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Quello che mi dà ai nervi, nelle dichiarazioni dei nostri politici non è la propugnazione delle proprie tesi, seppur poggianti su basi molto, molto esili. Quello che veramente mi indigna sono le falsità e le bugie che – al solito – hanno le gambe corte.

Cosa è successo? E’ successo che oggi il nostro  Presidente del Consiglio dei ministri è andato al Senato (qui il resoconto stenografico) per riferire sul caso del “divieto di sbarco” ai profughi raccolti dalla nave “Diciotti”.

Come al solito – prassi costante di questo Governo  –  l’indicazione di un nemico per sgravarsi di ogni  responsabilità. Il nemico, ovviamente è l’Europa.

Conte afferma: “Stiamo registrando segnali di avvicinamento nel segno di una comune, speriamo sempre maggiore, consapevolezza degli Stati membri che se non si lavorasse ad un simile meccanismo non solo non si darebbe coerente attuazione alle decisioni prese dall’ultimo Consiglio europeo, ma si verrebbe meno all’impegno, alla solidarietà e all’equa ripartizione di responsabilità che sono specificamente previsti dagli articoli del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.”

Quindi accusa l’Europa per una supposta mancanza di solidarietà per non aver accolto e redistribuito i migranti raccolti dalla nave Diciotti. Più volte ho rimarcato la negligente mancanza di solidarietà europea, ma la solidarietà – purtroppo – si attua non tanto sulla base di astratti articoli del Trattato, bensì su norme cogenti e vincolanti.

E queste norme, che nel 2015 erano, per decisioni della Commissione, cogenti e vincolati, prese sotto la spinta e le richieste del Governo italiano di allora, sono adesso molto, molto facoltative.

Infatti, nel Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno 2018, che vede la partecipazione – per l’Italia – del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i Capi di Stato e di governo dell’Unione europea decidono , all’unanimità  che: “Nel territorio dell’UE coloro che vengono salvati, a norma del diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria;

Non risulta agli atti alcuna opposizione o riserva italiana al mutamento della redistribuzione dei migranti da obbligatoria a volontaria.

Perché, allora, Conte dice il falso?

 

Poi sempre nell’audizione odierna, se la prende con Malta che non ha accolto i profughi migranti. Vero, Malta spesso fa la furba. Ma ha il diritto dalla sua parte. Malta non ha mai firmato il protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Amburgo del 1979 che, oltre al soccorso, impone anche l’accoglienza dei “salvati”.  Quindi, per le convenzioni internazionali che regolano la materia, Malta è obbligata al soccorso ma non all’accoglienza.

Furba, dicevo, ma un motivo c’è. Malta si estende su 315 chilometri quadrati, circa un millesimo dell’Italia che si estende su 301.000 chilometri quadrati. Il calcolo è semplice. Se, come dice Salvini, 200.000 profughi sul territorio italiano mettono in crisi il nostro Paese, la crisi, per Malta, inizia dopo 200 profughi accolti.

Senza parole.

Non posso negarlo, Salvini mi commuove. Mi piace la caparbietà padana con cui persegue il suo scopo anche a scapito di sé stesso e della sua carriera politica. Non c’è che dire; sacrificherà il suo futuro pur di perseguire e raggiungere quello in cui crede ciecamente per il bene dell’Italia.

Da anni Salvini si preoccupa della nostra sicurezza, individuando nello straniero invasore il pericolo per la gente italica. Da quando, poi, il 1° giugno è diventato ministro, ci informa quotidianamente, con ogni mezzo, dei sui ammirevoli sforzi per fermare l’invasione dei clandestini che, come dice lui, non fuggono da guerre, ma vogliono solo una vita migliore, cercando di entrare nel territorio italiano con la complicità delle ONG, dell’Europa con la missione Sophia, dei mercantili italiani e di Malta che gira la testa dall’altra parte.

Sì, dice Salvini con grande amore di patria, imitando un Presidente oltreoceano “PRIMA GLI ITALIANI”. Gli stranieri delinquono, sono facile preda della criminalità organizzata, portano malattie e rubano il lavoro agli italiani accontentandosi di un euro a cassetta di pomodori raccolta.

Gli italiani hanno paura e Salvini si prende cura degli italiani e di questa loro grande paura, anzi, la coccola, la nutre, la fa crescere.

