute poche piccole pietre (non più di una dozzina) dal sovrastante muro di recinzione di Villa Aldobrandini. Subito la solita rete rossa, ma da allora, le pietre sono ancora lì. Operai non ne ho visti. Eppure ci passo più volte alla settimana.

via Nazionale

Questo non è un romanzo, non è un libro. E’ solo il breve racconto di una storia di ordinaria burocrazia. Una comune storia di un cittadino alle prese non certo con una guerra dichiarata dalla “cosa pubblica”, son troppo piccolo ed insignificante perché la Pubblica amministrazione possa avercela con me; bensì alle prese con “un errore” della macchina amministrativa. Una contravvenzione regolarmente pagata e una richiesta di pagarla di nuovo. Sarebbe facile dire: “L’ho già pagata!”. Non è così, i meccanismi burocratici sono perversi, la strada è tortuosa, specialmente quando chi fa lo sbaglio è sordo e chi provvede alla riscossione, Equitalia, non ha la facoltà di annullare una richiesta palesemente errata.
In questo breve racconto vi intratterrò sulle peripezie di un cittadino che non vuole darsi per vinto, non vuole darla vinta alla burocrazia, vi darò qualche utile suggerimento su come comportarsi se vi doveste trovare in casi analoghi, vi racconterò che esistono enti di tutela che funzionano e vi racconterò come son riuscito a farmi restituire i soldi indebitamente pagati.
Sperando che la storia sia finita qui.

Il libretto è in vendita su Amazon.it a 0,99 euro a questo indirizzo: http://www.amazon.it/dp/B01AB13WLQ

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