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Quante volte avete sentito dire – per avvalorare una tesi – “l’ho visto in una fotografia!!!”.

Spesso. però, le fotografie ingannano. Lo stesso soggetto, fotografato da un diverso punto di vista, o con una angolazione diversa e più ampia appare diversissimo.

Quella qui sotto, ad esempio, è una classica fotografia del Potala, il Palazzo del Dalai Lama, a Lhasa, in Tibet, in Cina.

classica immagine del Potala

L’immagine ispira solennità e rimanda all’isolamento tipico dell’idea che ci siamo fatti dell’Himalaya.

Beh, la realtà è molto diversa. Le fotografie qui sotto sono state scattate 10 anni fa e rendono una immagine ben diversa del luogo.

E, sinceramente, ho paura a pensare come è – ora – quel luogo.


E guardate questa:

Potala 2002

Roma è una città piena di turisti, da sempre. Il turista è sempre stato considerato una persona “ricca”, sia perché è in grado di muoversi per diletto, sia perché di mente aperta a conoscee nuove realtà.

Eravamo abituati a vedere turisti americani, francesi, tedeschi, spagnoli ma, col tempo, i Paesi da dove provengono i turisti cambiano. cittadini di altri  Paesi, con usi e costumi diversi dai nostri, hanno ora la possibilità di visitare il nostro. Ed in alcuni luoghi possono rappresentare la maggioranza.

Nella foto qui sotto, è evidente la sorpresa dell’unica ragazza “occidentale”:

Quasi una foto per caso. Ero al Taj Mahal per visitare questo pegno d’amore fatto costruire dall’imperatore Mugul Shah Jahan in memoria della moglie morta di parto (beh, era il 14° figlio…). DI solito si ci va prima dell’alba perché, pare, nella prima luce del giorno risplende maggiormente.

Molti, tanti turisti attendono l’apertura seduti all’ingresso.

Non sapevo cosa fare nell’attesa e provavo un teleobiettivo che ad un tratto inquadrò un sorriso sotto un sari..

Eccolo qui:

UN SORRISO

Uno dei posti più belli che ho visitato è la povera e martoriata Siria. Popolo colto, aperto, luoghi stupendi come Aleppo, Mari e (scusate l’autocitazione) Sergiopoli.

Ma il gioirello più prezioso è Palmira, città nel deserto della regina Zenobia. E la cosa più bella è che esiste, allora un po’ vecchiotto, un albergo chiamato proprio Zenobia situato all’interno degli scavi. L’emozione, soprattutto notturna di sorbire un tea dalla terrazza degli alberghi guardando lo splendore della antica città è molto forte.

Particolare divertente: nel cortile dell’albergo fa bella mostra di se un calesse dei primi del ‘900.

Un simpatico contrasto.

Calesse di Hotel Zenobia

sergioferraiolo

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