Archivio degli articoli con tag: migranti

E’ nota la posizione del Ministro dell’interno Salvini sulla missione europea EuNavForMed Sophia.  La missione militare Sophia, partita il 22 giugno 2015, molto ambiziosa, quasi a voler replicare il modello antipirateria messo in campo per la Somalia, si proponeva – in tre fasi – di contrastare gli scafisti in partenza dalla Libia intercettando le imbarcazione ed arrestando i trafficanti di uomini, spingendosi  – con il consenso (mai, però, giunto) della Libia ad entrare nelle sue acque territoriali con navi militari.

Che la missione Sophia sia una missione militare di contrasto agli scafisti lo si comprende dalle sue (previste) tre fasi:

Fase Uno, (22 giugno – 7 ottobre 2015) volta a dispiegare le forze e raccogliere informazioni sul modus operandi dei trafficanti e contrabbandieri di esseri umani.

Fase Due, (7 ottobre 2015 – in corso) durante la quale gli assetti della Task Force potranno procedere, nel rispetto del diritto internazionale, a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico o la tratta di esseri umani. Tale fase è stata a sua volta suddivisa in una fase in alto mare, attualmente in corso, ed una in acque territoriali libiche, che potrà iniziare a seguito di una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (mai approvata) e dell’invito del relativo Stato costiero (mai pervenuto).

Fase Tre, (mai iniziata) volta a neutralizzare le imbarcazioni e le strutture logistiche usate dai contrabbandieri e trafficanti sia in mare che a terra e quindi contribuire agli sforzi internazionali per scoraggiare gli stessi contrabbandieri nell’impegnarsi in ulteriori attività criminali. Anche questa Fase necessita di Risoluzione del’ONU e del consenso e cooperazione da parte del corrispondente Stato costiero (mai interventi).

A fronte della mancanza di consenso della Libia ad un ingresso militare nel suo territorio e della conseguente mancanza della Risoluzione delle Nazioni unite che giustificasse l’ingresso militare in un Paese terzo, lo scopo della missione Sophia è rimasto mortificato ed è stato spesso confuso con quello di ricerca e soccorso (SAR) dei migranti in mare che, all’origine era solo residuale in quanto imposto come obbligatorio dalle convenzioni internazionali su soccorso in mare (Montego Bay, Solas, Convenzione di Amburgo sulle zone SAR).

Come si può vedere dalla cartina le zone SAR nel mediterraneo del sud sono quelle dell’Italia, di Malta e della Libia.

area_SAR

Le zone SAR furono istituite per dividere fra gli Stati rivieraschi le zone di competenza di soccorso a navi in difficoltà, operazioni che, oltre a salvare vite umane, sono anche lucrose perché al “salvatore” spetta un compenso. Non furono pensate per dividersi i migranti “soccorsi” o imbarcati”. Nella pratica – per ciò che riguarda il soccorso ai migranti in gommone – nel mediterraneo del sud c’è una sola zona SAR, quella italiana.

La Libia è un non Stato e – per l’Unione europea – NON è un porto sicuro dove far sbarcare i naufraghi.

Malta non ha mai sottoscritto alcuni articoli della Convenzione di Amburgo del 1979 e della Convenzione Solas: quelle norme che prevedono che lo sbarco avvenga nel paese che ha coordinato i soccorsi, e da sempre in quel tratto di mare – come nella missione Sophia –  i soccorsi sono stati coordinati dall’Italia e i migranti sbarcati in Italia. Non si può poi dimenticare che la superficie di Malta è un millesimo di quella italiana: 10.000 sbarchi potrebbero destabilizzare quel Paese.

Per questo Salvini si è sempre scagliato contro la missione Sophia con la minaccia di chiudere i porti (competenza questa, però, del suo collega Toninelli) anche alle navi delle missioni europee come Sophia.

L’ultimo “ruggito” del ministro dell’interno italiano è stato quello di minacciare l’Unione europea di “disapplicare” (come poi?) la missione Sophia se non fossero state mutate le regole che “impongono” lo sbarco in Italia dei naufraghi/profughi salvati.

