Ogni impresa che si rispetti ha i suoi segreti. O, meglio, segreti che – fino ad una spiegazione spesso non data – si manifestano con accadimenti e manifestazioni inspiegabili.

Premetto che non voglio parlare dei ritardi che, sempre più spesso, affliggono anche le “Freccerosse” di Trenitalia, sì quei treni della cd. Alta Velocità, parecchio cari e che dovrebbero avere la precedenza su tutti.

Voglio parlare dei misteri della comunicazione, importante – in una impresa di trasporti – quanto la puntualità e l’efficienza.

La storia che voglio raccontare potrebbe svolgersi in un giorno qualunque. Ogni viaggiatore abituale riconoscerà come vero quello che scrivo, tanto i fatti sono frequenti, ma voglio esser preciso, così, tanto per “esser preciso”.

Il 4 maggio del 2018, sì due giorni fa, mi reco alla Stazione Roma Termini per prendere il treno Freciarossa 9503 in servizio da Milano a Salerno, con arrivo a Roma alle 9.55 e partenza per Napoli/Salerno alle 10.05. Sono le 9.30 (eh, sì, sono un po’ ansioso). Il tabellone luminoso indica un ritardo di 5 minuti. Non è granchè, ma – conoscendo Trenitalia – voglio fare una controprova. Sul mio telefonino è presente la comoda App di Trenitalia. In essa c’è la sezione “stato dei treni” che indica la posizione e l’eventuale ritardo del treno cercato. Provo, e, per il 9503, l’App mi indica un ritardo di 12 minuti. La discordanza fra il tabellone di Termini e l’App di Trenitalia è un fatto noto, ma mi chiedo il perché. Chiediamolo a loro. Pongo la domanda con un Tweet a @leFrecce che, di solito, rispondono presto: “ perché il tabellone di Termini segnala un ritardo di 5 minuti del 9503 e la vostra app segnala per lo stesso un ritardo di 12-minuti?

C’è qualcosa che non mi convince nell’attaco di ieri notte in Syria da parte dei americani, francesi e inglesi. In effetti questa guerra in quello splendido paese mediorientale (clicca qui) ha ben poco di logico.

Iniziò nel 2011 come una delle rivolte della primavera araba, ma in questo bellissimo paese gli attori si sono moltiplicati e non sempre sono stati tutti dalla stessa parte.

Come attori interni, oltre ad Assad che non ci sta a perdere il potere, ci sono diversi grupi di ribelli: quelli che si rivolgono solo contro Assad, quelli che si alleano con formazioni Qaediste e quelli che trovano appoggio nell’ISIS.

Ci sono i russi, strenui sostenitori del regime di Assad, intervenuti con la scusa di cacciare l’ISIS (clicca qui), ci sono i curdi, prima acclamati eroi quando difendevano Kobane dall’ISIS (clicca qui), poi caduti nell’oblio generale quando sono oggetto di guerra da parte dei turchi (clicca qui).

Poi una strana coalizione occidentale, guidata dall’aviazione americana, con lo scopo, ormai raggiunto, di distruggere l’ISIS.

E, infine, iraniani e irakeni.

In tutto questo affollamento c’è una costante: il peso più rilevante l’hanno sopportato i civili, fuggendo in massa o, in massa, rimanendo uccisi sotto le macerie e sotto le bombe sganciate dai vari attori di questa sporca guerra.

Ma, ogni tanto, le cose cambiano. E’ avvenuto nell’aprile dello scorso anno ed è avvenuto ieri notte. Assad è stato accusato di aver bombardato e ucciso civili non con bombe convenzionali, bensì con bombe al cloro, proibite, come se fossero bombe cattive rspetto alle bombe buone tradizionali.

Allora la coalizione occidentale gira i propri cannoni e i propri missili dal bersaglio ISIS al bersaglio Assad, per “dargli una lezione“, tanto, poi, si continuer come prima.

Quanta sconfinata ipocrisia: tu , caro Assad, puoi massacrare la tua gente, puoi torturare il tuo popolo, puoi farlo morire dissanguato sotto le macerie, puoi dilaniarlo con le bombe e con le mine ma, purchè siano tradizionali, l’occidente guarda dall’altra parte e picchia l’ISIS.

