Devo ammettere che sono abbastanza sconcertato. Che l’Europa
potesse interferire con le faccende interne nazionali è risaputo. Che l’Europa
non amasse molto Salvini è noto. Non lo ama, non perché “sovranista” o uso a “chiudere
i porti”. L’Europa non ama Salvini perché portatore di turbolenze e di
disparità fra dichiarazioni e azioni: mai ha detto “usciamo dall’Europa”, ma
sempre ha sostenuto di andare a Bruxelles (invero quasi mai) a “battere i pugni
su tavolo”. Mai Salvini detto di voler uscire dall’Euro, ma ha sempre detto di
voler usare una politica in deficit, molto molto contraria ai patti sull’Euro
sottoscritti dal nostro Paese. Insomma, il succo di Salvini sull’Europa è: Noi
stiamo bene in Europa purché l’Europa giochi con le nostre regole, forse
dimenticando che gli attori europei son 27 + Commissione + Consiglio +
Parlamento.
VI ricordate la manovra dello scorso anno? Sforeremo al
2,4%!!!!! Dicevano, poi, con la coda fra le gambe scesero al 2,04%. E la
procedura di infrazione? “minaccino quanto vogliono, noi la manovra correttiva
on la faremo mai!!!” . Poi la fecero.
E questo “stress” all’Europa, e ai mercati non sta bene. La
prima regola per i mercati è la stabilità. Possono accettare un fatto
dirompente come la Brexit purché condotta con le modalità annunciate fino alla
fine. E, fin ora queste modalità sono state quelle imposte dalla Unione
europea.
Anche le giravolte sull’immigrazione: prima approvi, il 28
giugno 2018, le conclusioni del Consiglio europeo in cui vien detto chiaramente
che i singoli Stati membri possono accedere a prendersi i migranti sbarcati in
Italia solo in regime di volontarietà e che il Regolamento di Dublino verrà
modificato solo “per consenso” ossia all’unanimità e poi fai la voce grossa
contro i partner europei che non si prendono i migranti e non modificano
Dublino.
Insomma, ci vuol poco a capire che le cancellerie europee,
la Commissione il Parlamento abbiano
fatto il tifo pe rl’uscita di scena di Salvini, considerano non un fascista,
non un antidemocratico, ma un frte perturbatore
della scena comunitaria.
Però… però non immaginavo una festa e un tripudio cos’
grande per l’ancora “annunciata” nascita di un Governo “Conte-bis” ancora tutto
da fare e che si annuncia un po’ come un “pastrocchio” con un Segretario PD che
non lo voleva e che voleva le elezioni, con un senatore dello stesso partito,
Renzi, che, il 20 agosto, subito prima dell’annuncio delle dimissione del Conte
1, tende la mano agli odiati “cinquestelle” in nome del comune interesse di non
andare al voto per mantenere la poltrona, fortemente minacciata da una
consultazione popolare. Con lo stesso segretario PD, trascinato al nuovo Governo,
che, in nome di una discontinuità, chiedeva che cambiasse almeno il Presidente del
Consiglio. Nulla: da Trump all’Unione europea, allo stesso PD, conte veniva
imposto di nuovo.
Anche dall’altra parte le cose non sono molto limpide. Il
Capo politico dei Cinquestelle, dopo aver affermato che non rinnega alcunché dell’azione
del precedente Governo (sic!) vuole rimanere come vice premier, come ministro
di peso e mantenere la sua squadra. Meno male che l’hanno zittito, sennò
avrebbe preteso anche Viale dei Giardini, piazza della Vittoria e l’invio di
cinque armate (pentastellate?) dall’Alaska alla Kamciacta. Poi ha preteso che
alla fine, dopo il giuramento da Mattarella, tutta la squadra dei ministri
venga sottoposta al giudizio della fantomatica “Piattaforma Russeau”, moderna sibilla
che risponde, docile come un cagnolino, confermando il quesito posto dai capi.
Il povero Conte, accontentato il figlio che voleva un telefonino nuovo, sta ora impazzendo per trovare la quadratura del cerchio e nulla si sa con precisione del programma.
Eppure…. Eppure, qualcosa è accaduto: il
sovranista Trump elogia Conte, il commissario Ue uscente al bilancio
Gunther Oettinger, notorio “falco” della stabilità e della austerità, elogia il
nascente Governo e, udite udite, che Bruxelles “”è
pronta a fare qualsiasi cosa per facilitare il lavoro del governo italiano
quando entrerà in carica e per ricompensarlo”, ha aggiunto, affermando che
“ci sarà più spazio per una politica sociale, anche se i socialdemocratici
sanno bene che il debito illimitato nell’eurozona è un danno per tutti”. Per
ricompensarlo, capite?
Queste sono persone e le persone, si sa, esprimono giudizi
di convenienza, come le agenzie di rating (Fitch, Moody’s, Standard e Poor..).
Ma anche i mercati, i cui indici non sono fatti da persone,
ma da fredde medie sule quantità di titoli scambiati, dati quindi oggettivi,
festeggiano: oggi lo spread è a 167, quota che non si vedeva dal Governo
Gentiloni e anche la borsa festeggia. L’asta dei Btp ha reso agli investitori solo
l’1% contro il 3% al quale eravamo abituati: le casse del tesoro respirano.
Non capisco questo sbilanciamento su un progetto di governo
che, forse, non è ancora nemmeno un progetto.
Ma capita a volte di trovare un tesoro in mezzo alla strada.
Non mi faccio domande perché so che, se questo tripudio, e il nascente Governo,
dura fino a Natale avremo:
- una manovra più semplice, senza attriti con
Bruxelles,
- più soldi per gli investimenti
- Una deroga dagli impegni sul finanziamento in
deficit
Insomma, più soldini che, se spesi bene, potrebbero
rilanciare la nostra asfittica economia.
Non mi sembra poco e, date le premesse, ancora non mi sembra vero.
Post scriptum delle 18.20 che conferma la necessità di stabilità e di coerenza che hanno l’Europa e i mercati: dopo le esternazioni dei Di Maio che raddoppia i suoi “punti ineludibili” del programma e minaccia la possibile mannaia del voto sulla piattaforma Russeau, lo spread balza su di dieci punti e la borsa brucia tutti i guadagni accumulati.
Per favore, toglietelo di mezzo!
Ma, alle 20.50 una agenzia AdnKronos riporta l’irritazione di Conte per le esternazioni di Di Maio. Insomma sculaccia il bambino che vuol prendersi il pallone e giocare solo con le sue regole..
Conte dopo essersi affrancato da Salvini cerca di affrancarsi anche da Di Maio?
Speriamo….
Vuoi vedere che è lui l’uomo della provvidenza?