Sta di fatto che nei giorni scorsi nulla di tutto questo è avvenuto. La missione del ministro degli esteri Moavero Milanesi, presentata come un successo, si è risolta con un nulla di fatto: l’Italia continuerà a far sbarcare i profughi/naufraghi raccolti dalle navi della Missione Sophia sul proprio territorio. Fino a che non sarà presa una decisione – a livello comunitario – sul futuro della missione Sophia e sulle nuove regole per la distribuzione dei migranti. Ma quando saranno prese queste decisioni? Moavero afferma “entro poche settimane”, ma oggi la missione Sophia è stata prorogata fino al 31 dicembre 2018 e le voci sui provvedimenti che la Commissione UE dovrebbe prendere fanno prevedere che siano di ben poco spessore: una “sovvenzione” di 6.000 auro per ogni migrante accolto – su base volontaria – da altri Stati membri, fino ad un massimo di 500 persone. Salvini – giustamente – l’ha definita un’elemosina. Progetto, comunque, vista la volontarietà della presa in carico, che è lecito dubitare possa funzionare.

Tant’è vero che, da una indiscrezione oggi riportata dal Sole24ore, pare che il Governo si stia ponendo seriamente la questione di realizzare quello in cui la Lega è maestra, una sanatoria per gli stranieri che sono già in Italia.

E, meno male che gli sbarchi, fin dall’epoca Minniti, sono drasticamente diminuiti. Oggi – dal 1° gennaio al 24 luglio 2018 – siamo all’86% in meno (sono 18.048) rispetto al corrispondente periodo 2016 (88.108) e 2017 (93.419 “picco massimo in assoluto”) (fonte: ministero dell’interno).

sbarchi 24 lug 18

Purtroppo – e lo ripeto spesso – con l’Europa è meglio non sbattere i pugni sul tavolo. Le norme si cambiano a maggioranza qualificata e, spesso come è accaduto nell’ultimo Consiglio europeo in modo peggiorativo per l’Italia: vedi la volontarietà nell’accettare la redistribuzione dei profughi/naufraghi/migranti. Nel 2015 era obbligatorio.

Oppure l’unanimità – ora richiesta (“È necessario trovare un consenso [approvazione per consenso =unanimità] sul regolamento Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà, tenendo conto delle persone sbarcate a seguito di operazioni di ricerca e soccorso”) per la riforma del Regolamento di Dublino.

E qui bisogna stare molto attenti: la versione proposta dalla Commissione e attualmente sui tavoli di lavoro (Dublino IV) è molto peggiorativa per l’Italia  Mentre quella approvata dal Parlamento europeo (bocciata chissà perché dalla Lega con i Cinquestelle astenuti) è, invece molto favorevole agli interessi italiani perché cancella il principio del primo paese d’ingresso e lo sostituisce con un sistema di quote di ripartizione automatico e permanente per obbligare tutti gli stati europei a fare la loro parte sull’accoglienza. Ovviamente la posizione del Parlamento europeo non è condivisa dal Gruppo di Visegrad e dagli stati nordici ed è sparita dai radar. Il Consiglio europeo, blindando l’approvazione con l’unanimità, si assicura quantomeno il ritiro dalla Proposta Dublino IV ed il permanere della vigenza del Dublino III che conserva il famigerato principio della responsabilità del primo Stato di ingresso sui richiedenti protezione internazionale.

In conclusione, cosa ha ottenuto Salvini facendo il duro con l’Europa? Il famigerato Regolamento di Dublino ora verrà modificato all’unanimità (ossia non verrà modificato). L’obbligatorietà del ricollocamento dei migranti negli altri Stati, obbligatorio con le decisioni del 2105 (la 2015/1601 . e la 2015/1523) ora è solo su base volontaria. I porti rimangono aperti agli sbarchi della missione Sophia (prorogata comunque a tutto il 2018) e le richieste italiane “verranno prese in esame” in futuro [=parole].

