Archivio degli articoli con tag: Credenziale del pellegrino

Il peregrino parte presto, ma la Spagna è particolare: ha la stessa ora italiana ma è spostata molto più ad occidente. Fa notte più tardi, ma alle 7 di mattina è ancora buio.
Comunque, ben consigliato dalla guida e fa altri peregrini, da Santander fino a Mogro (12 km) me li faccio in Metro. Evito la periferia industriale di Santander e attraverso sul ponte solo ferroviario un fiume che, altrimenti mi avrebbe costretto ad una lunghissima deviazione.
Sceso dal treno, la strada si snoda attraverso i dolci colli cantabrici con paesaggi bucolici di mucche al pascolo e il profumo del mare che si vede in lontananza.
Dura poco, però. Iniziano kilometri e kilometri di brutta sterrata che procede dritta fra canneti da una parte e due immense condotte di acqua dall’altra. Poi su una normale carrozzabile. No buono. Ci si  mette anche un quarto d’ora di pioggia fine fine ma fastidiosa.
Raggiungi abbastanza presto Santillana. L’albegue municipale è proprio all’ ingresso del paese. Carino. Camere (sono le celle del vecchio convento) a due posti con letto a castello. Pulito e molto economico: posto letto, cena e prima colazione di domani 26 euro. Doccia. Non ho voglia di tornare nel paese finto di Santillana. Ha anche ripreso a piovere. Boh, per ora riposo, i 23 km si fanno sentire.
Nei soggiorni spagnoli odo parole strane ma familiari, radici latine, ovvio, spesso conservate nel nostro dialetto.
Esempi? Ospedaje non ha nulla a che fare con la sanità: è invece una struttura che ospita, un albergo; noi abbiamo oste, ostello etc….
Ancora, il cerotto in rotolo di chiama sparatrappo: ricorda qualcosa?
Ieri stavo facendo una foto. Un bambino mi passa davanti, la mamma “non stroppiare la foto”, non rovinarla..
Insomma, radici comuni….

4 settembre 2019. L’ansia fortunatamente è durata solo venti secondi. Il terzo bagaglio scodellato dal nastro trasportatore era il mio zaino ancora con la sua protezione casalinga con il domopack.
Sì stavolta mi sono voluto fidare e ho messo tutto nello zaino imbarcato (c’erano i bastoncini!). Per la prima volta ho volato in libertà senza alcun bagaglio a mano.
Metro A fino a Subagusta, poi il 520 e a gratis (ho l’abbonamento ATAC) sono a Ciampino. Un altro salto e Santander mi accoglie nel caldo e assolato primo pomeriggio. Albergo in centro, carino e pulito, e via in giro.
Prima cosa farsi mettere il timbro sulla credenziale del pellegrino. Buona occasione per rivisitare la bellissima Cattedrale di nostra Signora dell’assunzione.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Santander
Edificio in stile gotico del XII secolo con una basilica alta ed una bassa. Due chiese in una.
I lavori durarono circa 200 anni.
Molto bello il chiostro gotico.
Acquisito il timbro (sello) me ne vado in giro sul Paseo Calvo Sotelo, arteria chic di fronte al mare.
Obbligatorio un passaggio accanto al Centro Botin di Renzo Piano, spazio espositivo che sembra un’astronave, e alle numerose sculture in bronzo a grandezza naturale che ritraggono persone, in particolare l’equivalente spagnolo degli scugnizzi partenopei.
L’aria è calda e piacevole; il paseo, i giardini e i bar sono pieni zeppi di persone che se la godono. Eppure oggi è un giorno feriale.
Quello che mi sorprende è l’allegria, le risa, l’assenza di becero chiasso.
Abituato allo sfracelli di Roma non posso fare a meno di notare come tutto sua curato e pulito.
Ecco, la cosa pubblica è sentita come cosa propria.
Molto verde, bei palazzi.
Mi piacerebbe vivere qui.
Mi concedo un piatto di polpo alla galiziana (un po’ piccante con patate) e un bicchiere di Estrella Galizia, una ottima birra di queste parti.
Come primo giorno può bastare.
A domani

Centro Botin
Cattedrale di Santander

Ci ho provato e ho percorso la parte che mi ero prefisso. Tutti parlano del Cammino di Santiago, in tutte le varie versioni, quello francese, quello portoghese, etc. Io ho scelto quello del Nord, che parte dal confine franco/spagnolo di Hendaye/Irun e va verso Santiago passando per San Sebastian, Bilbao, Santander, Santillana.

Ovviamente questo libretto non è una guida, non dà i consigli dell’esperto che non sono. Sono solo riflessioni, emozioni, ricordi, presi e pensati lungo il Cammino. Sono stati scritti in genere nei momenti di sosta, nei dormitori comuni, nelle attese che l’l’ostello aprisse, sul telefonino nelle notti insonni. Sono quello che io ho tratto dal Cammino. Il Cammino non ti cambia, forse ti aiuta a conoscerti.

Una bellissima esperienza. Quest’anno sono arrivato solo fino a Santillana. L’anno prossimo chissà…

Mi piace fotografare e riprendere la realtà che mi circonda. Ho arricchito il libretto di alcune foto che riprendono in immagini quello che ho scritto a parole.

Ho pensato di far cosa utile ai lettori, ponendo un collegamento ipertestuale a tutti i luoghi e agli argomenti salienti che ho descritto. Il Libretto è così diventato un ipertesto in cui con un clic sul link si apre la pagina del sito del luogo citato, del sito che parla e approfondisce il luogo o la cosa citati.

Ecco, voglio trasmettere al lettore che non ha ancora compiuto il Cammino un flash di ciò che troverà se deciderà di compierlo. E trasmettere al lettore che già ha compiuto il Cammino i miei ricordi ed emozioni affinché li confronti con i suoi.

Alla fine ho inserito anche alcuni consigli pratici, nulla di particolare ma, se me li avessero detti prima… sarebbe stato meglio.

L’Ebook è disponibile su Amazon all’indirizzo https://www.amazon.it/dp/B07JD1V18J al prezzo minimo (per Amazon) di 1 Euro).

Stavolta è disponibile anche in versione cartacea https://www.amazon.it/Camminando-sul-Cammino-Santiago-riflessioni/dp/1728787351

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