Oggi propongo un quiz:
Cosa è? Per aiutarvi: è una cosa piccolissima ma contiene un mondo intero
Da qualche anno, ormai, pare per decisione governativa (Ministero dei Trasporti), la scritta luminosa sui pannelli che delimitano le ZTL, le zone a traffico limitato dei centri storici sono cambiate. Invece dell’inequivocabile “Varco Aperto”, in un intuitivo colore verde che indica in tutti i continenti via libera, e “Varco Chiuso” in rosso, il colore internazionale del divieto, da qualche tempo si legge “Varco Attivo” o “Varco Non Attivo”, in un neutro colore bianco. Niente di più ambiguo, nonché una trappola per gli automobilisti, come hanno sempre denunciato associazioni e comitati di cittadini, non ultimi i visitatori delle città turistiche.
Domanda test: si può passare quando il varco (cioè l’apertura, il passaggio disagevole, come dice il dizionario) è attivo (cioè funzionante, come dice sempre il vocabolario) o non-attivo? Se si dà il loro senso alle parole “varco attivo” può essere tradotto, secondo i dizionari della lingua italiana in “passaggio, apertura funzionante”. Quindi si dovrebbe poter passare. Molto semplice e intuitivo. Invece no. Si può passare quando il varco non è attivo, perché per “varco” dal ministero intendono il sistema di sorveglianza contro gli ingressi abusivi, inventandosi un significato proprio non previsto dalla lingua italiana. Quindi se il sistema di sorveglianza, chiamato “varco” dal funzionario che ha avuto la brillante idea è funzionante, vuol dire che è chiuso.
In qualsiasi altro ufficio, invece, la scritta “sportello non attivo” naturalmente significa chelo sportello è chiuso.
Secondo voi vi porranno mai rimedio?
E’ quasi una tradizione, ormai. A ferragosto vado a fotografare i turisti a piazza Navona. Sì, loro fotografano Roma e io fotografo loro. E’ divertente e quasi irreale. Tanti turisti e pochissimi romani.
L’anno scorso mi aveva affascinato una binda ragazza, probabilmente slava che suonava la fisarmonica. Il cappello davanti a lei raccoglieva gli spiccioli dei turisti. Più che la sua maestria nello strumento (usava una ricca base preregistrata) prendeva l’attenzione il suo modo sognante di muoversi accompagnando lo strumento con tutto il corpo, tutt’una con la musica. La fotografai e la postai su questo blog. Eccola qui, comunque:
Non l’ho più vista nei miei giri a Piazza Navona. Finché, ieri, di nuovo ferragosto, eccola di nuovo, a suonare, rapita, il suo strumento:
Arrivederci a ferragosto 2016!
Nelle calde giornate estive spesso ci si abbandona ai ricordi delle vacanze trascorse anni ed anni fa, ai viaggi compiuti, alle persone incontrate, chiedendosi dove e come siano ora.
Ieri ricordavo con amici un viaggio in Nepal del 2001, il mio primo viaggio nella regione indiana. Un viaggio facile nelle verdi vallate nepalesi. Tante le persone incontrate. Mi sono rimaste impresse nella memoria queste due ragazzine:
Le incontrammo su un sentiero stretto e ripido, in salita. Giovanissime, ognuna portava, fissata con una fascia sulla fronte, una pesante gerla piena di mattoni e di contenitori metallici di acqua. Un bel peso per la fronte e la schiena di due bambine; eppure andavano su spedite, con i piedini infilati in semplici infradito. Ci fermammo a chiacchierare quanto ci consentì il limitato inglese delle ragazzine. Ci spiegarono che stavano portando il materiale per costruire una casa ad una quota superiore, vicina ai pascoli estivi in modo da dare un riparo ai genitori che accudivano le bestie, dormendo in una tenda.
Son passati quasi 15 anni. Mi sorprendo a pensare come saranno ora. Certamente cresciute, con figli e famiglia. Magari nell’agosto nepalese a badare alle bestie dormendo nella caa di mattoni che hanno contribuito a costruire.
Eh, sì, la vita scorre…..
Fra i teenager innnamorati è d’uso assicurare lucchetti alle catene per strada come simbolo della saldezza e solidità del loro amore e della serietà del loro sentimento. A Roma il luogo simbolo è Ponte Milvio.
I negozi di ferramenta dove procurarsi i lucchetti sono abbastanza diffusi. Ma di domenica come si fa se l’impellente voglia di dimostrare il reciproco amore e la sua solidità non possono aspettare il giorno seguente? Niente paura! L’intraprendenza degli immigrati sopperisce anche a questo. A ponte Milvio, oltre gli attrezzi per i selfie si vendono anche i lucchetti….
L’amore solido, dicevamo. Pegno di un amore indissolubile e senza fine, consapevole e ricambiato? No, no esageriamo. La scritta qui sotto è eloquente. Il lucchetto si mette anche se “Ti amo per sbaglio!””:
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