Neppure una parola, da parte dell’Europa, su un punto che sta molto a cuore all’Italia, gli aiuti ai rimpatri che sono particolarmente difficili e numerosi, vista la percentuale di oltre il 60% di diniego della protezione internazionale.

Chissà…. forse – vista l’impossibilità di vincere uno contro 27 – il tanto vituperato Renzi almeno aveva stretto il patto – mai confermato -con l’Europa: “io mi prendo i migranti e voi mi date i soldi per l’accoglienza e non cercate il pelo nell’uovo nella mia legge di stabilità in cui finanzio misure in deficit”.

E ci vuol poco a capire di quanta comprensione e benevolenza da parte dell’Europa abbia bisogno il Governo se vuole realizzare la flat tax ed il reddito di cittadinanza……

Non posso negarlo, Salvini mi commuove. Mi piace la caparbietà padana con cui persegue il suo scopo anche a scapito di sé stesso e della sua carriera politica. Non c’è che dire; sacrificherà il suo futuro pur di perseguire e raggiungere quello in cui crede ciecamente per il bene dell’Italia.

Da anni Salvini si preoccupa della nostra sicurezza, individuando nello straniero invasore il pericolo per la gente italica. Da quando, poi, il 1° giugno è diventato ministro, ci informa quotidianamente, con ogni mezzo, dei sui ammirevoli sforzi per fermare l’invasione dei clandestini che, come dice lui, non fuggono da guerre, ma vogliono solo una vita migliore, cercando di entrare nel territorio italiano con la complicità delle ONG, dell’Europa con la missione Sophia, dei mercantili italiani e di Malta che gira la testa dall’altra parte.

Sì, dice Salvini con grande amore di patria, imitando un Presidente oltreoceano “PRIMA GLI ITALIANI”. Gli stranieri delinquono, sono facile preda della criminalità organizzata, portano malattie e rubano il lavoro agli italiani accontentandosi di un euro a cassetta di pomodori raccolta.

Gli italiani hanno paura e Salvini si prende cura degli italiani e di questa loro grande paura, anzi, la coccola, la nutre, la fa crescere.

E’ da ammirare, credetemi: finanche durante un summit europeo ha trovato il modo di impedire a sessanta persone, dico ben sessanta, di sbarcare da una nave mercantile italiana. Purtroppo ha avuto contro il suo collega Toninelli che ha consentito il trasbordo su una nave della Guardia costiera e finanche il Capo dello Stato che ha imposto al Presidente del Consiglio di prendere una decisione che a Salvini non è garbata affatto. Ma come, suppongo abbia pensato il nostro ministro dell’interno, io mi batto, mi strabatto per far diminuire questa invasione e i miei colleghi, il mio Presidente del Consiglio, il mio Presidente della Repubblica, mi remano contro.

Questa invasione deve essere fermata prima che sia troppo tardi, prima che avvenga la sostituzione etnica, prima che avvenga come nelle banlieue francesi dove comandano i maghrebini. Non sarà mai come gli Ittiti che passarono e conquistarono tutto.

Basta con le centinaia di migliaia di sbarchi all’anno che minano il tessuto sociale italiano che “negli ultimi anni ha sopportato oltre mezzo milione di arrivi”. E spara a zero contro il buonismo dei governi precedenti che nel 2015 hanno fatto entrare 153.842 clandestini e nel 2016 ben 181.436 [dati Ministero interno]. Dove si arriverà di questo passo? Per questo Salvini è così duro con le ONG che fanno i tassisti del mare e con le missioni europee che fanno sbarcare i “finti naufraghi” tutti in Italia.

Bisogna fermare questa invasione e su questo progetto, a questo fine, è rivolta la meritoria azione politica di Salvini.

