Archivio degli articoli con tag: pieni poteri

Voi tutti conoscete Matteo Salvini, Leader della Lega, senatore, ex-ministro dell’interno, che ha fatto dei social il suo megafono, dispensando fendenti a destra e a manca.

Un personaggio pubblico, insomma. E un personaggio pubblico che usa i social in questo modo non può non aspettarsi, sui social, qualche critica, anche severa.

Io uso i social sempre con il mio nome e cognome e certo a Salvini (che non ho mai conosciuto né visto), come ad altri personaggi pubblici, critiche non le ho risparmiate. Mai scendendo al suo livello, mai un insulto.

Eppure Salvini mi ha bloccato su Twitter. Badate bene, non sono stato bloccato da Twitter per violazione delle sue regole [violenza, nudo, incitazione all’odio, ingiuria, etc.], sono stato bloccato proprio da Salvini o da chi gestisce il suo profilo su Twitter (@Matteosalvinimi). E’ un suo diritto, non posso negarglielo, come nego che i miei tweet [sono pubblici, potete controllare sul mio profilo] possano aver violato le regole di Twitter che, infatti, non mi ha bloccato.

E’ Salvini che non vuole che io possa criticarlo sul suo account. Forse che il potente Salvini abbia paura di qualche critica di un anziano pensionato?

Esser bloccato da Salvini su Twitter non è certo una cosa che mi toglierà il sonno.

Ma mi fa riflettere. Un uomo politico che non accetta le critiche, bloccando chi le propone, cosa sarà capace di fare ai suoi avversari se e quando otterrà di tornare al Governo? Vorrà davvero i “pieni poteri”? Manderà gli avversari al confino o li sommergerà sotto il fango della sua “bestia”, la macchina di propaganda capitanata da Luca Morisi (@lumorisi)?

Sono segni forti questi, segni che fanno riflettere.

Riflettiamoci e ricordiamoci di questi segni quando apporremo, prima o poi, il nostro segno sulla scheda elettorale.

P.S. Pare che chi gestisce l’account #Twitter di Salvini abbia bloccato oltre 30.000 persone. Molto suscettibile il leader della Lega.

Oggi Salvini, dopo che ieri sera a Pescara aveva invocato dal suo popolo “i pieni poteri”, ha presentato al Senato una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Già è strano che un membro del Governo presenti una mozione di sfiducia al proprio Presidente (che, se approvata, travolge tutto il Governo quindi, masochisticamente, anche sé stesso), ma lo scopo qual è?

Probabilmente, visto che Conte non intende dimettersi senza “parlamentizzare” la crisi, ossia senza un ritiro esplicito della fiducia che il Parlamento gli diede il 5 e 6 giugno 2018, Salvini intende impegnare il Parlamento a tale revoca.

Quasi sicuramente ci riuscirà, visto che, sommando i voti dei suoi senatori con quelli dell’opposizione che ha sempre chiesto le dimissioni del Governo, i numeri ce li ha.

Ma questo lo leggete sui giornali.

Vorrei solo attirare la vostra attenzione su alcuni aspetti fin ora trascurati.

Le c.d. opposizioni fin ora hanno sempre votato contro il Governo, non contro Conte. In particolare il PD (51 senatori) e alcuni del Misto (15 senatori) a Questi numeri bisogna ovviamente aggiungere i 107 senatori del Movimento Cinquestelle.

Giuseppe Conte ha un alto grado di popolarità e fiducia, (58%) ben superiore a quello del più strutturato Salvini (54%) e del più sprovveduto Di Maio (34%). Insomma, il Carneade Conte, pian piano, si è conquistato un posto rilevante, oserei dire bipartisan, nella fiducia degli italiani.

Un altro fatto da considerare è la comprensibile voglia dei parlamentari di non andare a casa. Con la previsione di una mezza rivoluzione, solo i parlamentari leghisti sarebbero abbastanza sicuri di una loro rielezione. Non penso proprio che i senatori voteranno a cuor leggero una sfiducia che aprirebbe le porte alle elezioni e al loro addio al Parlamento.

Bisogna considerare anche la situazione di due ex-grandi partiti, il PD e Forza Italia che, ad onta delle bellicose dichiarazioni dei leader, certo non sono pronti ad una campagna elettorale, dilaniati l’uno da una scissione in fieri, l’altro da una scissione conclamata: per ambedue i partiti le elezioni anticipate saranno un tragico appuntamento.

Berlusconi è poi così sicuro che Salvini lo vorrà come partner di Governo?

Che dire dei Cinquestelle? Sanno perfettamente che un passaggio elettorale sarà un taglio pesantissimo alla loro compagine parlamentare.

Analogo discorso si può fare per le schegge della sinistra che i sondaggi condannano senza appello ad un risultato inferiore alla soglia di sbarramento.

Salvini comincia a fare paura con le sue dichiarazioni razziste e fomentatrici d’odio, per i suoi comportamenti che ricordano ormai troppo da vicino quelli di un leader della prima metà del secolo scorso, per i suoi programmi anti europei e anti euro, per i suoi “supposti” amici di Visegrad. Dico supposti perché mai gli hanno dato una mano.

Beh, avrete capito dove voglio andare a parare: visto che il Governo giallo verde non c’è più, potrebbe essere possibile una “santa alleanza” contro Salvini. I numeri ci sarebbero.

Risultato: un Conte-bis, sostenuto dai volenterosi che avrebbe una vita molto lunga, visto che se il 9 settembre viene approvata definitivamente la legge costituzionale sul taglio dei parlamentari (clicca qui per saperne di più) di elezioni, complice il possibile referendum confermativo, prima del 20 agosto 2020, non se ne potrà parlare e, fino ad allora….. è come buttare il pallone in tribuna.

Qui sotto i numeri dei gruppi parlamentari di Senato e Camera: divertitevi a fare un po’ di conti.

Ah, intanto lo Spread vola: alle 12.30 del 9 agosto è balzato a 238 punti, 25 in più di ieri sera e stasera attendiamo il giudizio dell’agenzia di rating FITCH. La  Borsa è a -2,38%

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