Archivio degli articoli con tag: Fondo Monetario Internazionale

Memoria corta. Un difetto di noi italiani.
Leggo tanti post che assimilano il Governo Draghi al Governo Monti, bollando ambedue di essere figli dei poteri forti, della Troika UE e dei Paesi nordici, Germania in testa.
Memoria corta.
Non parlo di Monti, acqua passata.
Ma pochi hanno ricordato la genesi della famosa frase di Draghi del 2012 “whatever it takes”. L’allora Capo della BCE fu ferocemente attaccato dal Fondo monetario internazionale e dall’UE, con in testa la Germania con il suo ministro delle Finanze Shauble, per la sua politica di sostegno ai titoli di stato dei Paesi in crisi. Secondo “quei poteri forti” (quelli sì) la BCE non aveva titolo per intervenire nelle economie degli Stati membri.
Draghi andò avanti, sfidando anche la Corte di Giustizia europea, gli Stati nordici, difendendo a spada tratta la sua politica di sostegno fino alle estreme conseguenze, whatever it takes, appunto. e dal giorno dopo la speculazione che stava dissanguando l’Italia cessò.
Questo basterebbe a sfatare i falsi miti dei poteri forti padrini di Draghi.
A meno che vogliamo continuare ad essere governati dai Toninelli o Bonafede oppure passare all’antieuropeista (e ora no vax) Salvini o alla fascista Meloni.
Per me la scelta é facile.

Oggi pomeriggio il braccio di ferro fra il nascente Governo 5stelle/Lega e il Presidente della Repubblica ha tenuto banco fin quasi a far temere ombre sulla nascita stessa del nuovo Governo.

Ci si chiede perché Mattarella, di fronte al muro compatto Salvini-Di Maio, voglia tenere il punto sull’inclusione o meno di Paolo Savona nella compagine ministeriale. Se pure le perplessità di fronte alla scelta del Presidente del Consiglio incaricato son state superate di fronte al persistere della volontà dei sostenitori del Governo nascente, perché il Colle persiste nel negare a Paolo Savona la dignità inferiore di ministro del Tesoro?

Le ragioni delle perplessità son note. Paolo Savona, una volta ministro del Governo  europeista Ciampi, è approdato a posizioni decisamente euroscettiche e anti euro, come testimonia anche il suo libro in uscita fra poco e di cui sono state rese note le bozze.

La sola possibilità della sua nomina ha fatto crollare la Borsa (-4,7% nell’ultima settimana) e fatto salire lo spread a +216%.  L’Unione europea non lo vuole.

Ma Di Maio e Salvini hanno fatto della lotta a Bruxelles una loro bandiera. E allora?

Non so – stasera – come finirà, ma faccio appello alla mia memoria di fatti recenti di scontri fra governi europei e l’Unione europea.

Nel 2015 – ricorderete – si svolse un duro braccio di ferro fra la Grecia, in forte crisi economica, quasi in default  da una parte e  l’Unione europea e il Fondo Monetario Internazionale dall’altra.

Nel giugno 2015 l’Unione europea e il FMI proposero (imposero) alla Grecia un durissimo programma di austerity come condizione per la concessione di un prestito/salvagente.

Tsipras, premier greco, rifiutò e il 28 giugno 2015 il Parlamento greco approvò la convocazione di un referendum consultivo sul programma di aiuti e Tsipras annunciò che si sarebbe dimesso in caso di vittoria dei sì. Il referendum si svolse il 5 luglio e il 61,31% dei votanti boccia le richieste dei creditori.

L’11 luglio successivo Tsipras, forte dell’ottimo risultato, presenta ai creditori un programma alternativo, di gran lunga più morbido.  L’Unione europea e l’FMI rispondono che o la Grecia accetta o sarebbe uscita dall’eurozona. Perché Tsipras accettò il diktat e sottoscrisse un memorandum di condizioni molto peggiori di quelle precedentemente proposte dai creditori?

Il perché è molto semplice: dai primi di luglio i bancomat greci furono presi d’assalto dai cittadini con l’intento di tesaurizzare gli euro depositati sui conti correnti non fidandosi del ritorno alla Dracma. Questa fiumana di gente che preferiva l’Euro alla Dracma convinse Tsipras a tornare sui suoi passi e offrire il collo all’Unione europea e all’FMI.

Mossa che si è rivelata positiva visto che, al netto della restituzione del debito, l’economia greca gira bene.

Qual è la morale? Senza alcuna vena ideologica, la morale è che l’Italia non si è creata alleati in Europa, è debole ed appesantita dal colossale debito pubblico.

Insomma un match fra Italia e Unione europea – purtroppo – non avrebbe storia tanto è grande la divergenza delle forze.

Spero di non dover vedere le file di italiani al bancomat.

 

sergioferraiolo

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