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Dovevo e volevo tornare a Santillana del mar. È sul Cammino, non potevo mancarla.
C’ero stato oltre trenta anni fa, casualmente, per turismo durante un viaggio in auto che, per il gran caldo, si trasformò in un giro alla ventura.
Ricordo la ingenuità di voler visitare le grotte di Altamira, primo esempio di “arte” umana, senza sapere che le prenotazioni per quell’agosto risalivano a quattro anni prima. Solo pochissimi fortunati per non rovinare il microclima che ha permesso la conservazione delle pitture. Per gli altri c’è la perfetta riproduzione della grotta, precisa in ogni particolare.
Ricordo un borgo medioevale, pressoché deserto, già allora un po’ finto, ma grazioso, con qualche negozietto che esponeva la insegna “bitzcocho y leche” ossia un bicchiere di latte delle mucche delle fattorie circostanti in cui potevi intingere una fetta di quello che noi chiamiamo pan di spagna.
Insomma un posto piacevole.
Arriva presto, mi dicono. C’è meno gente.
Alle 9.00 sono già nella piazza maggiore. Vero, quasi nessun turista, ma tante auto e tanti furgoni che riforniscono le decine e decine di bar e ristoranti che son sorti nel minuscolo paese.
Non si può fotografare un lavatoio del ‘600 con un furgone bianco e giallo dietro. Gironzolo, ma il giro completo del paese richiede circa 15 minuti. Passa il tempo e cominciano ad aprire i negozietti di chincaglierie e souvenir.
Quella che era una austera casa di pietra si trasforma in una parete piena di T-shirt e ammennicoli vari per richiamare il turista.
Sì le case in severa pietra a vista son sempre le stesse, lo acciottolato nella stessa pietra pure.
I balconi e le finestre sono adornati da tanti fiori che nemmeno in Alto Adige… ma il disgusto per questa finzione rimane come rimane lo interrogativo di cosa attragga, ora, il turista.
Non so se le avete mai viste, ma mi balzano alla memoria le immagini delle sceneggiate americane sulla bibbia nei parchi a tema USA.

Finalmente, verso le 10.30, i furgoni e le auto vanno via e riesco a fotografare le case nella loro panorama originario, stando ben attento a non includere i souvenir esposti.
Ma la pace dura pochissimo.
Arrivano i pullman che scaricano dozzine e dozzine di turisti organizzati in comitiva tutti con auricolare e guida con microfono e ombrellino.
Basta, è troppo, vado via.

Londra è una città conservatrice, gelosa delle proprie glorie. Ma ha la capacità di rinnovarsi continuamente, non solo grattacieli di archistar, ma anche creando scenari che fanno a cazzotti con le classiche vedute del suo centro storico.

Prendiamo il Tamigi, il Parlamento, il Big Ben. Simboli dell’antico impero. Cosa fanno i londinesi? Ci costruiscono, di frone una gigantesca ruota panoramica che, per circa 27 euro, ti porta a 135 metri d’altezza a rimirar dall’alto proprio i simboli del glorioso impero. E i turisti fanno la fila per andarci. Tanto che i furbi britannici emettono, per circa 40 euro , il biglietto che ti fa saltare la fila. Resta da vedere cosa succede se tutti prendono questo tipo di biglietto.

London eye

London eye

Beh, Salerno non ha voluto esser da meno. E, in concomitanza con la manifestazione natalizia “luci d’artista“, proprio sul mare, ha montato una grande ruota panoramica. Certo non sono i 135 metri di Lonfra, ma solo 55 metri d’altezza, ma non 9 euro puoi ammirare la città da una prospettiva diversa: dall’alto. Ci son salito un po’ di malavoglia, ma l’effetto non è stato malvagio.

Giudicate voi:

Ruota panoramica a Salerno

Ruota panoramica a Salerno

Tanti turisti a Roma quest’anno. Tanti, tanti gruppi, con il capogruppo che parla nel microfono illustrando le bellezze della capitale e i turisti che lo seguono affranti ascoltando nelle cuffiette del ricevitore che portano al collo, spesso senza capire realmente dove sono.

Ma questi, evidentemente, si sono persi il capogruppo e cercano sulla cartina di comprendere dove sono e quale sia la strada giusta. Il più giovane non pare troppo interessato alla faccenda.

Dove siamo?

Dove siamo?

Roma, giorno di Ferragosto. Luoghi celebri, Pantheon, Piazza Navona, turisti, bimbi che bevono dal Nasone, ritratti in piazza:

Ritratti in Piazza Navona

bimbo al nasone

 

Turiste orientali

 

 

 

Roma è una città piena di turisti, da sempre. Il turista è sempre stato considerato una persona “ricca”, sia perché è in grado di muoversi per diletto, sia perché di mente aperta a conoscee nuove realtà.

Eravamo abituati a vedere turisti americani, francesi, tedeschi, spagnoli ma, col tempo, i Paesi da dove provengono i turisti cambiano. cittadini di altri  Paesi, con usi e costumi diversi dai nostri, hanno ora la possibilità di visitare il nostro. Ed in alcuni luoghi possono rappresentare la maggioranza.

Nella foto qui sotto, è evidente la sorpresa dell’unica ragazza “occidentale”:

Una volta c’era il viaggiatore, ora c’è il turista. Il viaggiatore si accontentava di vedere poche cose in un tempo lungo. Ora il turista deve percorrere dieci Stati in dieci giorni; magari non gustandoli neppure, tanto li vedrà dopo nelle foto scattate.

Ed anche i mezzi di trasporto si adeguano. Anni fa i rari visitatori erano condotti nelle Gole di Todra, in Marocco, a cavallo di un docile asinello, uno per uno, lentamente, per non affaticarli e per non farli bagnare nel fiume.

Oggi no. I viaggiatori devon correre, perchè nello stesso giorno devon “vedere” anche Ouarzazate o le Gole di Dadès .

Niente asinello, bensì potente fuoristrada… e di corsa.

Purtroppo, quando i due mondi si incontrano, come al solito, è il più antico ad avere la peggio.

Due mondi al guado

strange behaviors

Cool doings from the natural and human worlds

Traveholics

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KING SPEAK

Thinking aloud

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Fashion enthusiast,Music addicted,tireless Traveler,Arts lover

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Steve's body of work spans conflicts, vanishing cultures, ancient traditions and contemporary culture alike - yet always retains the human element. www.stevemccurry.com

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