Elon Musk (#ElonMusk) ha annunciato in pompa magna di voler fondare un nuovo partito “per ridare la libertà agli americani” ponendosi, anche con pochi seggi, come ago della bilancia fra democratici e repubblicani. Assomiglia più ad una boutade per ricattare Trump che una cosa seria. Il “Partito ago della bilancia” lungamente sognato in Italia, è astrattamente possibile solo con un sistema elettorale proporzionale che garantisce seggi anche ai piccoli partiti. In USA, invece, i rappresentanti dei singoli Stati sono eletti sia per ill Senato, sia per la Camera, con il sistema uninominale: chi prende più voti, prende tutto. Perché si avveri il sogno di Musk, è necessario che  in qualche Stato il suo candidato prenda più voti sia del candidato repubblicano sia del candidato democratico, cosa praticamente impossibile [ricordate Ross Perott?].
Il progetto di Musk appare più orientato a chiedere qualche contropartita a Trump,

in quanto, come lui stesso ha dichiarato, il nuovo partito pescherebbe nel bacino elettorale repubblicano, sottraendogli voti, a vantaggio del partito democratico.
Ora, visto che la politica non è più passione e neppure ideologia, ma solo soldi  resta da vedere quale sarà il vantaggio economico per Musk: sovvenzioni federali? Finanziamenti dei Democratici? Gettare il caos? Boh, si vedrà.
Partiamo anche sul non sense: l’accreditamento fra il 2% e il 5% del partito di Musk è “certificato” dall’ Intelligenza Artificiale di sua proprietà, molto neutrale, quindi.


Ma la cosa più divertente e folle [beh, non poi tanto, visto che gli yankees hanno eletto Trump] è “ma voi veramente votereste a guardia del vostro futuro, un uomo come Musk che per sua stessa ammissione, è drogato e folle?”

Quante polemiche, quanti costi, quanta fatica per differenziare a monte la spazzatura.

In Norvegia problema superato. La differenziazione si fa a valle, ed è tutta automatizzata:

Da un articolo di Pino Bruno su Facebook

NORVEGIA, la raccolta differenziata dei rifiuti la fanno le macchine

In alcune città della Norvegia la raccolta differenziata non si fa più nelle case, ma direttamente negli impianti. Plastica, vetro, carta: tutto finisce nello stesso sacco. Nessun bidone colorato, nessun calendario di esposizione, nessuna etichetta da interpretare. I cittadini conferiscono i rifiuti in modo indifferenziato, e il resto lo fa la tecnologia. Sembra controintuitivo, ma i risultati – ambientali, economici, operativi – sono concreti. E superiori a quelli ottenuti nei modelli tradizionali.

A Skedsmokorset, alle porte di Oslo, l’impianto ROAF lavora 40 tonnellate di rifiuti all’ora per sette comuni. È una linea completamente automatizzata, con tamburi rotanti (trommel) e scanner a infrarossi (sorter ottici) che riconoscono i materiali e li separano con soffi d’aria. Ne usano sedici, prodotti dalla norvegese Tomra.

La plastica è suddivisa in cinque sottotipi, l’organico viene captato in sacchi verdi e trasformato in biogas per i mezzi della raccolta. Anche la carta non è più raccolta separatamente. Gli impianti la intercettano direttamente nel flusso misto grazie alla tecnologia ottica, che sfrutta la diversa riflettanza dei materiali (cioè la luce riflessa) per identificarli. Giornali, cartoncini e imballaggi vengono così selezionati, pressati e avviati al riciclo con una purezza superiore al 95 per cento. Nel 2023 ROAF ha recuperato 3.600 tonnellate di plastica (contro le 2.500 del 2014) e oltre 11.500 di organico, con un taglio dei costi logistici vicino al 40 per cento.

Nella regione di Stavanger, l’impianto IVAR IKS applica lo stesso principio su scala più ampia: dieci comuni, 350.000 abitanti, ventidue sorter ottici, linea di lavaggio della plastica e produzione diretta di granuli. Il recupero ha raggiunto l’82 per cento, il riciclo effettivo il 56,4, già oltre gli obiettivi UE. Le emissioni evitate superano le 33.000 tonnellate di CO₂ l’anno. Il costo (40 milioni di euro) è stato in gran parte coperto da fondi pubblici, ma i ricavi arrivano dalla vendita dei materiali e dal minore conferimento in discarica.