Invasione? Il vocabolario Treccani dà parecchie definizioni del termine invasione, tutte piuttosto minacciose: abbiamo detto oltre 153.000 nel 2016 e ben 181.000 nel 2016. L’Italia conta oltre 60 milioni di abitanti E nel 2017 cosa è successo? Era cominciato maluccio: fino a giugno gli arrivi mensili (punta max 23.526 proprio a giugno 2017) erano sempre superiori a quelli registrati nel mese precedente. Poi….poi Minniti ha sostituito Alfano e continuativamente, mese dopo mese, frutto degli accordi con la Libia, gli sbarchi sono diminuiti come si vede dalla tabella sottostante (fonte Ministero dell’interno): 11.461 a luglio 2017 (è estate, fa caldo, mare calmo, condizioni ideali per le traversate), 3.920 ad agosto 2017, 6.282 a settembre 2017, 5.984 a ottobre 2017, 5.641 a novembre 2017, 2.327 a dicembre 2017, 4.182 a gennaio 2018, 1.065 a febbraio 2018, 1.049 a marzo 2018, 3.171 ad aprile 2018, 3.936 a maggio 2018. L’arrivo di Salvini al Viminale, il primo giugno 2018, prosegue il consolidato trend con 3.147 arrivi nel mese di giugno 2018 e 591 fino al 13 luglio 2018.

sbarchi

Quindi l’invasione si sta arrestando fin dal luglio dello scorso anno, quando il ministro dell’interno era Minniti. e il trend sta proseguendo, ora, nel senso volto da Salvini.

E qui viene il motivo per cui dico che Salvini sta sacrificando la sua carriera politica. Quando per due mesi consecutivi la casella degli arrivi sarà a zero, cosa dirà all’Italia? Con quali motivazioni batterà i pugni sui tavoli europei? Come coccolerà la paura inoculata negli italiani? Potrà dire, imputandosi anche gli indubbi meriti di Minniti, “CE L’HO FATTA!!”. Sì, e adesso? Cosa farà? Un accordo segreto con la Libia per far riprendere gli sbarchi? O indicherà un altro nemico?

Senza sbarchi che ne sarà della carriera politica di Salvini?

Ve lo ricordate il pericolo dell’invasione dei polacchi? Il pericolo dell’invasione degli albanesi? Il pericolo dei rumeni, tutti criminali? I pochi polacchi ed albanesi rimasti hanno una impresa di costruzioni. I rumeni sono ricercatissimi operai….. e nei loro paesi forse ora si vive meglio che da noi.

Ma non divaghiamo. Quando gli sbarchi si azzereranno, che dirà, che farà il nostro Salvini? Rimpiangerà di non essere stato ministro dell’interno nel 2015 o nel 2016? Di non poter fare come, nel 2009, il suo collega Maroni, una bella sanatoria? Per non parlare di quella del 2002 di quasi 700.000 persone?

Ecco un politico che ha fatto della lotta agli sbarchi la sua bandiera, ma che, finito il problema non avrà altro da dire…. Sinceramente, umanamente, mi dispiace.

Due questioni tengono banco in questi giorni: l’immigrazione con la questione della nave Diciotti e la supposta abolizione dei vitalizi.

Secondo me sono due meravigliosi colpi di genio, non so se di Salvini e di Di Maio o del loro mentore, la “Casaleggio associati”. Due colpi di genio che aumenteranno, e non di poco il consenso dei partiti che guidano.

Sono mezzi comunicativi utilizzati in modo splendido e a costo zero con una utilità marginale altissima.

