Archivio degli articoli con tag: avventura

Si comincia. L’entusiasmo è a mille. Il Cammino di Santiago, tante volte sognato, atteso, voluto, è qui. Davanti a me. Scendo di corsa a Hundaye dal treno preso a Lourdes. Piove, non la sento neppure, infilo a stento coprizaino arancione (beh, sarò più visibile) e parto a passo svelto. Ma per dove? Sono ancora in Francia. Dove è Irun? Di là, mi dicono. Quasi corro. Non guardo neppure se cu sono altri pellegrini, non guardo la città. Irun, Irun, porta del Cammino. Dove sei? Cammino per poco più di un chilometro, sempre in un contesto urbano. Palazzi sparsi senza soluzione di continuità.
Non noto nulla, preso come sono dalla euforia. Poi, poi due targhe contrapposte sul marciapiede. Su una “Francia”, sull’altra “Spagna”. Così minimalista che quasi non mi accorgo. W Schengen, l’Unione Europea che non ti fa pagare il roaming del telefonino. Siamo un popolo solo.
Non so perché, forse intimorito da possibili ritardi, dall’aereo, dai confini, dalla volontà di cominciare il cammino di buon mattino, ho prenotato un B&B a Irun, senz’altro inutile ma mi consente di assaporare pian piano la nuova avventura.
Il 13 agosto mi fermo nella Pension Bowling e – non avendo altro da fare – esploro questo primo sito spagnolo, lindo e pulito, un occhio particolare alle frecce gialle in campo blu decorate con una conchiglia di capesante: saranno la mia guida e la mia compagnia per oltre 20 giorni. Fremo, vado a letto per accelerare i tempi, non vedo l’ora e, il mattino dopo, l’ora arriva.
Alle 7, quasi ancora buio, si parte.
Che l’avventura abbia inizio

Una volta c’era il viaggiatore, ora c’è il turista. Il viaggiatore si accontentava di vedere poche cose in un tempo lungo. Ora il turista deve percorrere dieci Stati in dieci giorni; magari non gustandoli neppure, tanto li vedrà dopo nelle foto scattate.

Ed anche i mezzi di trasporto si adeguano. Anni fa i rari visitatori erano condotti nelle Gole di Todra, in Marocco, a cavallo di un docile asinello, uno per uno, lentamente, per non affaticarli e per non farli bagnare nel fiume.

Oggi no. I viaggiatori devon correre, perchè nello stesso giorno devon “vedere” anche Ouarzazate o le Gole di Dadès .

Niente asinello, bensì potente fuoristrada… e di corsa.

Purtroppo, quando i due mondi si incontrano, come al solito, è il più antico ad avere la peggio.

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