Ma se tu, Assad, ti permetti di massacrare la tua gente, ti permetti di farla morire dissanguata sotto le macerie, ti permetti di dilaniarla con bombe e mine, ma ci metti una bombetta al cloro…. eh, no, non puoi, e i missili dell’occidente cadono sulle strutture militari di Assad.

Ovviamente, prima viene informato il Cremlino, non sia mai che un russo possa essere ucciso, una escalation della guerra potrebbe impensierire l’occidente. Il Cremlino informa Assad del pericolo e dei bersagli e, quindi, tutto si risolve con una inutile esibizione muscolare.

Ma ieri notte, quanti civili sono morti? Morire per mano di Assad, per mano dell’ISIS o sotto le bombe e i missili americani non è la stessa cosa?

Perché continua questa guerra?

Quasi quasi rimpiango i tempi di Yalta (clicca qui) : tre signori si spartirono il mondo, comodamente seduti sulle poltrone e l’equilibrio durò fino al 1989.

 

 

Non possiamo conoscere il pensiero di Mattarella, ma a giudicare dalle dichiarazioni dei partiti vediamo un muro contro muro provocato da chi doveva essere escluso.

 

Comincia il PD: indisponibile a governare sia con i Cinquestelle sia con la Lega, ma disponibile a vedere le carte con un ruolo attivo. Che significa? Che cambiamento di posizione è? Certo, se sei all’opposizione, le carte le vedi dagli atti di un governo ci cui non fai parte. Per vedere le carte prima, devi acconciarti a partecipare alle trattative, che non significa, poi, partecipare al Governo. Ma un passo avanti lo devi fare, se no subisci tutto.

 

Poi è la volta del centrodestra. Va da Mattarella “unito e compatto”, ma quando esce – a parte la Meloni che poco o nulla conta  – il più agitato è Berlusconi, che come un padre nobile dà l’incipit a Salvini specificando che tutta la coalizione ha formulato il comunicato stampa, pesato parola per parola. Salvini comincia la lettura. Si dichiara pronto all’abbraccio con Di Maio, non esige nemmeno più di essere il leader di Governo che deve essere, comunque, indicato dalla Lega. Ma, poi, ecco che Berlusconi, finita la lettura del comunicato “concordato parola per parola” afferra il microfono e spara a zero sul senso della democrazia dei grillini. Salvini e la Lega si arrabbiano e la Lega fa partire comunicati di fuoco contro Berlusconi, rassicurando i grillini che quello espresso dal Cavaliere non è il pensiero della Lega. Lampante esempio di concordia e mazzata di Berlusconi sull’alleanza Lega-Cinquestelle che sembrava ormai andata in porto.

 

Poi arriva Di Maio e, dopo aver rivolto parole di elogio per i “passi avanti di alcuni esponenti PD” si dice pronto all’abbraccio con la Lega, ma senza Berlusconi che invita ad un passo di lato e si trattiene molto sul commento su quella che definisce una battutaccia.. Poi si dilunga in un complesso discorso poco chiaro sull’affidamento ad un Professore (non alla Casaleggio associati?) delle linee programmatiche del “contratto di Governo” da offrire a chi ci sta. Ovviamente siccome Lega e PD hanno anime diverse si tratterà o di qualcosa di molto vago che indichi cosa fare, ma non come farlo. Oppure un prestampato con ll’illusione che, chi ci sta, apponga solo la firma senza fiatare.-

 

L’unica concordia che si ritrova, concordia facile visto che è un argomento che agli italiani interessa poco e di cui, anzi, hanno paura, è la assicurazione di fedeltà alle alleanze internazionali, ma la contrari assicurazione che l’Italia non interverrà in Siria.

A domani a mezzogiorno quando Mattarella farà sapere cosa ha deciso.

Governo: se  fino a due giorni fa l’ipotesi di un Governo Lega – Cinquestelle appariva molto più di una ipotesi, oggi, a leggere i giornali, volano gli stracci (clicca qui). Salvini insulta Di Maio e Di Maio insulta Salvini. Potrebbero anche essere le normali scaramucce di posizionamento prima degli incontri diretti programmati – pare – per mercoledì.