Cominciamo con la questione immigrazione. Piccolo rewind: una nave civile, la Vos Thalassa raccoglie 60 migranti in mare. Dove non ha importanza. L’importante è che li raccolga. Salvini si arrabbia e giura e spergiura che quei sessanta clandestini non sbarcheranno mai in Italia. Toninelli, ministro dei trasporti e delle infrastrutture, per risolvere la situazione, afferma che sula Vos Thalassa è stata una rivolta (poi smentita dagli armatori) e, quindi per ragioni di ordine pubblico (invadendo la sfera di competenza di Salvini) invia una sua nave della Capitaneria di porto, Nave Diciotti, a prelevare i 60 profughi. Salvini ancor più imbufalito, giura e spergiura che mai la Diciotti sbarcherà i clandestini in Italia. Poi, sempre più imbufalito assegna alla Diciotti il porto di Trapani come approdo, ma giura e spergiura che i 60 clandestini non scenderanno a terra se non preceduti dai fomentatori della rivolta in manette (invadendo con la competenza della magistratura). Stallo. Mattarella chiama il desaparecido Conte e lo invita a compiere i suoi doveri sanciti dall’articolo 95 della Costituzione. Conte si sveglia e decide che i sessanta profughi possono scendere, ovviamente senza manette perché l’arresto per i reati contestati è consentito solo in flagranza di reato. Come ha accertato la polizia salita a bordo, non si tratta di rivolta ma, al massimo, di violenza privata per cui i colpevoli saranno indagati. Salvini, prima esprime “stupore” per l’ingerenza di Mattarella, ma poi si dice contento “prima scendono e prima verranno interrogati e prima la magistratura li condannerà”. Di Maio dice che bisogna rispettare il Presidente della Repubblica.

Ma volete che Salvini non sappia di aver fatto il passo più lungo della gamba? E se non lo sapeva (probabile) al ministero dell’interno c’è un fior di Ufficio legislativo che gli avrà spiegato la insensatezza delle sue dichiarazioni.

Ma Salvini le ha fatte lo stesso. Perché? Perché – purtroppo – parla al popolo di Facebook che si fa un vanto di informarsi su Facebook. Il senso del messaggio mediatico che passa è questo: “vedete, io volevo fermarli, ma i poteri forti, la casta, i magistrati me lo hanno impedito. Datemi un aiuto a zittirli e a ridurli al silenzio!!”

Questo anche per coprire gli scarsi risultati del vertice di Innsbruck che, come riunione informale non poteva prendere alcuna decisione, e barattando come successo lo “stop ai clandestini” concordato con il ministro dell’interno tedesco (che non ha alcuna competenza in merito, perché la delega è stata trattenuta dalla Merkel) e con quello austriaco. Solo che “stop ai clandestini” viene inteso in maniera diversa da Salvini e dagli altri due che per “stop ai clandestini” intendono che quelli arrivati in Italia, in Italia rimangono. Per Salvini non si sa, basta lo slogan “stop ai clandestini”!!! Tanto – comunque – può vendere lo pseudo accordo e la sua volontà di non far sbarcare i clandestini della Diciotti, fermata solo dai “poteri forti” al solito indicati come nemico.

Serve tenere alta la tensione, serve inoculare la paura, specialmente in un momento come questo, in cui da oltre un anno, e per 12 mesi consecutivi (Salvini è al governo da un mese) gli sbarchi sono diminuiti dell’80% come testimoniano i dati reperibili sul sito del Ministero dell’interno stesso.

Passiamo ai vitalizi. Come tutti sappiamo, ma Di Maio finge di ignorare, i vitalizi furono aboliti da Monti che, correttamente trasformò i vitalizi in normali pensioni calcolate con il metodo contributivo. Restavano le posizioni pregresse che, per orientamento costante della Corte Costituzionale, possono esser toccate solo in casi eccezionali e per periodo di tempo limitato.

Ma pensate veramente che Di Maio non sappia che la Delibera Fico è talmente fragile che sarà sicuramente cassata non solo dalla Corte Costituzionale, ma anche dal Giudice del lavoro, come stamattina ha detto a Radio anch’io un ex presidente della Corte costituzionale?

