Archivio degli articoli con tag: Rajasthan

Tutti conosciamo il motofurgone APE. E’ il primo gradino per i trasporto di cose. Talmente comune per la sua agilità anche fra i vicoli più tortuosi è divetato anche una unità di misura. “Portami un APE di legna!”.

Serve per tutto, per trasportare tutto. E’ particolarmente ancora attivo in India ove serve dappertutto come minibus di gruppo:

minibus di gruppo in India

minibus di gruppo in India

 

O come taxi, con tanto di tassametro:

Tuk tuk con tassametro

Tuk tuk con tassametro

Si chiama familiarmente tuk-tuk, forse dal rumore del motore (quello della vespa) al minimo.

Ma anche in Italia non scherziamo.

Ammirate questo tuk-tuk a Campo de’fiori a Roma. Dubito che possa esser messo in moto,ma la sua figura come contenitore di merce la fa:

Campo de' fiori

Campo de’ fiori

Quest’anno, a settembre, sono stato in India, in Rajasthan.

Non voglio perdere i ricordi e le emozioni che mi regala ogni viaggio. Prendo caotici appunti che rimarrebbero chiusi in un taccuino se, al ritorno, non sfruttassi il poco tempo libero che mi lascia il lavoro per ripensarci, per riflettere sulle fotografie scattate, per elaborare il ricordo.
Cerco di metter giù un racconto organico e plausibile per condividere soprattutto le emozioni e, perché no, fornire qualche utile indicazione a chi vorrà ripercorrere quei luoghi.
Non è certo una guida per il turista. Per quello ci sono edizioni specializzate e molto più complete. E’ un racconto di viaggio. Racconto i luoghi, le emozioni, la gente incontrata, le curiosità apprese, i disagi e le gioie provate.
Stavolta è un viaggio semplice, nello Stato del Rajasthan, nell’India dei turbanti, dei sari, dei gran mustacchi e dei Marajà; l’India splendida, dai colori rutilanti. Da Udaipur a Jaipur a Delhi, passando per luoghi meno conosciuti ma non meno affascinanti come Bundi, Chittaurgargh, Nagda, Eklingji, Galta.
L’ho intitolato “Rajasthan per ansiosi” perché sono un ansioso. Devo padroneggiare la logistica, le cose da portare, gli alberghi, i trasferimenti. Tutto per poi godermi in pace i luoghi e le persone.
Per questo ho dedicato un’ampia sezione ai bagagli, ai voli, ai trasporti, agli alberghi e ai ristoranti, arricchendo il racconto con molti hyperlink ai luoghi, soggetti, oggetti descritti per permettere a chi legge da un tablet o da un computer di visualizzare pagine esterne attinenti ai luoghi senza perder tempo a cercarli.
Chi lo legge potrà ripercorrere il mio viaggio del settembre 2013 e confrontarne i ricordi se ha già visto quei magici luoghi.
Se vorrà visitare il Rajasthan, potrà farlo più ricco di sensazioni ed esperienza.

L’ho pubblicato su Amazon, in formato Ebook, raggiungibile da qui:

http://www.amazon.it/Rajasthan-ansiosi-Sergio-Ferraiolo-ebook/dp/B00GEFICMS/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1383586914&sr=8-1&keywords=rajasthan+per+ansiosi

Per leggerlo non è necessario avere un Kindle, basta scaricare gratis, l’App Kindle per PC, Taablet, iPad, smartphon e simili da qui:

http://www.amazon.it/gp/feature.html/ref=sv_kinc_1?ie=UTF8&docId=1000576423

Questa è la copertina:

Rajasthan Copertina

Rajasthan per ansiosi

Se lo leggete, mi farà piacere conoscere che ne pensate.

Non è possibile resistere al richiamo del venditore…

Samosa fritte

Samosa fritte

Un po’ di foto sul Rajasthan fresche fresche, di un mese fa

http://www.sergioferraiolo.it/fotografie/Rajasthan%202013/index.html

Bello! ve lo consiglio

io

io

Nagda, Rajasthan, India. Una decina di templi, tutti con la particolarità di esser finemente decorati all’esterno, come il più famoso sito di Khajuraho di “fumetti” di circa 30 cm. di altezza per quaranta cm. di base con altorilievi raffiguranti per lo più posizioni erotiche in tutti le salse e per tutti i gusti. Probabilmente, questi templi gianisti rispecchiano la tradizione tantrica, secondo la quale la soddisfazione dei desideri terreni è un passo verso il nirvana. Devo dire che la tradizione indiana del Kamasutra supera di molto la fantasia dei maschietti e delle femminucce occidentali.

Temli di Nagda

Temli di Nagda

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