E’ da ammirare, credetemi: finanche durante un summit europeo ha trovato il modo di impedire a sessanta persone, dico ben sessanta, di sbarcare da una nave mercantile italiana. Purtroppo ha avuto contro il suo collega Toninelli che ha consentito il trasbordo su una nave della Guardia costiera e finanche il Capo dello Stato che ha imposto al Presidente del Consiglio di prendere una decisione che a Salvini non è garbata affatto. Ma come, suppongo abbia pensato il nostro ministro dell’interno, io mi batto, mi strabatto per far diminuire questa invasione e i miei colleghi, il mio Presidente del Consiglio, il mio Presidente della Repubblica, mi remano contro.

Questa invasione deve essere fermata prima che sia troppo tardi, prima che avvenga la sostituzione etnica, prima che avvenga come nelle banlieue francesi dove comandano i maghrebini. Non sarà mai come gli Ittiti che passarono e conquistarono tutto.

Basta con le centinaia di migliaia di sbarchi all’anno che minano il tessuto sociale italiano che “negli ultimi anni ha sopportato oltre mezzo milione di arrivi”. E spara a zero contro il buonismo dei governi precedenti che nel 2015 hanno fatto entrare 153.842 clandestini e nel 2016 ben 181.436 [dati Ministero interno]. Dove si arriverà di questo passo? Per questo Salvini è così duro con le ONG che fanno i tassisti del mare e con le missioni europee che fanno sbarcare i “finti naufraghi” tutti in Italia.

Bisogna fermare questa invasione e su questo progetto, a questo fine, è rivolta la meritoria azione politica di Salvini.

Invasione? Il vocabolario Treccani dà parecchie definizioni del termine invasione, tutte piuttosto minacciose: abbiamo detto oltre 153.000 nel 2016 e ben 181.000 nel 2016. L’Italia conta oltre 60 milioni di abitanti E nel 2017 cosa è successo? Era cominciato maluccio: fino a giugno gli arrivi mensili (punta max 23.526 proprio a giugno 2017) erano sempre superiori a quelli registrati nel mese precedente. Poi….poi Minniti ha sostituito Alfano e continuativamente, mese dopo mese, frutto degli accordi con la Libia, gli sbarchi sono diminuiti come si vede dalla tabella sottostante (fonte Ministero dell’interno): 11.461 a luglio 2017 (è estate, fa caldo, mare calmo, condizioni ideali per le traversate), 3.920 ad agosto 2017, 6.282 a settembre 2017, 5.984 a ottobre 2017, 5.641 a novembre 2017, 2.327 a dicembre 2017, 4.182 a gennaio 2018, 1.065 a febbraio 2018, 1.049 a marzo 2018, 3.171 ad aprile 2018, 3.936 a maggio 2018. L’arrivo di Salvini al Viminale, il primo giugno 2018, prosegue il consolidato trend con 3.147 arrivi nel mese di giugno 2018 e 591 fino al 13 luglio 2018.

sbarchi

Quindi l’invasione si sta arrestando fin dal luglio dello scorso anno, quando il ministro dell’interno era Minniti. e il trend sta proseguendo, ora, nel senso volto da Salvini.

E qui viene il motivo per cui dico che Salvini sta sacrificando la sua carriera politica. Quando per due mesi consecutivi la casella degli arrivi sarà a zero, cosa dirà all’Italia? Con quali motivazioni batterà i pugni sui tavoli europei? Come coccolerà la paura inoculata negli italiani? Potrà dire, imputandosi anche gli indubbi meriti di Minniti, “CE L’HO FATTA!!”. Sì, e adesso? Cosa farà? Un accordo segreto con la Libia per far riprendere gli sbarchi? O indicherà un altro nemico?

Senza sbarchi che ne sarà della carriera politica di Salvini?

Ve lo ricordate il pericolo dell’invasione dei polacchi? Il pericolo dell’invasione degli albanesi? Il pericolo dei rumeni, tutti criminali? I pochi polacchi ed albanesi rimasti hanno una impresa di costruzioni. I rumeni sono ricercatissimi operai….. e nei loro paesi forse ora si vive meglio che da noi.

Ma non divaghiamo. Quando gli sbarchi si azzereranno, che dirà, che farà il nostro Salvini? Rimpiangerà di non essere stato ministro dell’interno nel 2015 o nel 2016? Di non poter fare come, nel 2009, il suo collega Maroni, una bella sanatoria? Per non parlare di quella del 2002 di quasi 700.000 persone?

Ecco un politico che ha fatto della lotta agli sbarchi la sua bandiera, ma che, finito il problema non avrà altro da dire…. Sinceramente, umanamente, mi dispiace.

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