Di Maio lo sa benissimo, anzi spera vivamente che venga cassata. Così avrà un altro argomento per battere la grancassa contro i poteri forti. Avrà ancora le prime pagine dei giornali che i giornalisti servili gli concederanno. Come Salvini indicherà un nuovo nemico “vedete, io volevo eliminare i vitalizi, ma la Casta della Corte costituzionale e dei magistrati me lo hanno impedito” e aizzerà ancora il popolo di Facebook, i “leoni della tastiera”, i “forconi” contro le istituzioni dello Stato, dimenticando una cosa importantissima: se aizza il popolo contro lo Stato, taglia il ramo su cui è seduto PERCHE’ OGGI LO STATO SONO I CINQUESTELLE E LA LEGA e se arrivano i forconi infilzano loro, mica il fantasma del PD.

Ma uno scopo lo raggiungeranno, come vuole la Casaleggio. Noi siamo uno Stato di DIRITTO, in cui il DIRITTO è indipendente dalla parte politica che governa. Lega e Cinquestelle stanno compiendo un percorso pericolosissimo. Il Diritto è flessibile e si piega alla maggioranza che governa.

Ho paura che ci stiamo avviando verso la “democratura” che va tanto di moda in Turchia, in Russia, in Ungheria, in Polonia e, perché no, in USA.

Ah, da ultimo, tutto questo per nascondere anche la totale inattività del Parlamento che no riesce neppure a discutere i due decreti legge di merito di questo Governo: lo spostamento del tribunale di Bari e il cd Decreto Dignità che, forse, oggi sarà pubblicato sula Gazzetta ufficiale.

Dunque, ricapitoliamo. Salvini, si sa, sta facendo una guerra alle navi che sbarcano migranti nei porti italiani e vorrebbe chiuderli. Peccato che la competenza sia del suo collega Toninelli che gli tiene bordone non chiudendo i porti, ma convincendo le navi ONG ad andare altrove.

Ora, una nave militare irlandese, facente parte della missione europea Sophia, attracca in un porto italiano e sbarca 106 migranti. Salvini va su tutte le furie e dice che bloccherà i porti anche alle navi militari, invadendo la competenza del ministro della Difesa Trenta, del Ministro delle infrastrutture Toninelli del ministro delle politiche europee Savona e del ministro degli esteri Moavero.

Ma ormai è fatto, Salvini si infuria sempre di più e annuncia che al prossimo Consiglio GAI (o JHA) di Innsbruck pretenderà la modifica della missione Sophia e l’inibizione dei porti italiani anche alle navi militari. E così si scontra anche con la competenza della Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Ieri, poi, che succede? Una nave italiana, il Vos Thalassa rimorchiatore d’altura a protezione di piattaforme petrolifere, ma secondo Toninelli, un incrociatore recupera 60 migranti in area SAR libica. La nave è italiana, Salvini sbraita, non la vuole, come si fa? Il concentrato Toninelli ha una idea: manda una sua nave (della Capitaneria di Porto, nave Diciotti) a prendere i migranti dalla Vos Thalassa. Perché? Ragioni di ordine pubblico (ma l’ordine pubblico non è di competenza di Salvini?): i migranti avevano minacciato una rivolta.

Ma Salvini non ci sta, e al momento, la nave Diciotti vaga per il Mediterraneo.

Salvini vorrà fare la voce grossa al prossimo consiglio JAI (o JHA) di Innsbruck di giovedì prossimo pretendendo di cambiare (1 contro 27) le regole di ingaggio della missione Sophia impedendo anche alle navi militari l’approdo in Italia e pretendendo che nessun migrante entrato irregolarmente in Austria e Germania dall’Italia venga ricondotto nel Bel Paese. Chissà se qualcuno gli ha spiegato che la Riunione dei ministri dell’interno (comunque incompetente sulla missione Sophia) di Innsbruck è un vertice informale in cui ministri dell’interno parleranno di ogni cosa, ma non potranno decidere nulla: non ci sarà, infatti un comunicato finale delle decisioni assunte. Così, almeno, Salvini potrà dire al nostro Minculpop che ha battuto i pugni, esposto le sue tesi e che i colleghi dell’Unione europea non le hanno respinte.

