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Memoria corta. Un difetto di noi italiani.
Leggo tanti post che assimilano il Governo Draghi al Governo Monti, bollando ambedue di essere figli dei poteri forti, della Troika UE e dei Paesi nordici, Germania in testa.
Memoria corta.
Non parlo di Monti, acqua passata.
Ma pochi hanno ricordato la genesi della famosa frase di Draghi del 2012 “whatever it takes”. L’allora Capo della BCE fu ferocemente attaccato dal Fondo monetario internazionale e dall’UE, con in testa la Germania con il suo ministro delle Finanze Shauble, per la sua politica di sostegno ai titoli di stato dei Paesi in crisi. Secondo “quei poteri forti” (quelli sì) la BCE non aveva titolo per intervenire nelle economie degli Stati membri.
Draghi andò avanti, sfidando anche la Corte di Giustizia europea, gli Stati nordici, difendendo a spada tratta la sua politica di sostegno fino alle estreme conseguenze, whatever it takes, appunto. e dal giorno dopo la speculazione che stava dissanguando l’Italia cessò.
Questo basterebbe a sfatare i falsi miti dei poteri forti padrini di Draghi.
A meno che vogliamo continuare ad essere governati dai Toninelli o Bonafede oppure passare all’antieuropeista (e ora no vax) Salvini o alla fascista Meloni.
Per me la scelta é facile.

Sono molto preoccupato per una frase che sta tornando di moda: io sono eletto dal popolo e, quindi, sono superiore a qualsiasi carica non elettiva.

La mia memoria di vecchietto va a Craxi e Berlusconi che, pure, adottavano una tattica simile.

Salvini, come eletto dal popolo, diffida i magistrati, non eletti, ad indagare su di lui. Di Maio, di fronte ai warning delle agenzie di rating, pomposamente afferma che lui, fra le agenzie di rating e gli italiani, sta con gli italiani che lo hanno eletto; Maurizio Belpietro – a Otto e mezzo  del 13 settembre scorso – giudica offensivo il richiamo di Draghi, non eletto, al Governo italiano, eletto dal popolo. E, ancora, L’Europa non può giudicare le Nazioni, a proposito del voto del Parlamento europeo sull’operato del Governo Orban.

Se io sono eletto e ho il consenso – questo è il senso – sono al di sopra delle regole e posso fare quello che voglio.

Ragionamento molto pericoloso perché ci sono regole poste proprio affinché chi ha il potere non infranga le regole del gioco democratico. E queste regole sono state poste non da terzi, ma dagli stessi attori della democrazia, in atti o Trattati di rango superiore come la Costituzione.

Bene ha fatto Mattarella a ricordare che è stata la Costituzione a volere che i magistrati non siano eletti, proprio per non essere costretti a promettere o schierarsi in competizioni elettorali.

I Capi di Stato e di Governo, loro eletti e rappresentanti del popolo, sottoscrissero il Trattato dell’Unione europea che stabilisce le modalità di nomina del Presidente della Banca Centrale europea e i suoi compiti, compiti che oggi Mario Draghi ha esercitato richiamando l’Italia all’osservanza delle regole imposte da quel Trattato liberamente sottoscritto e accettato.

Lo stesso Trattato con le sue regole che l’Ungheria ha accettato quando, per sua richiesta ha voluto entrare nell’Unione europea. Ben ha fatto, quindi, il Parlamento europeo, organo anch’esso eletto direttamente dal popolo europeo, a stigmatizzare il distacco del governo di Orban da quelle regole.

Se entri nel gioco politico democratico devi accettarne le regole, se non le rispetti, entri nella pericolosa deriva che porta forse alla democratura, forse alla dittatura e, certamente, non potrai pretendere il rispetto degli altri partner che con tali regole ancora giocano.

Gli esponenti di spicco di questo Governo, poi, pretendono la sudditanza in nome della loro elezione da parte del “popolo sovrano”. Ma – forse – non considerano una cosa, una cosa importantissima. Salvini e Di Maio sono stati eletti sì, ma sono stati eletti come parlamentari al pari di Brunetta, di Renzi, della Bonino, della Gelmini. Nessun elettore ha dato loro l’investitura per governare così come lo stanno facendo. anzi, a voler essere onesti l’elettore leghista ha dato il suo consenso a Salvini perché mai governasse con Di Maio. L’elettore cinquestelle ha dato il suo consenso a Di Maio perché mai governasse con Salvini. L’attuale Governo ha dunque tradito gli elettori che hanno votato i singoli parlamentari e si regge su un programma ben diverso da quello presentato agli elettri PRIMA delle elezioni ed, in molte parti, con esso contrastante.

PRIMA delle elezioni i cinquestelle tuonavano contro la flat tax e i leghisti contro il reddito di cittadinanza.

Forse proprio loro non dovrebbero parlare di legittimazione popolare.

sergioferraiolo

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