Archivi per la categoria: Governo Meloni

Il Governo si è reso conto che, anche se per un puntiglio giuridico ha ragione, la guerra alle ONG è politicamente perdente. Ieri ha dato l’ok per lo sbarco di tre navi ONG in Porti italiani. Tutto bene? Il Governo è rinsavito?.

Manco per niente. Il Governo si vergogna della concessione del Porto sicuro che è stato costretto ad assegnare.

In Particolare per la Geo Barents, la nave di Medici senza frontiere, il Governo, con la stupida scusa che fra i migranti c’erano minori, ha vietato ogni ripresa radiotelevisiva allo sbarco, in modo di non fornire copertura mediatica dell’avvenimento: insomma, lo sbarco c’è stato ma non si è potuto vedere, quindi, NON C’E’ stato. Occultamento della realtà si chiama.

Oltre all’annuncio del divieto sui maggiori giornali, c’è stato anche il formale comunicato stampa della Prefettura:

Ovviamente finito lo sbarco , l’area portuale è tornata di libera circolazione

Insomma una nave senza storia, senza drammi umani, una semplice nave alla fonda che provvede alla manutenzione d’uso.

Di migranti neppure l’ombra….

La storia continua

Il ministro della #Giustizia #Nordio ha oggi presentato le linee guida del suo Dicastero: separazione delle carriere, forte riduzione delle intercettazioni, abolizione dell’obbligatorietà dell’ azione penale. L’obbligatorietà dell’azione penale è uno dei capisaldi del nostro sistema giudiziario E’ ovvio, come dice Nordio, che se le “pratiche” sono 20 milioni e i magistrati 18.000, molti reati andranno in prescrizione, col pericolo, dice sempre Nordio, che qualche pratica di qualche “amico” venga messa sotto la pila. Basterebbe assumere più magistrati e cancellieri.

Ma Nordio dimentica (?) di dire una cosa molto importante (chissà perché questa gente dice le cose solo a metà). E’ vero che l‘obbligatorietà dell’azione penale , per esempio, in USA non esiste, ma ha un forte contrappeso. Se le confessioni di un criminale “pentito” possono arrecare maggiore giovamento al sistema sociale, il Procuratore può astenersi dall’esercitare l’azione penale. Insomma, un bilanciamento di interessi, che nelle parole di Nordio non si è proprio sentito.

Separazione delle carriere. In buona sostanza chi fa il giudice non potrà mai fare il pubblico ministero. Sembra una riforma neutra. Lo è almeno per i giudici, non altrettanto per i pubblici ministeri (o procuratori). Per questa ultima categoria il vertice non sarà più la legge come sancito dall’articolo 101 della Costituzione, bensì il ministro della Giustizia che forte della citata non obbligatorietà dell’azione penale, potrà indirizzare politicamente l’azione della magistratura.

Intercettazioni. Sono sempre state uno strumento dibattuto per la loro certa pervasività nella vita privata anche di soggetti innocenti e non indagati, ma ad ascoltare i magistrati, sono uno strumento insostituibile, sono come una rete in cui si impigliano i criminali. Significa rinunciare ad un efficace mezzo di contrasto alla malavita, specialmente unito alla non obbligatorietà dell’azione penale che toglie di mezzo le “inchieste scomode”.

Ma non è solo questo. Per ogni mezzo di indagine c’è il modus in rebus, ossia non esiste solo il bianco o il nero; è possibile trovare una giusta contemperazione di interessi, Solo che è difficile e, soprattutto, non adatta al sentore politico di questo governo.

E’ quindi molto più facile trovare una piccola magagna nel sistema attuale e, con la scusa di renderlo migliore, stravolgerlo adattandolo al mutato scenario politico che ha già prodotto mostri come il Decreto legge cd. Antirave (dove il rave non è nominato e le pene sono estremamente alte), l’innalzamento dell’uso del contante a beneficio dei riciclatori e operatori al nero, la possibilità di evitare il POS per transazioni superiori a 60 auro (l’80% delle transazioni in negozio), incidenti diplomatici con la Francia per 234 migranti a fronte delle decine di migliaia che sbarcano indisturbati in Italia.

Non mi illudevo su questo Governo, ma non pensavo che fosse di così basso livello

E va bene, la Meloni de la Garbatella  ce l’ha fatta
https://youtu.be/EZ4mEq3x6wY
Ha il suo Governo.
Ho qui davanti la lista dei ministri e cerco di capirci qualcosa.

Il Governo Meloni


Non so, spero tanto che si compia ancora il miracolo della funzione che plasma chi la esercita.


Vedremo fra un mese.


Due cose mi hanno colpito
La prima è il “ministero della sovranità alimentare”. Il nome è copiato dalla Francia dove  c’è il Ministère de l’Agriculture et de la Souveraineté alimentaire.
Ma con che contenuti? Si limiterà a difendere il nostro parmigiano dal “parmesan” spacciato per italiano?
Mah, la cosa si complica perché c’è anche un ministero per il made in Italy.
Vedremo.


L’altra cosa che mi lascia perplesso è la nomina di un prefetto in servizio come ministro dell’interno.
Non è la prima volta: ricordo Porpora nel Governo Dini e Luciana Lamorgese nei governi Conte II e Draghi.
Ma erano situazioni particolari: due governi erano tecnici e un prefetto ci stava benissimo. Nel Conte II si trattava di ridare un pochino di dignità ad un Dicastero sfregiato dalle mattane, politiche e di mohjto, di Salvini.
Qui si tratta di un governo politico che per sua stessa natura è di parte. I prefetti sono stimati per il loro ruolo di garanzia e di imparzialità,  poco consono ad un ministero che fa capo ad una parte politica.  Nulla contro la persona, funzionario bravo, capace ed efficiente. Ma è proprio la funzione del prefetto che mal si concilia con la funzione di un ministro politico.
Ne ho scritto su questo blog anche il 29 settembre scorso:
https://sergioferraiolo.wordpress.com/2022/09/29/un-prefetto-al-viminale/
Se poi mi si dice che è stato messo lì, visti i rapporti col leghista, per accontentare Salvini a cui questo ministero al quale tiene tanto e che gli è stato precluso, peggio mi sento.
Spero tanto, no, sono sicuro che il nuovo ministro dell’interno non si dimenticherà di essere (stato) un prefetto.
Vediamo che accade.

sergioferraiolo

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