Ah, in tutto questo che ruolo ha avuto il Presidente del Consiglio dei ministri Conte a cui l’art 95 della Costituzione assegna la Direzione della politica generale del Governo, il mantenimento dell’unità dell’indirizzo politico e il coordinamento del governo? MISSING, DESAPARECIDO, NON PERVENUTO.

Pare che la bozza di conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018 non soddisfi le richieste di Salvini sui migranti e lui minaccia di sospendere la libera circolazione prevista dall’Aquis di Schengen.

Mi chiedo cosa c’entri Schengen, se Salvini lo conosca e, in caso affermativo se il nostro ministro dell’interno, nonché vicepremier non sia masochista.

Cosa sia l’aquis di Schengen è noto a tutti: è quel complesso di norme europee, generate dalla vecchia Convenzione di Schengen per le quali se andiamo dall’Italia alla Francia in auto o in terno non abbiamo bisogno di fare il controllo di documenti in frontiera. In pratica non ci accorgiamo di aver passato la frontiera interna. Lo stesso succede con gli aerei: non c’è controllo di frontiera, ma solo – all’imbarco – il controllo che il nome stampato sul biglietto sia lo stesso del documento di identità. Comunque, chi voglia approfondire, clicchi qui e qui.

Ora, se Salvini sospende l’efficacia dell’aquis di Shengen cosa succede? Succede che chiunque voglia entrare in Italia da un valico stradale, ferroviario o aeroportuale, dovrà sottoporsi al controllo passaporti, come quando si va in un Paese extraeuropeo.

Ovviamente Gli altri Stati europei, per ritorsione, sospenderanno anche essi l’acquis di Shengen per gli italiani. Quindi anche noi, per andare in Francia, Svizzera, Germania, Austria o qualsiasi alto Paese Shengen dovremo fare la fila per il controllo passaporti.

Questo, secondo Salvini renderà più sicuro il nostro Paese rispetto ai migranti.

Ma, ripeto, questo che cosa ci azzecca, come diceva Di Pietro?

Come Salvini e ognuno di noi ben sa, il flusso dei migranti (i tanti o pochi che siano) sbarcati sulle nostre coste sud è diretto a nord.

Praticamente il 90% del flusso dei migranti, sbarcati in Italia, dal nostro Paese si dirige verso nord. Alla frontiera francese (ci ricordiamo di Ventimiglia o di Bardonecchia?) chi deve controllare sono i francesi, visto che i migranti irregolari vengono dall’Italia. Stessa storia per la frontiera con la Svizzera e Austria.

Riattivando i controlli alle frontiere, Salvini fa un favore proprio ai francesi e agli austriaci che non vedono l’ora di ripristinare una frontiera vecchio stile con tanto di controllo passaporti e polizia dispiegata pe rfermare l’onda dei migranti che viene dall’Italia.

Chi ci perde è proprio l’Italia: se cominciamo ad alzare barriere e vincoli burocratici i turisti che vengono da noi potrebbero ripensarci. Noi italiani avremmo una seccatura in più una perdita di tempo in più nel passaggio delle frontiere.

Nulla di tutto ciò toccherà i migranti che, anzi, sarà più facile trattenere in Italia.

Forse Salvini dovrebbe studiare meglio

Sento, leggo, ascolto spesso della GRANDE IDEA di impiantare Hot Spot, sotto l’egida dell’UNHCR, nei Paesi di origine dei migranti. Lo scopo dichiarato è quello di far arrivane in Italia o nell’Unione europea solo chi ha diritto alla protezione internazionale.

L’idea, bella in sè NON è attuabile e vi spiego perché.

Hot spot nei pasi di origine? Ossia nei Paesi “cattivi” che perseguono le persone, che le torturano perché hanno idee contrarie al regime? Nessuno degli degli Stati cd. canaglia accetterà questi hot spot perché non si darà la zappa sui piedi. Acconsentire l’apertura di uno hot spot sul proprio pterritorio equivale ad autodichiararsi “cattivo” e nessuno Stato lo farà.