Sono impianti operativi, non sperimentali. Superano la logica della separazione domestica e puntano tutto sull’efficienza industriale. Anche in Italia, seppure con un’impostazione diversa, ci sono segnali di trasformazione. A Torino, il nuovo impianto di selezione realizzato da Iren insieme all’azienda tedesca Stadler lavora fino a 100.000 tonnellate di plastica l’anno, utilizzando trommel, separatori balistici e una rete di sorter ottici in grado di riconoscere fino a 17 frazioni diverse. A Milano, presso lo storico impianto di Masotina, è in funzione un sistema robotico basato sull’intelligenza artificiale sviluppato da ZenRobotics, capace di selezionare automaticamente frazioni come il PET chiaro con una precisione superiore a quella manuale.

In entrambi i casi, però, il processo parte ancora da una raccolta differenziata manuale a monte, cioè affidata ai cittadini. La tecnologia utilizzata sarebbe già oggi in grado di gestire flussi misti, come avviene in Norvegia. Per farlo servirebbe però un cambio di paradigma normativo e amministrativo (oltre che di senso civico ed efficienza amministrativa), che in Italia non è ancora stato affrontato.

Fonti:

• ROAF – Romerike Avfallsforedling IKS: www.roaf.no

• IVAR IKS – Forus (Stavanger): www.ivar.no

• Tomra Recycling Sorting: www.tomra.com/recycling

• ZenRobotics (Fast Picker AI): www.zenrobotics.com

• Iren Ambiente + Stadler (impianto Torino): www.gruppoiren.it

• Ex Masotina: https://www.gruppomasotina.it/

• Direttiva 2008/98/CE e 2018/851/UE (obiettivi UE 2025): eur-lex.europa.eu

Video:

Hamas ha giurato di eliminare Israele dalla faccia della terra.
Il governo dell’Iran ha giurato di eliminare Israele dalla faccia della terra.
Il governo israeliano e Israele hanno il diritto di difendersi.
Ma c’è qualcosa che distingue i regimi fondati sul terrore dagli Stati democratici come è (o era?) Israele: la capacità di distinguere gli attori in campo. Se eliminare i capi di Hamas o gli Ayatollah potrebbe essere considerata una legittima azione di autodifesa, mi chiedo cosa c’entri in questa guerra il popolo palestinese o quello iraniano [non penso che il bombardamento dell’Iran non abbia fatto  vittime civili; di quelli su Gaza purtroppo sappiamo]?
Se per un regime fondato sul terrore come Hamas o gli Ayatollah è normale considerare le vittime civili come “effetti collaterali” , non lo è per chi si definisce (ormai a torto) una democrazia.
Per questo considero il Governo israeliano [ho scritto “Governo israeliano”; non ho scritto “gli israeliani” o “gli ebrei”] un insieme di criminali al pari di Hamas e degli Ayatollah.
Se tutti e tre questi attori scomparissero, staremmo tutti molto meglio.

#OVERTOURISM.
Oggi, 5 giugno, in un qualsiasi Frecciarossa da giù a sù.
Atmosfera tranquilla e rilassata fino all’arrivo alla stazione di Napoli.
Appena aperte le porte  nel treno si riversa l’orda (il gregge? La mandria) di turisti. Calzoncini corti, aria svagata, ma – sopratutto – con i loro mega trolley da 50 tonnellate. I vani laterali sono subito esauriti. Inani sforzi per issare sulle cappelliere gli altri “container”.

Spesso non entrano: li ficcano dentro a spintonate issandosi in piedi sui braccioli dei sedili.
Strano come le compagnie aeree fanno pagar fior di quattrini i bagagli a mano fuori misura e le ferrovie no.


Avevo preso un biglietto infrasettimanale sperando in una minore affluenza. Invano: le mandrie di turisti sono dappertutto.
E dappertutto rompono le scatole. In una settimana al mare non sono riuscito a prendere un vaporetto per la costiera: carovane di pullman scaricano ad ogni partenza dei vaporetti greggi di turisti, tutti con l’auricolare che neppure sanno dove li sta portando quel biglietto comprato dalla Grande Agenzia mesi addietro nel “pacchetto tutto incluso” sei giorni in sei Paesi.
Li riconosci in città che vagano con i loro trolley/container alla ricerca del b&b loro assegnato: solo che sul portone, sul citofono non c’è alcun segno indicativo dell’alloggio.
Si arricchiscono in pochi, le scatole dei residenti fumano parecchio.
Di OVERTOURISM si può  morire.

sergioferraiolo

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