 

Ma potrebbe essere anche una “scusa” per rompere. Salvini non riesce a staccarsi da Berlusconi. Di Maio ha buon gioco ad affermare che le probabilità di formare un Governo con il Centrodestra sono pari allo zero.

 

Da lettore di giornali ho sempre sostento che il PD dovrebbe continuare a sostenere la linea di posizionarsi all’opposizione: che se la sbroglino i partiti vincitori. Ho sempre sostenuto che non vale la pena di fare la stampella perché quando si cammina male è colpa della stampella e quando si cammina bene la stampella si butta.

 

Ma….. ma ci sono dei grossi ma, derivanti dalle dichiarazioni di Di Maio dopo le consultazioni al Quirinale e nella famosa intervista, molto fumosa, su Repubblica (clicca qui). Intervista fumosa e maanchista, ma forse volutamente indefinita per lasciar spazio ad una trattativa.

 

Ma … forse, più che dei ma, ci sono dei se.

 

SE Di Maio nella famosa intervista avesse detto il vero….

SE il PD si dimostrasse disponibile a scrivere insieme ai Cinquestelle il “contratto” e non trovasse un “prestampato”……

SE nel contratto non ci fosse scritto COSA il Governo dovrebbe fare [troppo facile: lotta alla povertà e alla corruzione, il lavoro, le pensioni, un fisco più leggero, una pubblica amministrazione che agevola e non ostacola il cittadino. E, poi, sostegno alle famiglie, lotta agli sprechi e ai privilegi della politica….leggo dall’intervista a Di Maio e che sono i capisaldi di ogni Governo.], bensì nel contratto ci fosse scritto COME attuarle.

SE, fatto un buon lavoro, vedi l’immenso “librone” costato mesi di trattative per la nascita dell’ultimo Governo Merkel, si lasciasse “comandare”, non i ministri o i politici, bensì i contenuti del librone;

SE Di Maio accettasse di fare un passo indietro cedendo la carica di Presidente del Consiglio ad una personalità esterna proposta da Mattarella e chiaramente al di sopra delle parti che si porrebbe come Garante dell’attuazione delle modalità di attuazione della politica contenute nel “librone”.

SE quindi la politica dei prossimi anni sarà regolata non dalle contingenze e dalle priorità personali dei vai big di partiti, bensì seguirà pedissequamente quanto approvato de scritto nel librone…

 

Beh, tutto questo che, magari, è una ipotesi dell’irrealtà, è sempre meglio di un Governo Lega-Cinquestelle, vero trionfo dell’antipolitica che, all’interno dello stesso esecutivo si combatterebbero a colpi di provvedimenti populistici.

Salviamo l’Italia!

Ma è possibile che la Capitale di un importante Paese europeo, per un po’ di pioggia e vento riporti un bollettino da Caporetto come l’articolo di Repubblica qui di seguito? http://roma.repubblica.it/cronaca/2018/04/09/news/maltempo_a_roma_albero_su_auto_crolli_sul_litorale-193389729

Quello che fa impressione è il numero di alberi caduti, alberi con centinaia di anni che ben altre avversità hanno sopportato. Significa quindi che è cessata la manutenzione. Che al Comune più nulla importa di questo diffuso polmone di verde.

E la caduta degli alberi è anche intenzionale. Vedete cosa succede allo inizio di via Appia Nuova, sempre a Roma. Stanno abbattendo tutti i pini secolari. Sì, sotto ci passa la Metro A, ma ci passa dal Febbraio del 1980. Son 38 anni e mai un pino aveva dato segni di cedimento. Ora, tutto ad un tratto, si devono abbattere. Sono malati, dicono gli operai, ma i tronchi tagliati non mostrano alcun segno di malattia.

Che dire, poi, delle buche? Un po’ di pioggia e via Nazionale trasformata in torrente fangoso con acqua schizzata sui poveri passanti dalle ruote delle auto.

Non sono romano, ma Roma mi.piaceva. Ora non più. Forse è tempo di andar via.

sergioferraiolo

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