Apertura di uno hot spot in uno Stato di transito? Nessuno Stato “di transito” lo accetterà. Perché avere uno hot spot che potrebbe consentire a chi ci va di avere un biglietto per l’Europa costituirebbe un formidabile polo di attrazione per milioni di persone. Perché tentare il viaggio pericoloso in gommone se posso andare più facilmente nel Paese X per prendere un biglietto per l’Europa? Ma, visto che la percentuale del riconoscimento della protezione è sotto il 35%, nei Paesi di transito che accetterebbero l’Hot Spot resterebbero tutte le migliaia e migliaia di stranieri che “hanno tentato la sorte”. E queste migliaia di persone, senza casa, senza soldi, senza nulla, oltre a costituire un peso per i poveri Stati africani, ne costituirebbero un elemento di destabilizzazione. Conclusione: nessuno Stato africano accetterà sul proprio teritorio uno hot spot destinato allo screening di aspiranti richiedenti asilo provenienti da altri Paesi.

Ho ancora sotto gli occhi le immense file di aspiranti migranti sotto le nostre ambasciate a Tirana e a Rabat durante le crisi di inizio millennio.

Ancora una notazione: su quali basi giuridiche si fonderà lo screening? Le direttive e i Regolamenti dell’Unione europea (unici strumenti normativi adottabili per gli Stati membri) prescrivono formalmente che tutta la normativa europa si riferisce solo alle domande di protezione internazionale presentate entro i confini dell’Unione europea, escludendo anche le Sedi diplomatiche. (vedi articolo 3 della direttiva 2013/32/UE e l’articolo 2 della proposta di Regolamento della Commissione COM(2016) 467 final, (attualmente al COREPER).

Certo , la normativa UE potrebbe essere modificata, ma ci sarà la volontà? Ci sarà il tempo?

Ultimo, ma non ultimo per importanza, è la pratica inutilità di questi hot spot in Africa per fermare gli sbarchi.

I Migranti non sono stupidi. Sanno perfettamente che le attuali regole UE, almeno per l’Italia, consentono il iconoscimento dell aprotezione internazione solo ad una ristretta percentuale di migranti.

Perché allora giocarsi le carte in uno scrreening sul territorio africano dove, se va male, lì si resta senza nulla in mano e con un broblematico ritorno nel Paese di origine.

Presumo che la maggior parte continuerà a giocarsi le sue carte, dopo la traversata, sul suolo italiano (o di unPaese UE). Se va male, si potrà sempre contare sulla cronica inefficienza ad effettuare le espulsioni ed i rimpatri. Fra il 2013 e 2017, a fronte di 145.155 ordini di rimpatrio, solo 28.800 sono stati eseguiti, aumentando a dismisura lo stock della clandestinità.

Ultimo, ma non per importanza: se un richiedente asilo non passa per gli hot spot in Africa e arriva sulle coste europee chiedendo asilo, la sua domanda non potrà essere solo per questo rifiutata, bensì andrà valutata.

Meglio, quindi, essere clandestini in Italia he spiantati in Africa. E gli sbarchi continueranno.

Nomfup

Only connect

strange behaviors

Cool doings from the natural and human worlds

Traveholics

Vagabonder's wanderings

KING SPEAK

Thinking aloud

B as Blonde

Fashion enthusiast,Music addicted,tireless Traveler,Arts lover

Steve McCurry's Blog

Steve's body of work spans conflicts, vanishing cultures, ancient traditions and contemporary culture alike - yet always retains the human element.

vernicerossa

Just another WordPress.com site

photohonua

constantly trying to capture reality

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

Occhi da orientale

sono occhi d'ambra lucida tra palpebre di viole, sguardo limpido di aprile come quando esce il sole

ARTFreelance

Photo the day

simonaforte.wordpress.com/

Simona Forte photographer

Edoardo Gobattoni photographer

artistic photography

ALESSANDRA BARSOTTI - FOTOGRAFIE

L'essentiel est invisible pour les yeux

TIRIORDINO

Uno sguardo sul mondo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: