Archivio degli articoli con tag: Carretera

La notte nel dormitorio è passata tranquilla, anzi… Per quanto possa aver sentito quando ero sveglio, gli altri sette nani, Ops, gli altri sette nasi di son messi d’accordo e, forse seguendo un invisibile direttore di orchestra, hanno iniziato un concerto non sgraziato, ma alquanto armonico, quasi da cullare il sonno.
Mi spiace ieri sera non aver fatto grande comunella con gli altri, ma svedesi e tedeschi se ne sono andati per fatti loro. Gli altri, tranne un velo che parlava solo la sua lingua, erano solo spagnoli che parlavano a tavoletta incuranti dell’italiano che capiva poco la lingua di Cervantes.
Alle sei, odo l’attempato svedese che di alza. Mi alzo anche io. Lo zaino quasi fatto, giro nel bagno, alle sei e quaranta, buio pesto, esco dal cancello insieme ad un giovane spagnolo che nei trecento metri illuminati del paese, mi sopravanza di duecento. Lo vedo fermo: l’illuminazione pubblica è finita, io Cammino scende per uno scivoloso ripido buio sentiero erboso. Io ho la torcia frontale, lui no. Mi cede il passo. Illumino il Cammino fino alla solita Carretera, ma qui mi fermo perché, udite udite, di domenica, intorno alle sette e trenta, c’è un bar aperto. Colazione si impone.
E poi riprende il Cammino, monotono sulla Carretera. Invero ogni tanto una freccia gialla segnala un sentiero sulla destra che si inerpica sulle colline sulla destra della Carretera, ma dopo un paio di chilometri vedo un sentiero che scende sulla Carretera con il solito cartello di “Attenzione, congiunzione con strada con traffico di autoveicoli” tipico del Cammino quando fa percorso comune con strada.
Chiedo ad un pellegrino che scende da uno di questi sentieri cosa abbia visto; mi risponde con un gesto che indica dolore alle estremità inferiori.
Mi dispiace aver perso i “bufones” sorta di cascate di acqua all’incontrario provocate dalla marea che si infila con forza nelle fessure delle rocce, ma la deviazione era non breve e non avevo idea dell’orario delle maree.
L’unica emozione paesaggistica me la dà Google Maps al quale mi ero affidato per il tratto lungo la Carretera che, nei pressi della marina di Poó, la mia metà, corre abbastanza distante dalla costa.
Fedele al suo motto “la strada più breve è la migliore”, ad un certo punto mi fa svoltare su una strada più piccola che in breve diventa sterrata, poi viottolo terroso in mezzo al bosco, fitto come quello di Biancaneve o di Cappuccetto Rosso. No, il lupo non l’ho trovato, ma la freccia di Google Maps andava sicura e mi ha fatto tagliare la distanza fra la Carretera e il mare a 90 gradi forse nell’unico tratto pianeggiante. Mi domando quale mostruoso database debba avere Google per considerare anche questi viottoli che domani ditetri anche a chiamare tali.
Sempre qualche sottile goccia di pioggia che non dà fastidio e, con il sole, verso le 14 arrivo a Poó.
Ho prenotato due notti (un po’ di riposo ci vuole) all’international hotel, in camerate da quattro. Per ora siamo in due, poi chissà.
Esco, vado sulla spiaggia, quasi una conca separata dall’oceano da un fiordo. Bar e ristoranti affollatissimi. Riesco a mangiare un piatto di mariscos. Torno in stanza, doccia e riposino a scrivere queste righe.
Ma…ma dovrei prendere una decisione.
Il Cammino da queste parti non mi piace granché.
Da martedì è prevista una ondata di maltempo con pioggia continua e abbondante. Camminare ore sotto l’acqua non è piacevole. Poi arriveranno i monti e lo zaino è un po’ pesante e, se il maltempo dura, la vedo male.
Devo decidere qualcosa. Ci penso domani. L’albegue è carino e pulito, ma non solo non ha il Wi-Fi, ma nella piccola camerata da quattro che occupo non prende proprio la rete.
Ora dormo un po’.

Il Cammino sulla Carretera
La playa de Poó
La mia stanza nel dormitorio di oggi

La hospitalera della Loma Bonita è proprio gentile. Mi aveva chiesto a che ora uscivo perché potessi ridarle la chiave. Forse non si fidava a che la lasciassi nella toppa. Le avevo detto che sarei partito alle 7.00 ma, in verità, visto che era buio pesto e, da naso fuori la finestra, anche molto umido e freddino, sono uscito alle 7.20. La signora era lì, ferma, che mi aspettava.
E mi ha indicato una scorciatoia che, come l’ipotenusa rispetto alla somma dei cateti, mi ha fatto risparmiare un bel po’ di tempo e di strada.
Ecco, la strada, la Carretera. Brutta tappa quella di oggi, da Comillas a Colombres, praticamente tutta sul ciglio di una strada con le auto che ti passano vicino.
Gli arabeschi alternativi proposti dalla guida sono una strada alta un po’ più vicina al mare nel parco di Oyambre o  soliti pascoli con mucche e vitelli. Lo scotto da pagare è sempre il 20% in più di strada.
Dalla Carretera, specialmente vicino San Vicente de la Barquera si cammina ammirando le vette dei Picos di Europa.
Molto carina San Vicente, collocata su un colle alla confluenza di due fiumi. Per accedere al paese bisogna passare di un lunghissimo ponte di una laguna che ricorda il ponte della libertà fra Mestre e Venezia.
Molti negozi, ristoranti e bar pieni di gente che di diverte.
Poco dopo San Vicente vedo assembramento e mola Guardia Civil in moto o in auto. Chiedo: deve passare la Vuelta. Mi fermo aspetto e applauso anche io al gruppo compatto.
Mi chiedo come possano fare un centinaio di persone a correre in gruppo compattissimo a quasi 60km orari senza urtarsi e senza cadere.
Il sole è caldo, una Coca Cola fa riprendere i sensi , arrivo a Unquera, altro posto carino di villeggiatura marittima, passo un ponte, lascio la Cantabria ed entro in Asturie.
Subito dopo il ponte una stradina lastricata stretta, in forte pendenza, salire, sempre salire sotto il sole affinché ti siano rimessi i peccati, mi porta all’albergo juvenil Cuntu di Colombres (12 euro in camerate da 8. Discreto. L’acqua calda e il giardino ci sono e c’è pure il Wi-Fi, ma non funziona. In camerata per ora, oltre me, una coppia di giovani che mi sembrano tedeschi e una attempata coppia di svedesi.
Vedremo chi russa più forte.

Ah, lo sapevate che il Pan di Spagna in Spagna si chiama Sobaos?

Il Cammino sulla Carretera
San Vicente de la Barquera
Dormitorio nell’Albergue juvenil di Colombres

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